venerdì 6 febbraio 2009

Amarcord Ci Siamo Stati Anche Noi: Aron Mohamed Winter

Il primo giocatore ad essere stato acquistato a parametro zero dopo tutta la bufera Bosman. Aron Mohamed Winter (Paramaribo, 1 marzo 1967) è un ex calciatore e allenatore di calcio olandese che ha militato per sette stagioni nella Serie A vestendo le prestigiose maglie di Lazio ed Inter. Dotato di un fisica agile e scattante, con una grande resistenza, ricopre al meglio il ruolo del mediano di rottura, al quale, però, venivano anche affidati i compiti di iniziare l'impostazione dell'azione. La sua posizione era proprio quella del mediano difensivo, ruolo in cui viene notato quando gioca nel SV Lelystad, prima di passare all'Ajax di Amsterdam nel 1985.

Come ogni olandese che si rispetti, passa dai "Lancieri" prima di approdare nel grande calcio europeo. Ad appena 19 anni, 1986, esordì con la prima squadra ed iniziò la sua lunga carriera. Il suo rendimento era altissimo e non passò inosservato ad occhi indiscreti, tanto che nel 1988 Michels decise di convocarlo per gli Europei vinti nella Germania dell'Ovest. Rimase nel giro della Nazionale anche negli anni a venire, giocandosi anche il Mondiale 1990 e l'Europeo 1992. Anche con l'Ajax arrivarono svariate soddisfazioni durante i suoi anni di presenza: due Coppe di Olanda (1987 e 1988), l'Eredivisie (1990), la Coppa delle Coppe (1987) e la Coppa UEFA (1992).

Proprio nel 1992, Paul Gascoigne incombe in un gravissimo infortunio ai legamenti del ginocchio e la Lazio deve intervenire tempestivamente sul mercato per trovare un altro centrocampista. Winter è l'ideale ed arriva a Roma con già un bel bagaglio di esperienza alle spalle. Esperienza che è sicuramente servita all'olandese a figurare bene nelle fila laziali durante le tre stagioni passate a Roma, dove diventò un elemento fondamentale di un ottimo centrocampo assieme a Diego Fuser, Roberto Di Matteo e successivamente lo stesso Gazza. Iniziava a farsi sentire la voglia di poter vincere qualche trofeo - dopo quelli ottenuti con l'Ajax - e dopo l'Europeo del 1996, si trasferì a Miano, sponda nerazzurra. Nel frattempo aveva anche giocato il Mondiale del 1994 con la Nazionale, segnando pure una rete nei quarti di finale contro il temutissimo Brasile e collezionando ben 123 presenze e 21 gol con la maglia biancoceleste.

Non cambia la storia quando passa all'Inter, ed è determinante anche per il settore nevralgico dei milanesi. Avrà la possibilità di giocare assieme a Baggio, Bergomi e Ronaldo, oltre che di alzare la Coppa UEFA nel 1998 assieme ai compagni interisti. Mentre veste la maglia dell'Inter partecipa pure al Mondiale del 1998 in Francia, dove la sua Olanda arriva quarta. La sua integrità fisica gli garantisce grande quantità di rendimento e continuità. A Milano lo ricordano ancora simpaticamente come "W(viva, ndr)-Inter".

Nel 1999, dopo un campionato disastroso con l'Inter (durante la stagione vengono cambiati quattro allenatori), torna all'Ajax dove c'è la vecchia conoscenza Frank Rijkaard e nel 2000 partecipa all'Europeo che sancirà il suo addio con la Nazionale, ma grazie all'ennesima competizione in orange, rompe il record di presenze che era di un mostro sacro come Krol e diviene il quinto olandese più convocato. Nel 2001 viene prestato allo Sparta Rotterdam per contrasti con l'allora allenatore dell'Ajax Co Adriaanse, prima di fare ritorno alla "casa madre" l'anno successivo in cui decide di appendere le scarpe al chiodo. Adesso allena le giovanili dell'Ajax cercando di trovare quali saranno i prossimi talenti del futuro tinto di orange.


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1 commento:

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