Una giornata incredibile ragazzi! Finali di partita pazzeschi! Ma oggi, senza dubbio, i protagonisti sono stati gli arbitri. Andiamo a vedere insieme quello che è successo oggi. Nelle prime otto squadre - in attesa del derby di stasera - hanno vinto solamente tre squadre, iniziando ad allungare la classifica.
Ancelotti voleva vincere per continuare a seguire nella scia dell'Inter ed in un modo o un altro ci è riuscito. Bello spettacolo offerto dal Milan nel primo tempo, con un bel Ronaldinho che cerca e trova spesso Seedorf, con il quale duetta molto bene. Il gol che porta in vantaggio i rossoneri, però, nasce da un rigore dubbio, perché il fallo su Kakà pare essere fuori dall'area di rigore. Tuttavia, l'arbitro assegna la massima punizione in favore dei rossoneri e Kakà trasforma. Poche le occasioni per il Chievo che tenta di pungere la retroguardia milanista, ma mai con troppa convinzione per poter creare disagi. Oggi, comunque, gli arbitri non capiscono niente e nel secondo tempo viene fischiato un fuorigioco a Pato che parte dalla propria metà campo; si presuppone che i direttori di gara conoscano il regolamento, ed il fuorigioco non esiste per un giocatore che parte nella propria metà campo. Alla fine arrivano i tre punti, forse larghi per la prestazione nel suo complesso, ma alla fine è il risultato che conta ed il Milan fa 10 vittorie di fila.
Non riesce a continuare il proprio cammino il Napoli che si ferma a quota 23 e conferma di trovare a Bergamo un campo che rimane un tabù. Una noia mortale l'inizio di gara, con le due squadre che pensano solamente a fare i propri compiti tattici, senza creare problemi alle dirette avversarie. Succede tutto nei minuti finali, con Zalayeta - entrato per Denis infortunatosi in uno scontro di gioco - che si fa parare il tiro da un ottimo Coppola. Molto meglio la ripresa, con Ferreira Pinto molto ispirato che prim cerca un assist per Vieri - in maniera generosa - e poi deride tutta la difesa partenopea e segna una gran rete con un missile sul quale Iezzo non può farci niente. I partenopei si innervosiscono e Zalayeta rimedia il secondo giallo con un fallo sciocco e Reja è costretto a ridisegnare la propria squadra, ma la dea bendata sorride al Napoli perché Brighi concede un calcio di rigore inesistente al Napoli che Hamsik trasforma. Incredibile il rigore che non viene conesso all'Atalanta a 8' dalla fine, con Maggio che nettamente aggancia la caviglia di Valdes che lo aveva fregato con una finta, ma per Brighi non c'è niente e Del Neri viene espulso per proteste. Ma quando si dice "San Giovanni non vuole inganni", i neroazzurri tornano in vantaggio proprio con uno degli uomini puniti ingiustamente per il rigore concesso agli azzurri, Manfredini, che con una gran botta su punizione indiretta trova la deviazione complice di Gargano che serve per spiazzare Iezzo. Ed alla fine ci pensa Floccari a chiudere il discorso e fare 3-1, grazie ad un ottimo assist di Ferreira Pinto. Botta di arresto per gli entusiasmi partenopei, ma gioia per i bergamaschi che ritrovano una vittoria importante.
Finalmente una prova convincente degli uomini di Mazzarri, nonostante rischiano di buttare via tutto e sciupare la prestazione nel finale. La prima frazione di gara è un dominio blucerchiato, con la Sampdoria che riesce in tutto e gioca un calcio spettacolare. Cassano è veramente ispirato ed inventa delle giocate clamorose. E' proprio il barese a smarcare Padalino che crossa per Delvecchio, il quale stacca solo e gira bene, mettendo a segno il gol dell'ex. Continua il Cassano-show, con il talento che si inventa un gol straordinario che ricorda un pallonetto da Maradona o Romario. Timida la reazione dei salentini, che faranno poco prima del fischio dell'arbitro, mentre la Samp perderà Padalino per infortunio - al suo posto Stankevicius. Nella ripresa si vede che il Lecce entra con un piglio diverso ed al 55' trova la rete che riapre la partita con Tiribocchi, il quale mette in porta un buon pallone lavorato e servito da Cacia. Gli uomini di Mazzarri non ci stanno e vogliono chiudere l'incontro e ci pensa Stankevicius a segnare il terzo gol, con un gol di testa dal limite dell'area, sul quale Benussi ha più di qualche responsabilità. Tuttavia i salentini non si dànno per vinti e reagiscono ancora, trovando il gol al 38', ma la rete di Tiribocchi farà discutere perché sul tiro di Caserta la palla sbatte su "Tir", ma viene anche fermato con l'aiuto del braccio, gol convalidato da Trefoloni. Tre punti che tirano fuori la Samp da una situazione difficile e che dànno morale per il campionato, ora c'è da pensare al futuro.
