Il Milan ha sempre dato l'impressione di unità, di gruppo, di essere più squadra - ed effettivamente lo potrebbe anche essere -, ma c'è una tale anarchia in campo da far "drizzare i capelli" pure a Galliani. Insomma, va bene lo spettacolo brasiliano di lasciare liberi i giocatori di "inventare", ma avere troppi interpreti allo stesso momento rischia di intasare la manovra. Quando il Milan vinse la Champions League - con Kakà Pallone d'Oro - di veri registi c'erano Seedorf e Pirlo. Certo, Kakà gestiva tanti palloni ma il suo compito era più quello di finalizzatore che inventore.
Adesso, però, gli schemi della squadra di Ancelotti sono drasticamente cambiati con l'arrivo di Ronaldinho, ma se andiamo a rivedere bene, quando in campo ad inizio stagione c'erano lui, Kakà e Pirlo la squadra non è che girasse un granché; troppi "galli nel pollaio" e la manovra diventava lenta, prevedibile e poco dinamica. Poi, con l'infortunio del metronomo, è andato Seedorf a ricoprire la zona di regista basso ed il Milan ha iniziato quella famosa strisca positiva. Strano ma vero, quando rientra Pirlo il Milan torna in crisi. Con questo, non voglio dire che il giocatore campione del mondo non stia più negli schemi tattici dei rossoneri, ma per far convivere tutti questi campioni - senza dover rinunciare a nessuno - qualcosa va cambiato.
Ad esempio, si potrebbe ascoltare la richiesta del numero 22. Quando Kakà vinse il prestigioso premio del Pallone d'Oro, va ricordato, infatti, che la sua posizione era nettamente più avanzata rispetto ad il suo raggio d'azione odierno e che il brasiliano segnò una valanga di gol - molti più di quanti non riesca a realizzare oggi (rigori esclusi). Con tutto il bene del mondo, ma Shevchenko è un giocatore che non tornerà più al suo livello, Inzaghi - anche se sempre utile - ha la sua certa età, quindi perché non provare a far giocare Ronaldinho dietro a Kakà ed uno tra Pato e Borriello? D'altronde, l'intesa con l'ariete italiano è già stata buona - ad esempio nella partita a Bergamo - e con il piccolo talento brasiliano le cose vanno sempre meglio. Dinho è stato comprato per farlo giocare dietro alla/e punta/e, quindi è inutile farlo partire da una posizione così defilata. Inoltre, quando in campo ci sono stati uno tra Seedorf ed Emerson, la manovra è nettamente aumentata di velocità ed il Milan arrivava con più facilità in porta.
Io, fossi un dirigente del Milan, non riuscirei a dormire una notte senza cercare di intavolare delle trattative di mercato. Perché? Favalli gioca come centrale difensivo, Jankulovski ormai è stabilmente terzino sinistro, Kakà lamenta di non giocare nella propria posizione; insomma, mi pare che di gente fuori ruolo ce ne sia a sufficienza. Comunque, io non sono un allenatore, e manco un dirigente sportivo, solo un modesto osservatore.
Adesso, però, gli schemi della squadra di Ancelotti sono drasticamente cambiati con l'arrivo di Ronaldinho, ma se andiamo a rivedere bene, quando in campo ad inizio stagione c'erano lui, Kakà e Pirlo la squadra non è che girasse un granché; troppi "galli nel pollaio" e la manovra diventava lenta, prevedibile e poco dinamica. Poi, con l'infortunio del metronomo, è andato Seedorf a ricoprire la zona di regista basso ed il Milan ha iniziato quella famosa strisca positiva. Strano ma vero, quando rientra Pirlo il Milan torna in crisi. Con questo, non voglio dire che il giocatore campione del mondo non stia più negli schemi tattici dei rossoneri, ma per far convivere tutti questi campioni - senza dover rinunciare a nessuno - qualcosa va cambiato.
Ad esempio, si potrebbe ascoltare la richiesta del numero 22. Quando Kakà vinse il prestigioso premio del Pallone d'Oro, va ricordato, infatti, che la sua posizione era nettamente più avanzata rispetto ad il suo raggio d'azione odierno e che il brasiliano segnò una valanga di gol - molti più di quanti non riesca a realizzare oggi (rigori esclusi). Con tutto il bene del mondo, ma Shevchenko è un giocatore che non tornerà più al suo livello, Inzaghi - anche se sempre utile - ha la sua certa età, quindi perché non provare a far giocare Ronaldinho dietro a Kakà ed uno tra Pato e Borriello? D'altronde, l'intesa con l'ariete italiano è già stata buona - ad esempio nella partita a Bergamo - e con il piccolo talento brasiliano le cose vanno sempre meglio. Dinho è stato comprato per farlo giocare dietro alla/e punta/e, quindi è inutile farlo partire da una posizione così defilata. Inoltre, quando in campo ci sono stati uno tra Seedorf ed Emerson, la manovra è nettamente aumentata di velocità ed il Milan arrivava con più facilità in porta.
Io, fossi un dirigente del Milan, non riuscirei a dormire una notte senza cercare di intavolare delle trattative di mercato. Perché? Favalli gioca come centrale difensivo, Jankulovski ormai è stabilmente terzino sinistro, Kakà lamenta di non giocare nella propria posizione; insomma, mi pare che di gente fuori ruolo ce ne sia a sufficienza. Comunque, io non sono un allenatore, e manco un dirigente sportivo, solo un modesto osservatore.






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