venerdì 21 novembre 2008

Conferenza Stampa Di Claudio Ranieri

Conferenza stampa per Claudio Ranieri in vista di Inter-Juventus, faccia abbastanza tranquilla, non troppo tirata. Le prime battute sono subito dedicate a Tiago, visto l'impegno con il Portogallo in Brasile, ed è l'unico disponibile per il centrocampo visto il forfati di Poulsen ieri in allenamento. C'è da valutare anche il caso di Camoranesi per vedere se sta bene o no, Marchionni è pronto ed è stato più che utile alla causa, ma è chiaro che se Mauro sta bene gioca lui. La settimana comunque è stata positiva, "i ragazzi stanno bene". "Finalmente iniziano a funzionare le geometrie che stanno cominciando ad essere eseguite a memoria e ci possono consentire di fare un'ottima partita".

La serata di ieri sera con la presentazione dello stadio è un motivo di orgoglio e Ranieri conferma che "una delle cose positive di questa società è di riuscire a farti rendere partecipe del progetto. Anche un granello di sabbia che porti sai che è ben messo. Un nuovo stadio, una nuova casa, è bello. Ti fa sentire partecipe e orgoglioso di essere parte della Juventus". "Grosse motivazioni, grande sentimento di appartenenza al progetto", questi i motivi per cui la Juventus è riuscita a reagire.

Riguardo alla sfida, questa classica è una di quelle "partite che stimolano, giocatori ed ambiente. I tifosi ci fermano e ci chiedono il massimo, ma anche l'anno scorso, non ci sono grandi differenze. Ci sono tre punti in ballo e faremo di tutto per prenderli". E' una partita da estrapolare e prendere a sé dice l'allenatore, proprio come accadde con il doppio confronto con il Real. "E' una partita che esce al di fuori del contesto del campionato, anche se il risultato finale sarà importante per il futuro", "di solito rischia di più chi sta dietro non chi sta davanti" - una partita di vitale importanza per la Juventus, comunque "vedremo a primavera come è la situazione". Ovvio che il pericolo numero uno è Ibrahimovic, che ora "fa più movimento su tutto il fronte, non è più statico come lo era prima", per fermarlo c'è poco da fare, ma non va lasciato solo, "i metodi li lasciamo agli ingegneri su come costruire le dighe".

Ironia su Buffon: "se ora sono 75 a gennaio sono 100 e a giugno 120 e facciamo metà per uno, che ne dice?", poi ribadisce "non scherziamo, Gigi resta con noi e questa è la cosa importante" - smentita la trattativa del City quindi.

"Io credo sia soltanto Inter-Juventus, certo, qualcuno di voi potrà ricamare, ma deve essere colore, una battutina o qualcosa del genere", questo riferito ad una domanda per capire il confronto che c'è tra il tecnico romano e quello portoghese - inevitabile una piccola "sfida nella sfida". Non c'è "Ranieri contro l'altro, è una squadra contro l'altra squadra". Un complimento a Mourinho per la sua filosofia che si adatta molto bene al calcio italiano ed avrà tempo per migliorarla ancora. Mourinho ha detto che aspetterà Ranieri nel tunnel per stringergli la mano a fine partita e l'allenatore risponde: "ben volentieri"; un rapporto che sembra riportare il sereno.

Sul fatto dell'importanza e dell'apprezzamento della Serie A all'estero, Ranieri pensa che siano state interpretate male le parole del tecnico interista, che non parlava rispetto al gioco ma il marketing che viene fatto, ed effettivamente, spiega, in Italia si sta iniziando solamente adesso ad adottare questi modelli. Rispetto alle "vendite" del calcio inglese e spagnolo, il prodotto italiano ha più difficoltà a sbocciare all'estero. Per quanto riguarda il gioco "noi siamo così", ma anche noi abbiamo dei tatticismi che cambiano, "abbiamo abbandonato la marcatura a uomo per adottare la zona", certo, spiega "quando in Spagna parlano di Italia formato catenaccio si sbagliano, ma se andiamo a capire il perché hanno ragione, poiché lì si pensa a comprare il bomber per segnare X gol e vincere il campionato, mentre qui si pensa anche al portiere per subirne meno e vincere il campionato".

Un aggettivo per la Juventus in questa vigilia? "Carica e consapevole".


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