Sciupa un'occasione incredibile la Fiorentina che ora perde terreno rispetto al gruppetto di testa e dimostra di non riuscire a dare continuità ai propri risultati. Primo tempo con tante occasioni per la Fiorentina, ma gli uomini di Prandelli non sono sufficientemente cinici e c'è un Gilardino controllato a dovere che non riesce a liberarsi dalla morsa dei difensori sardi. Le occasioni migliori le propizia Montolivo che finalmente riesce ad esprimersi ai livelli che ci si aspteta da lui, proponendo gioco e cercando la conclusione da lontano; discreta anche la prova di Vargas, che più volte mette al centro palloni interessanti. Nel finale viene concesso un rigore alla Fiorentina per ostruzione su Acquafresca da parte di Gamberini - si lascia cadere l'attaccante rossoblù, che non sarebbe arrivato sul pallone, ma si era liberato del difensore molto bene - con lo stesso Acquafresca che trasformerà il rigore. Nel secondo tempo Prandelli si gioca la carta Pazzini per poter cercare il risultato, dando più peso all'attacco e scoprendosi di più dietro, ma le azioni sono sempre portate avanti con poca precisione. Si fa male Kuzmanovic a causa di una pallonata presa in faccia e sarà costretto a lasciare il posto ad Almiron, lasciando il campo in barella. Al 30' della ripresa non viene concesso un evidente rigore ai danni di Gilardino, atterrato dal difensore del Cagliari, ma l'arbitro non ci vede ed ammonisce l'attaccante viola. Ottima vittoria per il Cagliari che ritrova il sorriso e continua il proprio cammino verso una salvezza che adesso sembra possibile.
Sinisa ha imparato da Mancini e tutti si ricorderanno i tanti pareggi nella prima stagione dell'Inter, ebbene secondo pari di fila per il Bologna. Al Franchi di Siena i padroni di casa passano in vantaggio dopo venti minuti, con la rete di Ghezzal, che legittima la scelta di Giampaolo di schierarlo titolare - ottimo veramente l'avvio di campionato dell'algerino che militava nel Crotone. Mihajlovic non è soddisfatto dei suoi e cerca di spronare la squadra, ma l'occasione migliore arriva nel finale, poiché Del Grosso atterra in area Marchini con conseguente rigore che Di Vaio trasforma in gol per il pari. Nel secondo tempo Calaiò sbaglia un rigore per il Siena e Antonioli ringrazia. Punto che serve a poco a tutti e due, ma per lo meno le due squadre non si fanno male ed avranno tempo per preparare il prossimo impegno.
L'obiettivo era centrare la salvezza a -19 ed il Catania di Zenga ci è riuscito. Entusiasmante il primo tempo al Massimino, dove in vantaggio va inaspettatamente il Torino dopo appena 6' con il primo gol in Serie A di Colombo, che ribadisce in porta un cross invitante di Rubin che taglia tutta l'area. Non c'è tempo di respirare che il Catania pareggia dopo un minuto, trovando il solito Mascare puntuale al centro dell'area. Sarà lo stesso Mascara a trascinare ancora i suoi, segnando una bella punizione sulla quale Sereni non può niente, che se la prende in parte con la barriera. Tuttavia, il pari arriverà nella ripresa, con l'ennesimo rigore di giornata, assegnato a favore del Toro che Amorusa trasforma spiazzando Bizzarri. Infinito però Mascara che segna la sua tripletta personale, sfruttando un invito di Tedesco, ma imbarazzante il tunnel ai danni di Ogbonna. Peccato per il Toro che ci ha messo grinta e cuore, ma questa non è una sconfitta totale, almeno si è rivisto un gioco concreto e voglia di fare, se vengono recuperati a pieno Rosina e Bianchi la Torino granata si può divertire.
Orlandi si salva ed espugna il Friuli, ma non in maniera fortunosa, bensì imponendo il proprio gioco ad un'Udinese decisamente spenta. Evidentemente la Reggina aveva preso le misure all'Udinese durante la partita di Coppa Italia, perché la squadra che scende in campo ha mordente e sa dove pungere l'avversario, con Brienza sugli scudi, anche se la prima frazione termina sullo 0-0. Nel secondo tempo, però, sarà proprio il giocatore amaranto a segnare un gol bellissimo, con un sinistro al volo che non lascia scampo nemmeno all'ottimo Handanovic. Poca Udinese durante il corso della partita che accusa, forse, la stanchezza dei tanti impegni. Si inizia a delineare quello che sarà il campionato di domani, con Napoli, Udinese e "sorelle" che lasciano il passo.
