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sabato 28 febbraio 2009

Scopriamo Un Talento: Andrea Poli

Arriva da Treviso uno dei talenti più limpidi del calcio italiano. Andrea Poli, trevigiano di nascita e di scuola calcistica, ha impressionato i più con le sue prestazioni nei passati anni, tanto da convincere la Sampdoria ad acquistarne il cartellino intero dal Treviso per oltre un milione di Euro. Una cifra comunque importante per un ragazzo classe '89 che adesso è stato mandato a farsi le ossa a Sassuolo, dopo che nei sei mesi a Marassi era stato paragonato a Volpi ed i giornali lo proclamano come suo erede naturale. Un faro del centrocampo, quindi, con ottima visione di gioco e geometrie negli spazi stretti che consentono alla squadra di risalire impostando con ordine l'azione. Tuttavia, si segnala anche per la sua duttilità, che permettono a chi lo allena di schierarlo in una vasta diversità di ruoli del centrocampo, tra cui anche mezz'ala e centrocampista avanzato. Dotato di un ottima tecnica - acerbo però nel dribbling - e rapidità di decisioni che gli permettono di essere così polivalente, ma deve migliorare nella fase difensiva per completare il suo "bilanciamento" come centrocampista, in modo da potersi rendere utile anche quando c'è da recuperare palloni. Il suo piede preferito è il destro, ma non disdegna anche la conclusione di sinistro per sfruttare le sue ottime doti di tiro. Manca sicuramente una percentuale di muscoli per arrivare ad un discreto livello fisico.

Dopo aver fatto tutta la trafila delle Nazionali minori dell'Italia, ha esordito anche con quella dell'Under 21. Casiraghi lo ha chiamato e lui ha festeggiato nel migliore dei modi realizzando un'importantissima doppietta che ha permesso al Sassuolo, guidato da mister Mandorlini, di espugnare l'ostico campo del Grosseto.

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sabato 21 febbraio 2009

Scopriamo Un Talento: Marko Arnautović

A volte ci si spreca in paragoni superflui, cercando sempre di far somigliare un astro nascente ad un mito del passato, riuscendo in alcuni casi a farli passare come tali pure in modo leggermente forzato. C'è chi, invece, ha tutti i numeri giusti per scrivere una storia importante nel libro del calcio e che non crea alcun imbarazzo nel fare confronti. E' il caso di Scopriamo Un Talento: Marko Arnautović, giocatore austriaco (Florisdorf il 19 aprile 1989), il cui cognome si deve alla nazionalità serba del padre. Fisico imponente (alto 1.92m.) e tecnica sopraffina, ricorda in tutto e per tutto un certo Zlatan Ibrahimovic. Oltre alle caratteristiche simili, anche la storia di background non è poi tanto diversa.

Inizia a giocare come tanti ragazzini quando hanno 5 anni, cioè nella squadra locale del proprio quartiere: il Floridsdorfer AC; l'unica differenza è che lui ha già l'ambizione di voler diventare il più forte. Con il passare degli anni sono sempre più gli osservatori che segnano il suo nome e nell'estate del 1998 arrivano le prime offerte per il giovane talento. Quella che Marko sceglierà sarà l'offerta dell'Austria Vienna, che lo acquista per aggregarlo al proprio vivaio, sapendo di aver fatto una seria ipoteca per il futuro.

Fisicamente è già pronto, rispetto a tanti compagni che sono già più indietro, ed il suo talento è pronto per spiccare, ma la sua ansia per voler diventare fenomeno lo induce a bruciare qualche tappa e passa al Rapid Vienna un anno, poi, addirittura, il ritorno al Floridsdorfer AC, quasi una bocciatura totale, nel 2005. Pareva finire così il sogno della giovane punta, ma, evidentemente nella spocchia del giovane c'è anche tanta, ma tanta convinzione nei propri mezzi. Grazie ai suoi gol, la piccola squadra vince il campionato giovanile, lontano da ogni più roseo pronostico. A questo punto è normale la pioggia di offerte per aggiudicarsi il futuro Ibra, ma la volata la vince l'FC Twente, una società molto attenta ai giovani di tutto il mondo e dal florido settore giovanile. Marko trascina le giovanili del Twente alla vittoria, assicurandosi anche il premio di sponsorizzazione che la Nike mette in palio per il miglior giocatore. Arnautović viene notato da tutti all'Europeo Under 17 per la sua stazza imperiosa. Recentemente - l'11 ottobre 2008 - esordisce anche in Nazionale maggiore in una partita di qualificazione ai Mondiali del 2010 in Sudafrica contro le Isole Faroe, subentrando a Marc Janko.

