mercoledì 4 febbraio 2009

Troppe Vesti Per Questa Lazio Che Ha Smarrito La Sua Identità! Intanto Si Delinea La Trattativa Angeleri Per il Futuro.

Ormai non è una cosa che lascia sbigottiti, il ritorno in campo di quello che può essere l'uomo simbolo può rivelarsi essere un'arma a doppio taglio. Chi si ricorda come andava la Lazio nelle prime giornate di campionato prima che tornasse Tommaso Rocchi? All'inizio tutti i tifosi avevano la mano sugli occhi per non vedere come sarebbe andata, ma si sono dovuti ricredere, anche per la bella vista di uno Zàrate tutto da scoprire per chi non lo avesse visto già all'opera. Un'affinità naturale con Goran Pandev che rendeva meno gravoso l'impegno dei compagni, lasciando margini di ampi complimenti anche al neo arrivato Lichtsteiner, insomma, degli elementi partiti non se ne sentiva proprio la nostalgia. Eppure, qualcosa è cambiato dal ritorno del capitano e nel momento cruciale della stagione la Lazio ha perso del tutto la propria identità.

Sono 21 gli schieramenti presentati da Delio Rossi in 22 giornate di campionato, mai una "formazione tipo". Il mercato di gennaio non ha portato alcuna novità in entrata, quindi ci si attende che la squadra possa raggiungere un equilibrio e l’allenatore è chiamato a trovare la vera idendità della squadra effettuando delle scelte che siano quelle giuste e, soprattutto, che abbiano continuità nelle prossime gare. Tutti questi cambi non hanno favorito la nascita di un'armonia nel gioco della squadra, sicuramente penalizzandone il rendimento e quindi i risultati.

Bisogna riniziare da 0 partendo dalla porta: il titolare è Muslera o Carrizo? Dopo gli svarioni dell'argentino, il tecnico biancoceleste ha deciso di dare fiducia al primo, e - nonostante la goleada contro il Milan - ha risposto bene. Tuttavia, non è tanto la porta, quanto la difesa il reparto da "rivedere". Nessuna delle coppie centrali ha garantito sicurezza. Il giovane Diakité pareva in rampa di lancio, ma dopo la goleada contro il Cagliari è stato "riposto" in panchina. Cribari ha giocato pochissimo e si trova ai margini della squadra. Siviglia ha una carta d'identità pesante e Rozenhal non riesce a guidare il reparto. Manca un leader e non sarà certo Angeleri, anche se l'acquisto - ormai in via di definizione - per la stagione 2009/2010 è un ottimo elemento e gode anche della stima di Maradona, del quale è rimasto impressionato.

A centrocampo ci sono stati avvicendamenti continui, anche se Ledesma pare essere l'unico insostituibile - con più minuti giocati di tutti: 1866. Rossi ha dato a tutti una chance, persino a Belleri e Del Nero, però non ha preso in considerazione Fabio Firmani, uno laziale vero, legatissimo alla maglia e sempre pronto a combattere in campo. I dubbi maggiori sono stati su come appooggiare le punte, dove Meghni, Foggia e Mauri si sono giocati le loro carte, ma senza riuscire ad avere continuità. Serve stabilità anche in avanti, dove non si capisce ancora se il tridente può dare garanzie o meno. Pandev e Zàrate hanno dimostrato di saper duettare bene, ma non sempre garantiscono gol. Rocchi ne può promettere una certa quantità, però non si trova a suo agio a spartire gli spazi con altri due compagni di reparto.

Anche il tifoso, ormai, è confuso. Si attendevano tutti qualcosa dal mercato, un uomo a centrcampo o un difensore, capire se si punta su uno dei due portieri per mandare l'altro in prestito, invece no, la Lazio è e rimane questa. Il capitano è un giocatore che spesso ha minacciato di poter andare via sfruttando l'articolo 17, quindi è poco credibile quando parla di gruppo compatto, mentre da tutte le parti arrivano le notizie di uno spogliatoio spaccato. E' l'ora che Delio Rossi si metta l'anima in pace ed una volta per tutta faccia veramente quelle "scelte per cui viene pagato".


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