Ancelotti voleva vincere per continuare a seguire nella scia dell'Inter ed in un modo o un altro ci è riuscito. Bello spettacolo offerto dal Milan nel primo tempo, con un bel Ronaldinho che cerca e trova spesso Seedorf, con il quale duetta molto bene. Il gol che porta in vantaggio i rossoneri, però, nasce da un rigore dubbio, perché il fallo su Kakà pare essere fuori dall'area di rigore. Tuttavia, l'arbitro assegna la massima punizione in favore dei rossoneri e Kakà trasforma. Poche le occasioni per il Chievo che tenta di pungere la retroguardia milanista, ma mai con troppa convinzione per poter creare disagi. Oggi, comunque, gli arbitri non capiscono niente e nel secondo tempo viene fischiato un fuorigioco a Pato che parte dalla propria metà campo; si presuppone che i direttori di gara conoscano il regolamento, ed il fuorigioco non esiste per un giocatore che parte nella propria metà campo. Alla fine arrivano i tre punti, forse larghi per la prestazione nel suo complesso, ma alla fine è il risultato che conta ed il Milan fa 10 vittorie di fila.
Non riesce a continuare il proprio cammino il Napoli che si ferma a quota 23 e conferma di trovare a Bergamo un campo che rimane un tabù. Una noia mortale l'inizio di gara, con le due squadre che pensano solamente a fare i propri compiti tattici, senza creare problemi alle dirette avversarie. Succede tutto nei minuti finali, con Zalayeta - entrato per Denis infortunatosi in uno scontro di gioco - che si fa parare il tiro da un ottimo Coppola. Molto meglio la ripresa, con Ferreira Pinto molto ispirato che prim cerca un assist per Vieri - in maniera generosa - e poi deride tutta la difesa partenopea e segna una gran rete con un missile sul quale Iezzo non può farci niente. I partenopei si innervosiscono e Zalayeta rimedia il secondo giallo con un fallo sciocco e Reja è costretto a ridisegnare la propria squadra, ma la dea bendata sorride al Napoli perché Brighi concede un calcio di rigore inesistente al Napoli che Hamsik trasforma. Incredibile il rigore che non viene conesso all'Atalanta a 8' dalla fine, con Maggio che nettamente aggancia la caviglia di Valdes che lo aveva fregato con una finta, ma per Brighi non c'è niente e Del Neri viene espulso per proteste. Ma quando si dice "San Giovanni non vuole inganni", i neroazzurri tornano in vantaggio proprio con uno degli uomini puniti ingiustamente per il rigore concesso agli azzurri, Manfredini, che con una gran botta su punizione indiretta trova la deviazione complice di Gargano che serve per spiazzare Iezzo. Ed alla fine ci pensa Floccari a chiudere il discorso e fare 3-1, grazie ad un ottimo assist di Ferreira Pinto. Botta di arresto per gli entusiasmi partenopei, ma gioia per i bergamaschi che ritrovano una vittoria importante.
Finalmente una prova convincente degli uomini di Mazzarri, nonostante rischiano di buttare via tutto e sciupare la prestazione nel finale. La prima frazione di gara è un dominio blucerchiato, con la Sampdoria che riesce in tutto e gioca un calcio spettacolare. Cassano è veramente ispirato ed inventa delle giocate clamorose. E' proprio il barese a smarcare Padalino che crossa per Delvecchio, il quale stacca solo e gira bene, mettendo a segno il gol dell'ex. Continua il Cassano-show, con il talento che si inventa un gol straordinario che ricorda un pallonetto da Maradona o Romario. Timida la reazione dei salentini, che faranno poco prima del fischio dell'arbitro, mentre la Samp perderà Padalino per infortunio - al suo posto Stankevicius. Nella ripresa si vede che il Lecce entra con un piglio diverso ed al 55' trova la rete che riapre la partita con Tiribocchi, il quale mette in porta un buon pallone lavorato e servito da Cacia. Gli uomini di Mazzarri non ci stanno e vogliono chiudere l'incontro e ci pensa Stankevicius a segnare il terzo gol, con un gol di testa dal limite dell'area, sul quale Benussi ha più di qualche responsabilità. Tuttavia i salentini non si dànno per vinti e reagiscono ancora, trovando il gol al 38', ma la rete di Tiribocchi farà discutere perché sul tiro di Caserta la palla sbatte su "Tir", ma viene anche fermato con l'aiuto del braccio, gol convalidato da Trefoloni. Tre punti che tirano fuori la Samp da una situazione difficile e che dànno morale per il campionato, ora c'è da pensare al futuro.