Il suo debutto in Eredivisie avviene il 14 aprile 2007 contro il PSV Eindhoven, quando ha preso il posto di Kennedy Bakircioglü. Nelle sue prime due stagioni colleziona soprattutto panchine e subentri a partita in corso , mentre in questa stagione è arrivata la svolta, complice anche la cessione di Bakircioglü, l'infortunio di N'Kufo e la presenza in panchina di Steve McLaren. Una volta che il congolese è tornato a disposizione, Arnautović è stato dirottato sull'esterno destro del tridente della prima linea del Twente, non il ruolo migliore per le sue caratteristiche ma la maglia da titolare è intanto entrata in suo possesso e sono arrivati anche i primi gol: 10 in 18 presenze.

Nonostante la stazza non gli fa perdere classe nelle sue movenze e la sua falcata una volta innescata è apprezzabile, ma la velocità è ancora da migliroare. Il suo ruolo chiave è essere schierato come riferimento più avanzato, dove, oltre che a venire incontro spalle alle porta, riuscendo a fare apprezzabili sponde e difendere la palla per far salire la squadra, sa fungere anche da trequartista - allardandosi - aggiunto sfruttando una visione di gioco eccezionale. Ha un ampio bagaglio tecnico con varie giocate notevoli, riuscendo a lasciare l'avversario sul posto grazie alla sua imprevidibilità - rimediando ad una certa lentezza. Soprattutto gli piace mettere a segno il famoso "elastico" che ha reso famosi alcuni tra i più grandi giocatori del calcio moderno - incluso proprio Zlatan. Il piede preferito è nettamente destro che riesce ad essere potente e preciso. Essendo ancora giovane ha un rendimento che spesso non dura per l'arco dei 90', ed a volte è ancora impreciso sotto porta. Migliorando - con un allenamento mirato - questi piccoli aspetti, Arnautović ha seriamente il potenziale per diventare uno dei talenti più limpidi e completi d'Europa

La stagione in corso è sicuramente quella della consacrazione. Ha anche partecipato all'andata dei preliminari di Champions contro l'Arsenal e da lì in poi il numero 21 ha conquistato un posto fisso nel 4-3-3 di Steve McClaren. E' stato bravo McLaren a decidere di tenre al Twente il giovane quando la società avrebbe volentieri accettato alle lusinghe del Feyenoord che era pronto ad offrire fino a 6,5 milioni di Euro per assicurarsi il suo talento. A questo punto può continuare a crescere con tranquillità, quando sarà pronto ad esplodere non gli mancheranno certo le offerte.

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sabato 14 febbraio 2009

Scopriamo Un Talento: Jonathan Urretavizcaya

Già lo si sapeva prima del Sub20 che si è svolto adesso in Venezuela, però il torneo ha confermato il talento ineccepibile di Jonathan Urretavizcaya, o più semplicemente "Urreta". Il giovane - classe '90 - calciatore uruguayano è uno dei pochi partecipanti della competizione ad essere già sbarcato in Europa, militando nelle fila del Benfica - nonostante lo spazio a suo disposizione sia assai limitato a causa dell'eccessiva concorrenza: Di Maria, Reyes, Suazo, Aimar. Le sue prove al Sub20 sono state molto convincenti - 3 reti in 8 partite - ed Urreta è riuscito a mettere in mostra tutto il suo repertorio, disputando un ottimo torneo con la "Celeste".

Tuttavia, paga la statura minuta - 174 centimetri per 64 kg - che lo rendono "leggero" per il calcio europeo. Cerca di compensare - in parte - con la sua grande agilità e velocità che lo rendono rapido e sgusciante quando si trova in difficoltà. Ha un ottimo dribbling ed usa entrambi i piedi con ottimi risultati, preferendo, però, concludere con il destro. La sua posizione è quella di un'ala offensiva che può giocare sia in uno schema con il centrocampo a quattro che con l'attacco a tre con due esterni. La sua capacità di inserirsi negli spazi per arrivare alla conclusione fa in modo che possa giocare tra le linee senza dover dare punti di riferimento alla difesa avversaria. Come tutti i sudamericani - o quasi - ha qualche difetto tattico da limare per poter giocare con continuità in un club, ma con un allenatore che lo riprende sui suoi errori può diventare un prospetto davvero interessante. Negli ultimi tempi si è segnalato un interesse da parte della Fiorentina, come evidenziato dal procuratore Betancourt, con Corvino che sarebbe pronto a piazzare il colpo per una cifra attorno ai 2,5 milioni di Euro. In passato era stato accostato alla Sampdoria in estate, ma poi il passaggio non andò a buon fine e si trasferì in Portogallo.

