
Ci si aspettava più grinta, più cattiveria, da parte della Sampdoria in questa notte europea, dopo aver faticato tanto contro il Siviglia per avere l'accesso ai sedicesimi di finale. Poteva essere una competizione da onorare fino in fondo, per poter portare qualche gioia a Marassi, invece si è deciso di dare via sia Bonazzoli che Fornaroli, riducendo nettamente la possibilità di creare alternative offensive al tecnico Mazzarri. E' bastato un gol nel finale del primo tempo agli ucraini del Metalist per battere questa modesta Sampdoria e mettere nettamente le cose in salita per i blucerchiati. C'è qualche decisione arbitrale da poter discutere, però, dopo la grande prestazione di forza contro la Juventus ci si aspettava una Samp più aggressiva e meno molle.
Il primpo tempo dei doriani è del tutto da dimenticare. Viene subita a più intervalli la manovra del Metalist, il quale non si fa prendere dall'emozione e mostra al meglio il proprio calcio, conducendo una manovra ordinata geometricamente.
Tra gli undici mandati in campo da Mazzarri si evidenziano Cassano con i suoi soliti lampi che, però, non illuminano il buio dei compagni, Dessena e, soprattutto, Padalino che si propone più volte in avanti. Sono pochi i tiri in porta di entrambe le squadre ed è solo al 47' che arriva la rete che deciderà la partita: a tempo ormai scaduto arriva il gol di testa di Oliynyk che a centroarea su cross teso da sinistra beffa Castellazzi. Per fortuna almeno il gol dà la scossa alla Sampdoria, che nel secondo tempo scende in campo più decisa ed aggressiva. Sono poco precisi i liguri in alcune occasioni, anche se ci sono alcune decisioni discutibili che, forse, pesano sull'andamento del match: prima Bellucci finisce a terra in area di rigore ucraina e reclama il penalty che - tutto sommato - poteva starci, poi, in una mischia nell'area del Metalist, Padalino chiede un altro rigore per un presunto fallo di mani.
Questa vittoria non facilita di certo le cose per i blucerchiati che ora dovranno cercare l'impresa in ucraina. Altrimenti, verrà salutato il palcoscenico europeo e la squadra si potrà concentrare a pieno sulla salvezza che adesso è sicuramente un obiettivo più importante da raggiungere. Intanto, il Metalist persiste a rimanere imbattuto e non ha subito gol dall'inizio del torneo, potrebbe rivelarsi la cenerentola della competizione.
Il primpo tempo dei doriani è del tutto da dimenticare. Viene subita a più intervalli la manovra del Metalist, il quale non si fa prendere dall'emozione e mostra al meglio il proprio calcio, conducendo una manovra ordinata geometricamente.
Tra gli undici mandati in campo da Mazzarri si evidenziano Cassano con i suoi soliti lampi che, però, non illuminano il buio dei compagni, Dessena e, soprattutto, Padalino che si propone più volte in avanti. Sono pochi i tiri in porta di entrambe le squadre ed è solo al 47' che arriva la rete che deciderà la partita: a tempo ormai scaduto arriva il gol di testa di Oliynyk che a centroarea su cross teso da sinistra beffa Castellazzi. Per fortuna almeno il gol dà la scossa alla Sampdoria, che nel secondo tempo scende in campo più decisa ed aggressiva. Sono poco precisi i liguri in alcune occasioni, anche se ci sono alcune decisioni discutibili che, forse, pesano sull'andamento del match: prima Bellucci finisce a terra in area di rigore ucraina e reclama il penalty che - tutto sommato - poteva starci, poi, in una mischia nell'area del Metalist, Padalino chiede un altro rigore per un presunto fallo di mani.
Questa vittoria non facilita di certo le cose per i blucerchiati che ora dovranno cercare l'impresa in ucraina. Altrimenti, verrà salutato il palcoscenico europeo e la squadra si potrà concentrare a pieno sulla salvezza che adesso è sicuramente un obiettivo più importante da raggiungere. Intanto, il Metalist persiste a rimanere imbattuto e non ha subito gol dall'inizio del torneo, potrebbe rivelarsi la cenerentola della competizione.






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