venerdì 20 febbraio 2009

Che Sia Veramente Arrivato il Momento Del Divorzio Tra Ancelotti Ed il Milan? Le Dichiarazioni Di Berlusconi Lasciano Pensare Di Si...

Non è la prima volta che la stampa cerca di mettere sulla graticola Carlo Ancelotti. A volte, chissà se anche alla società non sia passato per la mente il pensiero di cambiare gestione e tentare una nuova strada. Fatto sta, che dopo otto anni, Carlo Ancelotti è ancora lì sulla panchina rossonera a cercare risultati. Tuttavia, ultimamente, la squadra non splende e - dopo la sconfitta nel derby, e quindi in campionato - è arrivata anche il pareggio al fotofinish contro il Werder Brema in Coppa UEFA. Ecco che è arrivata una voce che nel Milan conta tanto, tantissimo, poiché si è espresso il numero uno rossonero, Silvio Berlusconi. Si è espresso con parole piuttosto forti, riferendosi ad un Milan raccapriccante, sinonimo di disgusto che non indica certo una soddisfazione per quanto stia accadendo.

Sono risultati che amareggiano la dirigenza, la quale si era esposta mediaticamente per puntare allo Scudetto ed alla Coppa UEFA - esattamente in questo ordine. Mentre, ormai, gli obiettivi si sono scambiati, e prima viene la competizione europea, poiché il vertice della classifica si trova ad undici punti, un'enormità anche se mancano ancora tante partite alla fine. Ancelotti è un uomo del Milan, e al Milan ha legato praticamente tutta la sua carriera. Il suo essere a volte troppo permissivo, però, ha quasi ostacolato la sua permanenza in rossonero.

Gli è stato sempre riconosciuto il fatto di non sapersi imporre, così a volte vengono prese scelte di mercato ambigue, come quella di riportare Shevchenko a Milano mentre il Milan aveva bisogno di un centrale - riempiendo la casellina da extracomunitario con l'ucraino. E' arrivato in prestito Senderos dall'Arsenal, ma lo svizzero si è rivelato un mezzo bidone: quasi sempre costretto a dare forfait per via di una muscolatura troppo fragile, l'ex gunners non ha finora impressionato i tifosi rossoneri ed è quasi certo che a fine stagione non verrà riscattato. Poteva, invece, arrivare un Barzagli, già ambientato al campionato italiano e finito al Wolfsburg per un'inezia rispetto al valore medio dei difensori che circolano. Emblematico è poi l'affare Ronaldinho. Il Milan cercava una punta di peso, ma Ancelotti si è visto recapitare il fantasista brasiliano che, dopo un inizio di stagione esaltante, si è lentamente spento, finendo sempre più spesso fuori dalla formazione titolare. Sfortunato l'acquisto di Borriello, che non è riuscito a mettersi in mostra, ma investire il totale su un attaccante di peso sarebbe stato più saggio.

Non fanno una piega le parole di Berlusconi: "con il tasso tecnico che ha non può farsi recuperare sempre una volta che riesce ad andare in vantaggio". Evidentemente, questi dettagli di una campagna acquisti strana non vengono riconosciuti ai vertici, ed al Milan lo spettacolo vuol dire molto di più di tante altre cose. Da tempo si fanno i nomi dei più probabili successori di Carletto: Gullit, Rijkaard, Van Basten, Donadoni e Leonardo, ma è su quest'ultimo che si concentrano le indiscrezioni degli ultimi giorni. Il brasiliano, attualmente responsabile del mercato dei rossoneri, sta completando il corso di Coverciano per ottenere il patentino di allenatore e dalla prossima stagione potrebbe sedersi su quella del Milan. Bisognerà vedere, però, se alla fine Ancelotti se ne andrà o se sarà sempre lì, dove è rimasto negli ultimi anni nonostante le critiche che gli sono piombate addosso continuamente.


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