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sabato 7 febbraio 2009

Scopriamo Un Talento: Walter Henrique da Silva

Ho seguito il Sub20 proprio per notare all'opera diversi giocatori che già seguivo da svariato tempo, ma mi sono trovato spiazzato dall'attaccante numero 9 del Brasile: Walter Henrique da Silva, meglio noto come Walter. Il giocatore che milita nelle fila dell'Internacional di Porto Alegre, dove con Daniel Carvalho e Nilmar ha poca visibilità, ha lasciato impressionato non solo me, ma anche tanti osservatori e procuratori a giro per il mondo. Sicuramente uno dei migliori talenti messi in evidenza dal torneo in Venezuela, ha catturato l'attenzione con quel bolide da 30 metri all'esordio con cui portò in vantaggio il Brasile sul Paraguay. Dopo di che non ha mai smesso di segnare e continua a fare prove più che sufficienti, risultando spesso il migliore in campo.

Walter ricorda nelle sue movenze quello che era il primo Adriano, ma, purtroppo, fisicamente ricorda il secondo Adriano. Nettamente più basso (176 centimetri) ha il problema di avere un notevole sovrappeso (85 kg.). Tuttavia, nonostante questa defiance riesce comunque a garantire un ottimo gioco e delle prestazioni di livello. Non ha un grande bagaglio tecnico a livello di giocate spettacolari, ma è dotato di saggezza tattica che solitamente una punta non ha. Infatti, non si tratta di una vera prima punta che possa fare reparto da solo, ma ha bisogno di un compagno che crei la profondità. Proprio questo è un suo cavillo, non è capace di creare profondità per l'azione, andandosi a cercare tanti palloni sulla 3/4 ed a centrocampo, soffocando a volte la manovra dei compagni. Però, c'è da dire, che spreca veramente pochissimi palloni e sa usare entrambi i piedi in maniera ottimale. Inoltre, si è rivelato un valido assist man - due nel torneo per ora - oltre che goleador ed in qualche modo riesce sempre ad avere un ruolo nelle azioni da gol dei suoi compagni.

Il suo fisico gli permette di usare una grande potenza, con cui riesce a proteggere bene il pallone spalle alla porta, anche da due o tre difensori talvolta. La sua fisicità permette anche una notevole potenza di tiro che ha evidenziato più volte nel torneo oltre che ad un'esplosività nelle gambe che favoriscono lo scatto nel breve - meno incisivo in accelerazione sul lungo. Si trova molto bene con Douglas Costa, con il quale ha spesso orchestrato, anche perché si trovano approssimativamente sullo stesso livello. Grazie alle prestazioni nel Sub20 ha attirato le attenzioni dei maggiori club europei, tra cui Barcellona, Juventus e Manchester United.

Non ci sono grandi video, ma vi mostro quello con i gol del torneo, dove manca l'ultimo segnato ieri notte alla Colombia:

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sabato 31 gennaio 2009

Scopriamo Un Talento: Piet Velthuizen

Il ruolo del portiere, uno spesso tralasciato e poco evidenziato, ma è qui dove tanti talenti si stanno affermando. Essendoci una carenza è più facile evidenziare quando un elemento è autoritario ed efficace tra i pali, quindi è anche più facile mettersi in evidenza. Chi, però, come Piet Velthuizen: "Io non voglio essere un buon portiere ma desidero essere il miglior portiere del mondo" non è sufficiente guadagnare i complimenti di qualche giornale locale.

Il portierino orange (nato il 3 November 1986, a Nijmegen, Olanda) attualmente milita nelle fila del Vitesse e con le sue prestazioni ha già saputo calamitare le attenzioni di alcuni club di Europa, tra cui anche l'Arsenal di Arsène Wenger che da tempo cerca un numero uno da lanciare. Alle spalle, olter alle presenze in Eredivisie, ha pure le Olimpiadi del 2008, anche se nella fase finale gli viene preferito Kenneth Vermeer, poiché possedeva maggiore esperienza internazionale. Questo suscitò grande scompiglio tra i tifosi, tutti consci delle abilità di Velthuizen. Ha un fisico possente di 1.90 m per 90 kg, ma nonostante queste caratteristiche è tempestivo negli interventi e rapido nelle uscite - sua specialità.