Sciupa un'occasione incredibile la Fiorentina che ora perde terreno rispetto al gruppetto di testa e dimostra di non riuscire a dare continuità ai propri risultati. Primo tempo con tante occasioni per la Fiorentina, ma gli uomini di Prandelli non sono sufficientemente cinici e c'è un Gilardino controllato a dovere che non riesce a liberarsi dalla morsa dei difensori sardi. Le occasioni migliori le propizia Montolivo che finalmente riesce ad esprimersi ai livelli che ci si aspteta da lui, proponendo gioco e cercando la conclusione da lontano; discreta anche la prova di Vargas, che più volte mette al centro palloni interessanti. Nel finale viene concesso un rigore alla Fiorentina per ostruzione su Acquafresca da parte di Gamberini - si lascia cadere l'attaccante rossoblù, che non sarebbe arrivato sul pallone, ma si era liberato del difensore molto bene - con lo stesso Acquafresca che trasformerà il rigore. Nel secondo tempo Prandelli si gioca la carta Pazzini per poter cercare il risultato, dando più peso all'attacco e scoprendosi di più dietro, ma le azioni sono sempre portate avanti con poca precisione. Si fa male Kuzmanovic a causa di una pallonata presa in faccia e sarà costretto a lasciare il posto ad Almiron, lasciando il campo in barella. Al 30' della ripresa non viene concesso un evidente rigore ai danni di Gilardino, atterrato dal difensore del Cagliari, ma l'arbitro non ci vede ed ammonisce l'attaccante viola. Ottima vittoria per il Cagliari che ritrova il sorriso e continua il proprio cammino verso una salvezza che adesso sembra possibile.
Sinisa ha imparato da Mancini e tutti si ricorderanno i tanti pareggi nella prima stagione dell'Inter, ebbene secondo pari di fila per il Bologna. Al Franchi di Siena i padroni di casa passano in vantaggio dopo venti minuti, con la rete di Ghezzal, che legittima la scelta di Giampaolo di schierarlo titolare - ottimo veramente l'avvio di campionato dell'algerino che militava nel Crotone. Mihajlovic non è soddisfatto dei suoi e cerca di spronare la squadra, ma l'occasione migliore arriva nel finale, poiché Del Grosso atterra in area Marchini con conseguente rigore che Di Vaio trasforma in gol per il pari. Nel secondo tempo Calaiò sbaglia un rigore per il Siena e Antonioli ringrazia. Punto che serve a poco a tutti e due, ma per lo meno le due squadre non si fanno male ed avranno tempo per preparare il prossimo impegno.
L'obiettivo era centrare la salvezza a -19 ed il Catania di Zenga ci è riuscito. Entusiasmante il primo tempo al Massimino, dove in vantaggio va inaspettatamente il Torino dopo appena 6' con il primo gol in Serie A di Colombo, che ribadisce in porta un cross invitante di Rubin che taglia tutta l'area. Non c'è tempo di respirare che il Catania pareggia dopo un minuto, trovando il solito Mascare puntuale al centro dell'area. Sarà lo stesso Mascara a trascinare ancora i suoi, segnando una bella punizione sulla quale Sereni non può niente, che se la prende in parte con la barriera. Tuttavia, il pari arriverà nella ripresa, con l'ennesimo rigore di giornata, assegnato a favore del Toro che Amorusa trasforma spiazzando Bizzarri. Infinito però Mascara che segna la sua tripletta personale, sfruttando un invito di Tedesco, ma imbarazzante il tunnel ai danni di Ogbonna. Peccato per il Toro che ci ha messo grinta e cuore, ma questa non è una sconfitta totale, almeno si è rivisto un gioco concreto e voglia di fare, se vengono recuperati a pieno Rosina e Bianchi la Torino granata si può divertire.
Orlandi si salva ed espugna il Friuli, ma non in maniera fortunosa, bensì imponendo il proprio gioco ad un'Udinese decisamente spenta. Evidentemente la Reggina aveva preso le misure all'Udinese durante la partita di Coppa Italia, perché la squadra che scende in campo ha mordente e sa dove pungere l'avversario, con Brienza sugli scudi, anche se la prima frazione termina sullo 0-0. Nel secondo tempo, però, sarà proprio il giocatore amaranto a segnare un gol bellissimo, con un sinistro al volo che non lascia scampo nemmeno all'ottimo Handanovic. Poca Udinese durante il corso della partita che accusa, forse, la stanchezza dei tanti impegni. Si inizia a delineare quello che sarà il campionato di domani, con Napoli, Udinese e "sorelle" che lasciano il passo.






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