Ebbene si, il personaggio di questa settimana non è un giocatore di alcuna società, ma un allenatore e precisamente quello più chiaccherato non solo del panorama calcistico italiano, ma mondiale - ultimamente, secondo, forse solamente e Maradona. Stiamo ovviamente parlando di José Mário dos Santos Mourinho Félix, che tutti conosciamo come Mourinho o Special One. Una carriera fatta di vittorie e successi che è destinata ad aumentare il suo Palmarès negli anni a venire con l'Inter, poiché la squadra di Mou si sta finalmente plasmando e quando ne avrà appreso a pieno i meccanismi, il sogno della Champions League - tanto cullato da Massimo Moratti - potrebbe non essere poi così lontano.La carriera calcistica non ha sorriso a Mourinho jr, come invece aveva fatto al padre Félix e José si è ritirato appena a quindici anni di età. Tuttavia, dopo anni di studio ed impieghi minori, viene chiamato da Sir Bobby Robson per fargli da interprete e così Mourinho ha viaggiato per alcune delle panchine più prestigiose d'Europa, tra cui Sporting, Porto e Barcellona. Con il duo Robson-Mourinho i catalani conquistano una Coppa delle Coppe, ma i periodi di successi veri arrivano con Van Gaal e Mou che fa il secondo, vincendo due volte la Liga, per poi avere l'onore di guadagnarsi l'incarico di allenatore del Barcellona B. I periodi passati accanto a Robson e Van Gaal hanno fatto si che Mou potesse apprendere tutti i segreti del mestiere e la passione per allenare cresceva costantemente, tanto da farlo accettare l'incarico sulla difficile panchina del Benfica nel 2000, mostrando subito il carattere che tutt'ora lo contraddistingue. Fu fortemente voluto dal Presidente dei lusitani e Mou si scelse un ex giocatore del Benfica - come rituale solito - come suo secondo, ma quando ci furono dei cambiamenti in presidenza, vennero annunciati anche dei cambiamenti sulla panchina per il futuro. Mourinho non ci stava e dopo la partita vinta contro lo Sporting per 3-0 chiese il prolungamento del contratto, ma quando non gli venne concorodato, si dimise dall'incarico. Tuttavia, passò poco tempo prima che José trovò spazio sulla panchina dell'U.D. Leiria che porta al miglior posizionamento storico nella Superliga.
Nel gennaio del 2002 Mourinho prende il posto di Machado sulla panchina del Porto e con 13 partite utili consecutive conquista il terzo posto della Superliga, promettendo la vittoria l'anno successivo. Parte la rivoluzione della squadra portoghese, con innesti mirati, soprattutto centrocampisti duttili che sappiamo fare sia la fase offensiva che quella difensiva, poiché una delle filosofie - tutt'ora presenti - di Mou era il pressing alto, ed i centrocampisti erano i primi autori di tutto ciò. Detto, fatto, Mou mantenne la promessa fatta e vinse la Superliga con il record di punti (86 su 102) ed il record di distacco dalla seconda - il Benfica che lo scaricò: 11 punti - ottenendo anche una vittoria in Coppa UEFA contro il Celtic nella finale di Siviglia. La stagione con i maggiori successi arriva l'anno successivo con un altro campionato portoghese e quella Champions League di cui José va fiero, vinta per 3-0 in finale contro il Monaco. Alla fine della stagione piombano offerte da tutta Europa e Mou viene accostato principalmente a Liverpool, Real Madrid e Chelsea.
Tutti sappiamo come andò a finire, ma seguendo le sue dichiarazioni nessuno l'avrebbe mai indovinato: "degli incarichi preferirei quello del Liverpool, anche se il Chelsea mi attrae, ma penso che sia un progetto poco stabile, con tanti soldi da investire, ma se non dovessero arrivare i successi richiesti, il Presidente potrebbe andarsene e toglieri i soldi investiti nel club". Ma nel 2004 Mourinho sceglierà proprio i Blues, dove siederà per tre stagioni ricche di successi. Tutti si ricordano l'esordio in conferenza stampa: "per favore, non chiamatemi arrogante, ma sono campione europeo in carica e penso di essere speciale". Nella prima stagione arrivano Coppa di Lega e Campionato - che a Stamford Bridge mancava da 50 anni - ma c'è amarezza per quella Champoins mancata. La gente adora Mourinho e l'anno successivo arriva un'altra Premier, accompagnata da Charity Shield e FA Cup, ma manca ancora la coppa dalle grandi orecchie, che manca anche l'anno successivo, in cui Mourinho non centra gli obiettivi stagionali, portando in bacheca solamente una Carling Cup. Dopo l'elezione di Avram Grant nel Cda, partono diverse diatribe con il Presidente Roman Abramovich, ed il 20 settembre 2007 c'è una rottura "consensuale" del contratto, lasciando José tra gli allenatori senza incarico.
Ovviamente, mezza Europa si mobilita per preparare un piano, ed in Italia sono le due milanesi a fare più clamore, con Moratti che vuole assolutamente vincere qualcosa più dello Scudetto e vede nel portoghese la persona giusta. I primi veri contatti arrivano dopo l'esternazioni di Mancini ai media dopo la partita di Champions contro il Liverpool e per avere l'ufficialità bisogna attendere il 2 giugno del 2008. L'allenatore si fa subito conoscere dalla stampa italiana con frasi accattivanti e provocanti che mettono in mostra la sua caratteristica di fare "ombrello" su tutta la squadra e di prendersi le critiche su di sé. Una delle frasi più celebri di inizio stagione - oltre a "non essere un pirla" - è: "Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia migliore di me". Frasi che lasciano intendere tutto. Al suo arrivo sulla panchina vince la Supercoppa Italiana, merito però del lavoro fatto da Mancini. Dopo di questo ringraziamento, Mou non vuole sentire di paragoni con l'ex allenatore dell'Inter ed ha anche qualche diverbio televisivo con i giornalisti italiani, ma la sua gestione della squadra è stata - fino a qui - impeccabile ed i risultati parlano per lui: primo in campionato, primo nel girone di Champions. Lui aveva detto che non si sarebbe lasciato contagiare dalla nostra cultura, ma dopo le diverse partite importanti, ha cambiato idea, ed ha capito che partite come Inter-Juve non sono come le altre. I numeri parlano per Mourinho: su 368 incontri sono 252 vittorie, 76 pareggi e 40 sconfitte. Non è Special?
Ecco un video per celebrare qualche scena curiosa di Mou nel passato:






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