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sabato 24 gennaio 2009

Scopriamo Un Talento: Fernando Martin Forestieri

Fernando Martin Forestieri (Rosario, 15 gennaio 1990) è un calciatore italiano di origini argentine. Esordisce calcisticamente nel Newell's Old Boys, importante e storica società della sua città natale, Rosario. Tuttavia, ha appena il tempo di assestarsi che dopo pochi anni viene acquistato dal Boca Juniors, dove militerà nelle giovanili. Si intravedeva sin da lì il potenziale di diventare campione, con i dirigenti degli Xineizes contenti e consapevoli di avere un fuoriclasse in casa.

Strano che si parli così tanto di un giocatore che ha ancora solamente 16 anni! Eppure, Forestieri viene cercato già da club importanti e formalizza un accordo con il Genoa, arrivando in Italia nel 2006. Il tutto è facilitato dai genitori che ne acconsentono il trasferimento, anche perché il ragazzo subisce un infortunio al ginocchio e vorrebbe curarsi in Italia, ed allo stesso tempo il padre riceve un'offerta di lavoro interessante dall'Italia e si trasferisce qui tutta la famiglia. Quando è arrivato in Italia a 16 anni, in quanto italo-argentino, Forestieri ha subito dichiarato di voler giocare per le squadre nazionali italiane.

Tuttavia, il Boca non è d'accordo nel perdere questo ragazzino e ricorre a vari tribunali, ritardandone il trasferimento definitivo.


Dall'estate del 2006 diventa ufficialmente un giocatore della Primavera del Genoa, ma godendo dell'estrema fiducia del mister Gasperini e del presidente Enrico Preziosi, viene più volte convocato in prima squadra, dove esordisce ufficialmente in una partita di Coppa Italia estiva. Il 13 gennaio 2007 fa il suo esordio in Serie B, Forestieri ha segnando il suo primo gol con i grifoni, in Pescara-Genoa (2-1). Ma è solo l'inizio, poiché con la propria Primavera viene eletto miglior giocatore della Coppa Carnevale di Viareggio. Gli occhi di molti cadono su Forestieri, ed il Genoa è intenzionato a valorizzarlo, mandandolo a giocare al Siena che lo compra in comproprietà.

Con i toscani esordisce in Serie A e segna la sua prima rete contro l'Inter. Forestieri termina la sua prima stagione in Serie A con 17 presenze e 1 gol, entrato spesso a gara iniziata, il ragazzo lascia intravedere grandi potenzialità. Sfruttando un "gentlemen agreement" viene riscattato dal Genoa a fine stagione che lo lascerà in prestito al Siena anche per il 2008/2009. Tuttavia, la sua seconda esperienza al Siena si rivela però sfortunata. Nella prima parte della stagione il tecnico Giampaolo lo impiega in 2 sole occasioni, quindi il 15 gennaio 2009 passa in prestito, con diritto di riscatto, al Vicenza in Serie B. Oggi è andato a segno con i biancorossi.

"El Topa", così chiamato per il suo modo di giocare simile a un “topador” (uno scavatore, aggressivo e potente). Ha una tecnica straordinaria e nonostante il fisico piuttosto minuto riesce ad avere pure potenza e slancio nella corsa. Oltre alla raffinatezza è in grado di unire pure un ottimo senso del gol. Intanto coltiva un sogno: "Giocare con Milito sarebbe meraviglioso, purtroppo non l’ho conosciuto ma ho visto molte sue partite alla televisione. Darei qualunque cosa per poter tornare al Genoa già a gennaio". Diciotto anni e il vizio di sognare: "Il Genoa per me è il massimo". Il futuro può essere anche tuo!

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sabato 17 gennaio 2009

Scopriamo Un Talento: Gaëtan Bong

Torniamo nel campionato francese, dove a mio parere c'è una generazione molto interessante da tenere sotto stretta osservazione, poiché presto potrebbe venire alla ribalta del calcio europeo. Il giocatore in questione è Gaëtan Bong, classe 1988, terzino sinistro di grande potenza e prestanza fisica (1.83m per 78kg). Durante questa stagione è stato ceduto in prestito dal Metz - noto per un'ottima scuola giovanile - al Tours FC, dove sta riuscendo ad ottenere spazio e visibilità. Infatti, su di lui ci sono stati gli occhi indiscreti di molti osservatori, tra cui quelli della Sampdoria, la quale pare particolarmente interessata al giocatore. Tuttavia, Bong ha un contratto che lo lega al Metz fino al 2011 e lo status da extracomunitario - poiché camerunense - che non facilitano un trasferimento in Italia.

