giovedì 30 ottobre 2008

Alla Lunga Le Panchine Faranno La Differenza

Che bello vedere nove squadre raccolte in cinque punti lì in testa alla Serie A. La domanda salta fuori spontaneamente ogni domenica: ma per quanto resisteranno queste squadre lassù? Alcune non erano state attrezzate per reggere un campionato intero ai vertici della classifica - soprattutto chi ha anche altre manifestazioni da voler onorare - ma ogni tanto nella storia del calcio è capitato che a qualcuno girasse proprio tutto bene ed alla fine con il gruppo è riuscito ad ottenere qualcosa di storico. Qualcosa di storico non sarebbe - in toto - uno scudetto a Napoli, anche se sarebbe un successo incredibile, ma per una squadra come l'Udinese - mai campione di A - sarebbe un tripudio dopo tante stagioni ai massimi livelli.

Purtroppo, non esiste il "campionato di ottobre" - come lo definisce simpaticamente Mourinho -, quindi non serve necessariamente correre ora per arrivare dopo. Adesso si può mettere in cascina più fieno possibile per arrivare in là e decidere cosa "fare da grandi" - ironico eh? Squadre come l'Inter ed il Milan - la Juventus quando recupererà alcuni giocatori - verranno fuori alla lunga, perché hanno una scelta più ampia e di qualità sui giocatori da poter schierare in campo. Questa vasta gamma di opzioni non la vedo nelle rose di Udinese, Napoli, Catania, Genoa e Lazio. Alcune di queste potranno lottare certamente per obiettivi importanti, come una qualificazione UEFA, ma non le vedo resistenti per ottenere il "pass" per la Champions - o addirittura lo scudetto.

I partenopei esprimono un bel calcio - forse il migliore adesso - ma sono costituiti veramente da due elementi chiave attorno ai quali ruota tutto il resto della squadra. Se uno di quei due perni viene a mancare, c'è subito un periodo di carenza della formazione e la squadra non potrà raggiungere posizioni troppo elevate. Per i friulani vedo molta qualità là davanti ed in tutto il resto della squadra, ma mentre la difesa può reggere le tre competizioni, a centrocampo - con il modulo di Marino - come riserve ai tre titolari ci sono solamente Tissone ed Obodo; a meno che dal Friuli non spunti fuori qualche sorpresa dalla Primavera - non impossibile - dubito che riescano a tenere il passo con solamente D'Agostino, Isla e Inler - c'è anche la UEFA. Il Catania, aspettiamocelo, è una storia bella ma non infinita. Ha fatto delle buone operazioni di mercato per salvarsi con tranquillità, ma non potrà ambire a qualcosa di più speciale. La Lazio probabilmente ha una rosa ben assortita, ma è una di quelle squadre alle quali tutte le variabili devono girare bene, ma potrebbe essere un fastidio per le grandi a lungo andare per le prime quattro posizioni. Come il Napoli, pure il Grifone dipende da alcuni elementi e se non riesce a fare punti fuori casa il ruolino del Fort Marassi non sarà sufficiente, comunque, se gira bene come ora ed il gioco funziona, può puntare in alto, i ricambi discreti li ha, fuori che in attacco, dove senza Milito c'è il vuoto.

Insomma, non guardiamo la Juventus di ieri sera che aveva 12 giocatori potenziali titolari fuori per infortunio. Ma se prendiamo l'Inter, o il Milan, che pur avendo giocatori eccelsi in infermeria, hanno il lusso di panchine come Toldo, Materazzi, Vieira, Quaresma, Dacourt, Balotelli, Crespo e Dida, Cardacio, Darmian, Shevchenko, Borriello, Ambrosini. Ricordandosi che ci sono giocatori da recuperare, per queste squadre basta prendere un giocatore e cambiarlo con una riserva che cambia poco o niente negli equilibri tattici - ed effettivamente sono quelle allestite per combattere per lo Scudetto. Certo, devi giocare bene e saper vincere anche se giochi male, ma il Milan pare averlo capito e sta finalizzando la metamorfosi da calcio europeo a calcio italiano, limando ogni volta qualche dettaglio. Potrebbe risortire improvvisamente la Roma, che ha sicuramente dei mezzi per far bene, ma non per vincere; le occasioni per quei tempi sono passate. La Fiorentina ha un'ottima rosa, ma non può puntare alla vittoria per ovvi motivi, basta levare Gilardino che la palla dentro non la metterebbe più nessuno; se poi Mutu arranca.

Non saranno solamente le grandi ad essere colpite dagli infortuni e quando toccherà alle altre, saranno dolori più acuti e problemi più difficili da risolvere. Si gioca di più nel calcio moderno, ma anche in maniera diversa; il calcio è diventato più veloce, fatto di ripartenze con scatti improvvisi alternati a momenti di stanca, che alla lunga logorano più facilmente il tessuto muscolare e tendineo, nonché legamentoso. Inoltre, se qualcuno sbaglia un intervento arriverà con più foga sul portatore di palla, recandogli, quindi, un dànno più importante. In secondo luogo, sono troppo ravvicinati gli appuntamenti calcistici ai quali vengono sottoposti i giocatori, ogni tre giorni è un martirio. Anche nel precampionato sono cambiate le cose, prima si aspettavano 15 giorni di duro allenamento prima di avere le amichevoli, ora, invece, tra preliminari e varie, si vedono scontri onorevoli dopo appena 7 giorni.

Nel breve, è bello vivere la Serie A per come la prendiamo oggi ed avere tutti una possibilità di sognare, ma bisogna essere coscienti e consapevoli di non farsi trarre in inganno dai giornalisti che parlano di Scudetto a Napoli o a Udine, ma che alla lunga a spuntarla sarà la squadra più attrezzata. Se, poi, ci fosse la buona sorta dalla parte di qualcuno, allora non farà altro che più bene al nostro campionato, attirando sempre più attenzione - della quale necessitiamo - per recuperare Liga e Premier che ci hanno distaccato. Viva la Serie A!


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