venerdì 20 febbraio 2009

Amarcord Ci Siamo Stati Anche Noi: Alen Bokšić

Arriva un giorno in ritardo per dei piccoli intoppi personali la rubrica "Amarcord", con cui il blog si cimenta nel ricordare e riportare a galla alcune vecchie glorie che hanno rappresentato il nostro calcio più recente, ma non vengono riportate con frequenza sui giornali, facendole finire lentamente nel dimenticatoio. Quest'oggi ricorderemo il talento dell'attaccante croato Alen Bokšić (Makarska, 21 gennaio 1970). La punta ha vissuto i migliori anni della sua carriera proprio in Italia, militando nelle fila di Juventus e Lazio, raggiungendo obiettivi importanti e dimostrando a tutti le sue immense qualità. Un giocatore che poteva fungere sia da centravanti che da seconda punta - che forse gli veniva meglio - e poteva garantire una certa rapidità alla manovra, fatta di ripartenze e contropiede in velocità.

I primi passi della sua ottima carriera, Bokšić li muove giocando in uno dei club più prestigiosi del campionato croato: Hajduk Spalato. Qui si evidenziano le doti del giocatore, che oltre ad avere un fisico importante, viene ricordato soprattutto per le sue notevoli doti tecniche. Da qui parte l'avventura di quello che sarebbe diventato un calciatore di livello internazionale. Curiosamente, è anche presente ad Italia '90 nell'allora Jugoslavia, ma non fa alcuna presenza nella competizione. Si trasferisce al Cannes, dove esordisce da professionista, ma si vede che Bokšić è un giocatore da panorami ben diversi. Su di lui mette gli occhi l'Olimpique Marsiglia che decide di portarlo a giocare al Velodrome quando ancora aveva vent'anni. La prima stagione non è ricca di grandi emozioni, facendo qualche sporadica presenza ed abituandosi al clima della grande squadra. L'anno successivo, invece, l'exploit del giocatore che colleziona 37 presenze segnando ben 23 reti e vincendo campionato nazionale e Champions League - strappata in finale al Milan di Capello - oltre alla classifica capocannonieri.

Il suo approdo nel calcio italiano è imminente e la Lazio lo accoglie nel 1993 facendo di Alen un protagonista nella rincorsa allo Scudetto. La forza fisica del giocatore è impressionante, soprattutto perché riesce ad abbinare queste doti ad uno scatto da mezzofondista con una tecnica eccezionale. Ha tutte le caratteristiche per diventare un numero uno, ma non riesce sempre a sfruttare a pieno le sue doti realizzative e sbaglia anche qualche gol abbastanza semplice. Da qui i dissidi con Zdenek Zeman, uno che questo genere di errore lo tollera poco. Quando la rottura con il tecnico è definitiva, Bokšić decide di lasciare Roma ed approda alla Juventus nell’estate del 1996. Prima del trasferimento, gioca gli Europei di Inghilterra '96, venendo eliminato solamente ai quarti di finale dalla Germania.

Fu amore a prima vista per il croato che si trova a suo perfetto agio nell'ambiente bianconero e nonostante quella squadra sia piena di bomber - Del Piero, Amoruso, Vieri, Padovano - Alen conquista la tifoseria. All’esordio in Champions con la maglia bianconera annienta il Manchester United con azione da manuale del perfetto sfondatore e si ripete ad Istanbul contro il Fenerbahçe e contro il Rapid Vienna. Anche in campionato è devastante, ma viene fermato da qualche guaio muscolare che non gli permettono più di giocare con continuità e la concorrenza lo sorpassa. Memorabile, però, la sua rete in Bologna - Juventus, partita decisiva per lo Scudetto e Bokšić segna un goal strepitoso al termine di uno slalom da grandissimo campione. A fine stagione avrà conquistato lo Scudetto, la Supercoppa Intercontinentale e la Supercoppa Europea, ma perde la finale di Champions contro il Brossua Dortmund.

Tirate le somme, le reti con la maglia della Juventus sono poche per guadagnarsi la conferma, con Bokšić che paga tutti quegli infortuni. C'è, però, chi non si è dimenticato di lui e la Lazio è disposta a rilevare il suo cartellino dalla società torinese. La scelta del croato sarà azeccata, poiché nelle prossime tre stagioni in biancoceleste vincerà molti trofei con la maglia degli aquilotti (2 Coppa Italia, 1 Supercoppa Italiana, la Supercoppa Europea, la Coppa delle Coppe e Scudetto nel 2000) e verrà ricordato come una gloria di questa squadra. Durante la seconda parentesi laziale ha anche qualche soddisfazione in Nazionale, venendo convocato per Francia '98, ma - infortunatosi alla prima apparizione - deve saltare tutta la competizione. Tuttavia, nel 2000, decide di provare un'ultima esperienza in un altro campionato prima di ritirarsi dal calcio giocato e decide di trasferirsi al Middlesbrough in Premier League. Le ultime tre stagioni nella squadra britannica sono ottime e Bokšić chiude nel migliore dei modi una carriera gloriosa e riesce a partecipare al Mondiale di Korea e Giappone '02 che sancisce il suo addio al calcio. Guarda caso si trovava proprio nel girone dell'Italia.


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