
Sarebbe certamente da premiare tutto il Cagliari e Massimo Allegri, però ho voluto scegliere l'uomo - o meglio, giocatore - che più ha determinato l'ascesa dei sardi in questo periodo. Certo, molti gol li ha fatti Acquafresca, la legna la ha raccolta Daniele Conti e le trame sono state cucite da Biondini e Fini, ma Jeda ha dato un contributo importantissimo in questa svolta. E' lui, infatti, con quell'azione all'ultimo respiro al San Paolo - che ha portato il pari contro il Napoli - ad aver dato la scossa alla squadra. Si è poi ripetuto ultimamente contro la Lazio e la Juventus, portando il suo bottino personale ad otto reti stagionali, un record per lui in Serie A. Già, perché Jeda nella massima serie ci è arrivato tardi rispetto a quelle che sono le sue qualità.
Non è più di "primo pelo" (nato a Santarém, 15 aprile 1979), ma mostra comunque una condizione fisica invidiabile. Non è certo un colosso - 176 centimetri per 74 chili - ma si sa far rispettare anche in un campionato fisico come il nostro. Molto veloce sia nel breve che nell'allungo, fa dell'agilità una delle sue migliori doti, oltre che ad una scaltrezza particolare che fa sì che si possa recare prima degli altri dove sta per arrivare la palla o cercare il pertugio giusto per un assist ai compagni. Infatti, Jeda non è solo un attaccante da una decina di gol a stagione, ma anche un importante suggeritore, che già 6 volte ha mandato i compagni in porta questa stagione. Inoltre, nonostante non sia altissimo, ha un ottimo stacco che gli hanno permesso di realizzare 4 delle 8 reti di quest'anno proprio di testa. Dotato anche di un ottimo tiro da fuori, preferisce il piede destro, con cui si presentò al Cagliari al suo arrivo nel gennaio del 2007, raccogliendo una palla a centrocampo fino ad arrivare al limite dell'area avversaria e lasciar partire un bolide di rara potenza.
Ma prima di arrivare in massima serie, Jeda si è fatto una lunga trafila tra la cadetteria italiana. Arrivò in Italia nel 2000, acquistato dal Vicenza dopo che venne visionato al Torneo di Viareggio quando rappresentava l'União São João - club brasiliano in cui ha mosso i primi passi. L'anno successivo all'ingaggio debutta in Serie A con i biancorossi, mettendo a segno pure una rete in 11 presenze, ma al termine della stessa i vicentini retrocedono. Comunque, le prestazioni in B di Jeda sono positive, ma viene prestato al Siena per fare esperienza, dove le sue 4 reti saranno fondamentali per la salvezza dei toscani. Tornato a Vicenza, diventa titolare della squadra berica, segnando ben 8 gol in 35 partite giocate, ma tuttavia la squadra di Mandorlini, nonostante uno strepitoso girone di ritorno non riesce a conquistare la promozione nella massima serie.
La dirigenza decide di rivoluzionare l'organico, rendendo Jeda il leader di un gruppo di giovani promesse, ma il suo apporto alla squadra è ottimo ed i biancorossi rimangono lontani dalla zona calda. Nel gennaio del 2004, le sue qualità e le sue prestazioni gli valgono il passaggio al Palermo, impegnato nella lotta al vertice, contribuendo con 3 gol in 17 partite alla promozione dei siciliani. Tuttavia, non viene confermato in rosanero e nella stagione 2004-2005 veste prima la maglia del Piacenza, e poi quella del Catania. Nel 2005 arriva al Crotone, dove sorprendetemente, con 15 gol in 41 partite, guida la squadra calabrese alla lotta per i play-off promozione. Non è un caso se la stagione successiva il Crotone, dopo aver ceduto in estate Jeda al Rimini, retrocede in C1. La squadra emiliana ambisce alla promozione, ed ha messo assieme un trio eccellente formato dallo stesso Jeda, Ricchiuti e Moscardelli. Il compito di Jeda è spesso quello di lanciare in velocità Ricchiuti per poter creare superiorità numerica, ma il brasiliano si cimenta anche nel dribbling e sbilancia spesso le difese avversarie.
L'8 gennaio 2008, nella sezione invernale del calciomercato, viene acquistato titolo definitivo dal Cagliari di Davide Ballardini. Con il presidente Massimo Cellino ha firmato un contratto triennale che lo legherà alla squadra isolana sino al 2011. L'anno scorso fu parte integrante del miracolo salvezza ed anche quest'anno ha dimostrato di essere essenziale per gli schemi dei sardi.