Del giocatore colpiscono certamente le sue doti fisiche, le quali concedono a Bong una facilità di corsa impressionante, permettendogli di spingere con continuità e determinazione sulla fascia sinistra. Inoltre, è dotato di un ottimo stacco aereo che gli permette di competere anche nell'uno contro uno. Un ottimo acquisto in prospettiva, ma anche un investimento su cui puntare subito, poiché grazie a queste doti sarebbe in grado di reggere un campionato impegnativo, anche se andrà disciplinato per quanto riguarda la fase tattica del gioco.

Potete ammirare un video a questo link qui

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martedì 13 gennaio 2009

Scopriamo Un Talento: Daley Blind

Stavolta andiamo a scoprire quello che è un figlio d'arte, perché Daley Blind è il figlio della leggenda dell'Ajax Danny Blind. Come il padre, anche lui gioca nella zona nevralgica del campo, occupandosi - soprattutto - della fase difensiva, avendo anche esperienze come centrale di difesa nelle giovanili dei lancieri. Proprio nel florido settore giovanile dell'Ajax milita dal 1998, cioè quando Daley aveva 8 anni, poiché è un classe 1990. L'esordio in prima squadra è avvenuto lo scorso dicembre, ed il suo impatto è stato immediatamente positivo, guadagnando il corner che porterà alla rete decisiva per la vittoria della squadra. Tanto carattere e grinta che sono sicuramente i geni di "papà", ed ora che si è guadagnato uno spiraglio in prima squadra spera di rimanerci il più a lungo possibile e - perché no - giocare con continuità.

Ci tiene a precisare che rispetto al padre ha dei compiti molto più difensivi, ma i dirigenti dell'Ajax non hanno avuto dubbi quando lo hanno visto all'opera, questo può diventare un predestinato. Il ragazzo aveva il contratto in scadenza prossimo anno, ma la dirigenza ha subito pensato di rinnovare l'accordo fino al 2013, assicurandosi a lungo il talento del giovane prospetto. La squadra olandese è sempre vigile quando si tratta di giovani dalle belle speranze, ma un figlio d'arte come Daley Blind avrà certamente un trattamento da re. Ecco un video per i più curiosi:


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sabato 27 dicembre 2008

Scopriamo Un Talento: Neymar da Silva Santos Júnior

Siamo stati molto a vedere futuri campioni dell'Argentina, ed oggi andremo a scovarne uno verdeoro. Si tratta di un talento ancora acerbo, ma prossimo alla sbocciatura finale che lo renderà famoso in tutto il mondo. Parliamo, più precisamente, di Neymar da Silva Santos Júnior - o, semplicemente, Neymar. Si tratta di un classe '92, quindi ancora molto giovane, ma già da quando aveva 14 anni si parlava di lui come un "fenomeno", il futuro del calcio brasiliano. Senza dubbio il ragazzo ha talento ed ha avuto pure l'opportunità di apparire con la maglia della prima squadra, così come molti club europei si sono interessati a lui ed alle sue giocate.

Il giocatore è stato paragonato a Robinho come stile di gioco, con movenze molto veloci, agili e scattanti. Infatti possiede un'eccellente scatto nel breve che lo rende imprendibile anche in allungo. Un folletto velocissimo che sguscia da tutte le parti ai difensori e riesce comunque a ritrovarsi la palla tra i piedi. Sicuramente c'è da attendere ancora per sapere se sono solamente voci, oppure se possiamo confermare il talento di questo ragazzo. Tuttavia, in passato si sono scagliate su di lui molte società, soprattutto spagnole, per aggiudicarselo in anticipo. Il San Paolo si è preoccupato di tutti questi interessi e per proteggere i propri ha deciso di rinnovare il contratto del giovane brasiliano fino al 2015. Chiunque vorrà prendersi il giocatore dovrà pagare un indennizzo alla società brasiliana - si dice si aggiri attorno ai 25 milioni di Euro. Una cifra importante che ha spaventato Pantaleo Corvino, ma non la dirigenza del Real Madrid, alla quale il giocatore piace - e si parla addirittura di un pre-accordo. Chi glielo dice però a Mijatovic che sul talentino ha messo gli occhi pure Ferguson; altra guerra in vista?



