domenica 14 dicembre 2008

Scopriamo Un Talento: Eduardo Antonio "Toto" Salvio

Non c'è un'annata in Argentina che non venga tirato fuori il nome di qualche nuovo "crack" per spacciarlo come il nuovo Maradona, oppure - ormai - il nuovo Messi. Tanti, però, si perdono per strada e non riescono a portare avanti la propria carriera illustrata poco prima come illustre. Però, ci sono alcuni giocatori, vedi appunto Messi - o anche Tevez - che hanno una marcia in più rispetto ad altri. Zuculini, di cui abbiamo parlato l'altra volta, può benissimo calcare le orme di Mascherano, ma quello di cui vi parlo oggi è l'ennesimo giocatore trequartista che può ripercorrere i passi dei big europei.

Parliamo di Eduardo Antonio Salvio, nato il 13 maggio 1990 in un barrio di Avellaneda. Il ragazzo attraversa la solita vita dura, ma per fortuna sua si trova nell' "occhio del ciclone" del calcio argentino, poiché nella sua cittadina ci sono due pietre miliari del campionato albiceleste: Racing ed Indipendiente. I primi passi Eduardo li muove nel piccolo club "Papi" di Sarmiento de Entre Vias e nel 2003 diventa la stella assoluta del "Villa Ideal", dove incrocia più volte il talento dell'Independiente Patricio "el pato" Rodriguez. Salvio viene soprannominato "el Toto" per la sua capacità di essere - appunto - totale in campo, autoritario e padrone del pallone quando è tra i suoi piedi. Non fa mai niente di scontato ed ha una concretezza spaventosa. Il Lanùs, squadra storicamente attenta e premurosa nel coltivare giovani perle, non si fa scappare l'occasione e incorpora nelle sue giovanili il velocissimo attaccante. Da lì in poi per Eduardo inizia una rapida ascesa verso il tanto sognato debutto in Primera Divisiòn.

Tuttavia, la vera fortuna per Salvio sarà la vetrina del Torneo Sudamericano Under 17, dove riesce a mettersi in mostra, anche se non doveva partire da titolare, ma gli infortuni di Laurito e Bou gli permettono di avere questa grande chance. Il giocatore lo sa è la sfrutta in maniera eccelsa, poiché con i suoi tre gol e le giocate fenomenali riesce a portare la selezione argentina al terzo posto. Tra l'altro segna un gol memorabile contro l'Ecuador: partito dalla trequarti a testa bassa come il Pocho Lavezzi dribbla i primi due avversari, una volta entrato in area ne fa fuori altri due e con un colpo sotto scavalca il portiere mettendo in rete. Golazo e ciao ciao Ecuador. Dopo un anno e poco più esordisce inPrimera Divisiòn contro il Boca Juniors. Un mese dopo la maglia granata numero 14 è già nella formazione iniziale.

La sua squadra del cuore è il Boca ed il suo idolo Riquelme, ma non hanno niente in comune sul campo da gioco, mentre sono tante le similitudini con "el Pocho" Lavezzi. Ha una rapidità di esecuzione e dribbling fuori dal comune e fa un movimento senza palla eccezionale, scaricando - come Lavezzi - tutta la sua potenza sul campo nonostante il fisico minuto. Inoltre, riesce a supplire anche al neo che solitamente viene trovato a questi giocatori quando si decide di portarli in Europa, poiché Salvio resiste benissimo al contatto fisico e non si fa impietosire dagli avversari più grandi di lui. E' più un esterno da 4-3-3 o una seconda punta, capace di mettere davanti alla porta i compagni con una facilità estrema e dotato di un bagaglio tecnico incredibile - doppio passo specialità di casa.

Non c'è motivo per non pensare ad un suo prossimo arrivo in Europa, magari in Serie A, dove il Napoli ha da tempo messo gli occhi su di lui, ma la Roma sarebbe già qualche passo avanti e potrebbe formalizzare un'offerta già per la prossima stagione. Il sogno di tutte le squadre è crearsi il proprio Messi sin dalle giovanili, ma per questo vale la pena spendere, visto che quando avrà raggiunto la piena maturazione diventerà un giocatore molto completo. Aspettiamo di vederlo al prossimo Mondiale Under 20, intanto, godetevi questa chicca:



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