Non è più di "primo pelo" (nato a Santarém, 15 aprile 1979), ma mostra comunque una condizione fisica invidiabile. Non è certo un colosso - 176 centimetri per 74 chili - ma si sa far rispettare anche in un campionato fisico come il nostro. Molto veloce sia nel breve che nell'allungo, fa dell'agilità una delle sue migliori doti, oltre che ad una scaltrezza particolare che fa sì che si possa recare prima degli altri dove sta per arrivare la palla o cercare il pertugio giusto per un assist ai compagni. Infatti, Jeda non è solo un attaccante da una decina di gol a stagione, ma anche un importante suggeritore, che già 6 volte ha mandato i compagni in porta questa stagione. Inoltre, nonostante non sia altissimo, ha un ottimo stacco che gli hanno permesso di realizzare 4 delle 8 reti di quest'anno proprio di testa. Dotato anche di un ottimo tiro da fuori, preferisce il piede destro, con cui si presentò al Cagliari al suo arrivo nel gennaio del 2007, raccogliendo una palla a centrocampo fino ad arrivare al limite dell'area avversaria e lasciar partire un bolide di rara potenza.
Ma prima di arrivare in massima serie, Jeda si è fatto una lunga trafila tra la cadetteria italiana. Arrivò in Italia nel 2000, acquistato dal Vicenza dopo che venne visionato al Torneo di Viareggio quando rappresentava l'União São João - club brasiliano in cui ha mosso i primi passi. L'anno successivo all'ingaggio debutta in Serie A con i biancorossi, mettendo a segno pure una rete in 11 presenze, ma al termine della stessa i vicentini retrocedono. Comunque, le prestazioni in B di Jeda sono positive, ma viene prestato al Siena per fare esperienza, dove le sue 4 reti saranno fondamentali per la salvezza dei toscani. Tornato a Vicenza, diventa titolare della squadra berica, segnando ben 8 gol in 35 partite giocate, ma tuttavia la squadra di Mandorlini, nonostante uno strepitoso girone di ritorno non riesce a conquistare la promozione nella massima serie.
La dirigenza decide di rivoluzionare l'organico, rendendo Jeda il leader di un gruppo di giovani promesse, ma il suo apporto alla squadra è ottimo ed i biancorossi rimangono lontani dalla zona calda. Nel gennaio del 2004, le sue qualità e le sue prestazioni gli valgono il passaggio al Palermo, impegnato nella lotta al vertice, contribuendo con 3 gol in 17 partite alla promozione dei siciliani. Tuttavia, non viene confermato in rosanero e nella stagione 2004-2005 veste prima la maglia del Piacenza, e poi quella del Catania. Nel 2005 arriva al Crotone, dove sorprendetemente, con 15 gol in 41 partite, guida la squadra calabrese alla lotta per i play-off promozione. Non è un caso se la stagione successiva il Crotone, dopo aver ceduto in estate Jeda al Rimini, retrocede in C1. La squadra emiliana ambisce alla promozione, ed ha messo assieme un trio eccellente formato dallo stesso Jeda, Ricchiuti e Moscardelli. Il compito di Jeda è spesso quello di lanciare in velocità Ricchiuti per poter creare superiorità numerica, ma il brasiliano si cimenta anche nel dribbling e sbilancia spesso le difese avversarie.
L'8 gennaio 2008, nella sezione invernale del calciomercato, viene acquistato titolo definitivo dal Cagliari di Davide Ballardini. Con il presidente Massimo Cellino ha firmato un contratto triennale che lo legherà alla squadra isolana sino al 2011. L'anno scorso fu parte integrante del miracolo salvezza ed anche quest'anno ha dimostrato di essere essenziale per gli schemi dei sardi.






ok per Jeda, Biondini, Conti e Fini...ma Cossu dove lo mettiamo? Questo ragazzo promette davvero bene, speriamo possa restare ancora qualche anno in Sardegna, una piazza in cui non rischia di marcire come riserva, cosa che accadrebbe se finisse in una big (leggevo di un interessamento della juve!).
RispondiEliminaEd hai PERFETTAMENTE ragione, questa è una mia gaffe, ma credo che l'ora di pubblicazione la possa concedere :D Comunque, Cossu è veramente un ottimo giocatore e - come ha detto più volte Allegri - è in Sardegna per motivi ben oltre allo stipendio. Lui lotta e gioca proprio per amore della maglia...da ammirare!
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