Fare il presidente di una società di calcio sembra facile, bastano: una buona dose di euro, la mentalità dell'imprenditore e la fede del tifoso; per occuparsi delle pratiche, le consulenze, i rapporti con sponsor e media, il calciomercato, i progetti ed eventi ci sono altri addetti. Questo, però, non succede in tutte le società, poiché il calcio sta cambiando anche in Italia. C'è chi come i Della Valle cercano di investire nella Fiorentina, per farla rendere come una vera e propria impresa, coinvolgendola continuamente ed attivamente in progetti ed eventi che vanno ben oltre il campo da gioco. Ci sono altri, come il presidente Claudio Lotito, che hanno deciso di non fidarsi di niente e di nessuno, di rimanere coerenti a dei validi principi morali, di lavorare come un lupo solitario conducendo un vero e proprio "one man show". L'ultimo che era rimasto nello staff direzionale era l'ex ds Sabatini, andatosene a Palermo durante l'estate, lasciando quindi al tuttofare Lotito anche quest'ultima carica.Il presidente laziale è un personaggio estroso, invadente e pure un "poco" presuntuoso, difficile una convivenza con un carattere del genere, eppure riesce a ritagliarsi uno spazio da "moralizzatore" nel mondo del calcio. Il 19 Luglio del 2004 la Lazio Events dell'imprenditore Claudio Lotito partecipa all'aumento di capitale per salvare la società calcistica piena di debiti dal baratro e lui stesso ne diventa il presidente a tutti gli effetti. Si presenta promettendo di risanare i debiti della Lazio con una politica sana per poi poter un giorno riportare la società bianco-celeste alla fama conquistata negli anni prima della delicata situazione finanziaria. Lotito mette subito le cose in chiaro su chi è e quali siano i suoi progetti, e durante gli anni esce con delle frasi che fanno intendere chi è che decide alla Lazio:
"Credo che tutti abbiano capito chi sia Lotito. Io sono io, slegato da qualsiasi centro di potere. Fuori dalle mischie di potere. Estraneo a condizionamenti. Sto dalla mia parte e dalla parte della Lazio. Super partes!”
“Io mi confronto. Io ascolto. Io non mi lascio prevaricare. Io decido!”
“ Sono fatto così. Penso a tutto io, sempre.”
“Sono una persona con spiccato senso del dovere. Cattolico praticante, cerco di applicare i dettami di nostro Signore, Gesù Cristo. Ho rispetto dell’individuo e dei valori legati alla persona. Sono volitivo e combattivo. E vorrei citarle Dante…”
Una "macchietta", insomma, nel mondo del calcio, che risponde ai giornalisti con un suo charme e nonchalance, facendo riferimenti culturali specifici all'interno delle sue dichiarazioni. Insomma, ci dimostra sempre di più la sua "duttilità".
Quando Lotito arriva alla Lazio con la carica di presidente, ci sono debiti fino a 110 milioni di euro da colmare con l'erario per poter salvare la società dal fallimento, ed i 21 milioni di euro in aumento di capitale messi dall'attuale presidente fanno gioire i tifosi delle aquile, contenti di avere un presente ma anche un futuro. Inoltre, Lotito, riesce ad ottenere una dilazione del debito in 23 anni. La situazione finanziaria verrà quindi curata nel tempo, mantenendo un tetto ingaggi basso ed investendo su giocatori utili alla causa, ma senza fare esborsi onerosi. Insomma, non verranno ripetuti i tempi dove si spendeva per Crespo, Fiore, Mendieta; ma si investiranno soldi sui vari Ledesma, Pandev, Rocchi.
La prima gestione Lotito rappresenta un periodo di "rattoppamento", in cui molti giocatori importanti chiedono la cessione e bisogna rimpiazzarli con sostituti all'altezza per poter mantenere il club in Serie A. La salvezza è un vero e proprio capolavoro compiuto da Papadopulo, il quale però viene esonerato per fare spazio all'emergente Delio Rossi che porta nuovo entusiasmo alla squadra, la quale giunge al sesto posto in campionato e si qualifica per la Coppa UEFA, grazie anche ai validi innesti del mercato estivo. Tutta un'illusione, poiché la Lazio viene coinvolta nel tormentone di Calciopoli e si ritrova con una penalizzazione di 3 punti nel campionato 2006/2007 e con 30 punti in meno nell'annata precedente, togliendo di fatto la possibilità di partecipare al torneo europeo. Spinti da una grande rabbia, gli uomini di Delio Rossi fanno gioire i tifosi laziali alla fine della stagione, avendo conquistato un inaspettato terzo posto che li qualifica per i preliminari di Champion's League, un vero e proprio sogno. Purtroppo, i debiti laziali sono ancora un'evidente e pesante realtà, ed il mercato estivo del 2007 non frutta molti colpi, anche a causa del caos per il trasferimento di Carrizzo, sollevando qualche mugugno da parte dei tifosi, i quali iniziano a manifestare contro il presidente Lotito, accusandolo di non investire sufficientemente per quelle che sono le ambizioni di questa società sportiva. Accuse che continuano anche da parte dell'ex presidente Cragnotti nel dicembre del 2007, indicando Lotito come una persona egocentrica che non cura l'interesse della Lazio, la quale andrebbe trattata come una big e non come una provinciale. Alla fine dell'ultima stagione, la Lazio ha ottenuto un anonimo dodicesimo posto, complici soprattutto i vari infortuni, ma il presidente deduce che servirà qualche rivoluzione all'interno dell'organico per dare un significato alla prossima stagione. Assieme a Delio Rossi decidono di stravolgere la rosa a disposizione, vendendo alcuni giocatori appagati per sostituirli con elementi motivati. Curioso, però, che a parte la decisione di cambiare volto alla squadra, Lotito non confronti più Delio Rossi per delineare assime la campagna acquisti laziale, dove pare che l'allenatore non abbia avuto proprio voce in capitolo. Arriva proprio qui l'inizio dell'era solitaria di Claudio Lotito, il quale manda via o lascia fuori rosa i vari Stendardo, Behrami, Inzaghi, Mutarelli, Baronio, Berni e il capitano Zauri che non rientrano più nei piani societari sostituendoli con altri elementi altrettanto validi, ma senza il consenso di nessuno. Si può capire che l'allenatore sia un pò stizzito, anche se l'arrivo di Brocchi pare renderlo contento e l'esordio di Zàrate fa sperare bene per un tridente che ha tanti gol nelle gambe.
Probabilmente passerà del tempo prima che si spendano 20 o 30 milioni di Euro per un giocatore da definitivo salto di qualità, piuttosto è più probabile che si continuino a vedere le scene emblematiche di Lotito che corre nei corridoi delle sedi di mercato pieno di fogli. Lotito non è un "fesso" e finchè ci sarà lui a guidare la Lazio i tifosi non dovranno preoccuparsi di non vedere i loro idoli nei campi di Serie A. Ambizionso è anche il progetto per uno stadio moderno, "all'inglese", per la Lazio nella "Città dello Sport", progetto ideato dallo stesso Lotito. Sicuramente lo one man show del presidente tuttofare continuerà ancora a lungo, con le solite morali, cercando di combattere i problemi di questo calcio moderno ed indisciplinato.






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