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sabato 20 dicembre 2008

Scopriamo Un Talento: Sofiane Feghouli

La scorsa settimana mi ero dilungato nel dire che in Argentina si cerca sempre di porre il paragone tra i giovani talenti e Diego Armando Maradona. In Francia, invece, appena nasce un centrocampista dai piedi buoni e dalle belle giocate, lo si vuole immediatamente accostare al "nuovo Zidane". Anche questo, solitamente, è un paragone azzardato, poiché i vari Gourcuff, Meghni, Ben Arfa, Menéz e compagnia bella sono discreti giocatori, ma non sono nemmeno avvicinabili al talento di Zizou.

Certo, però, per Sofiane Feghouli (Parigi, 26 dicembre 1989) rimane ugualmente una bella soddisfazione essere menzionato come erede del grande fantasista francese. La sua carriera nel Grenoble è iniziata nel 2007 e da allora Feghouli è diventato beniamino dei tifosi. Dopo esser stato un elemento chiave per la promozione della squadra, Feghouli si sta mostrando all'altezza anche in Ligue 1, facendosi notare più per la quantità di assist che per i gol segnati. La facilità con cui manda in porta i compagni è assolutamente impressionante e su di lui sono piombati gli occhi dei club più importanti di tutta Europa. Non è un segreto che il contratto del giocatore scada nel 2010, rendendolo un obiettivo più che appetibile per i grandi club - oltre al fatto che pur essendo naturalizzato algerino, detiene il passaporto francese, perciò è comunitario. La sua esperienza in Francia sarebbe destinata a terminare molto presto, anche se c'è un vivo interesse del Marsiglia, ma pare difficile che la squadra transalpina possa battere la concorrenza di Liverpool, Barcellona, Atletico Madrid, Juventus e Fiorentina. Sembrerebbero proprio i due club italiani quelli più attivi nell'aggiudicarsi le prestazioni sportive di Feghouli e chissà che l'idea di vestire la maglia bianconera - una volta di Zidane - non sia un incentivo ulteriore.

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domenica 14 dicembre 2008

Scopriamo Un Talento: Eduardo Antonio "Toto" Salvio

Non c'è un'annata in Argentina che non venga tirato fuori il nome di qualche nuovo "crack" per spacciarlo come il nuovo Maradona, oppure - ormai - il nuovo Messi. Tanti, però, si perdono per strada e non riescono a portare avanti la propria carriera illustrata poco prima come illustre. Però, ci sono alcuni giocatori, vedi appunto Messi - o anche Tevez - che hanno una marcia in più rispetto ad altri. Zuculini, di cui abbiamo parlato l'altra volta, può benissimo calcare le orme di Mascherano, ma quello di cui vi parlo oggi è l'ennesimo giocatore trequartista che può ripercorrere i passi dei big europei.

Parliamo di Eduardo Antonio Salvio, nato il 13 maggio 1990 in un barrio di Avellaneda. Il ragazzo attraversa la solita vita dura, ma per fortuna sua si trova nell' "occhio del ciclone" del calcio argentino, poiché nella sua cittadina ci sono due pietre miliari del campionato albiceleste: Racing ed Indipendiente. I primi passi Eduardo li muove nel piccolo club "Papi" di Sarmiento de Entre Vias e nel 2003 diventa la stella assoluta del "Villa Ideal", dove incrocia più volte il talento dell'Independiente Patricio "el pato" Rodriguez. Salvio viene soprannominato "el Toto" per la sua capacità di essere - appunto - totale in campo, autoritario e padrone del pallone quando è tra i suoi piedi. Non fa mai niente di scontato ed ha una concretezza spaventosa. Il Lanùs, squadra storicamente attenta e premurosa nel coltivare giovani perle, non si fa scappare l'occasione e incorpora nelle sue giovanili il velocissimo attaccante. Da lì in poi per Eduardo inizia una rapida ascesa verso il tanto sognato debutto in Primera Divisiòn.

Tuttavia, la vera fortuna per Salvio sarà la vetrina del Torneo Sudamericano Under 17, dove riesce a mettersi in mostra, anche se non doveva partire da titolare, ma gli infortuni di Laurito e Bou gli permettono di avere questa grande chance. Il giocatore lo sa è la sfrutta in maniera eccelsa, poiché con i suoi tre gol e le giocate fenomenali riesce a portare la selezione argentina al terzo posto. Tra l'altro segna un gol memorabile contro l'Ecuador: partito dalla trequarti a testa bassa come il Pocho Lavezzi dribbla i primi due avversari, una volta entrato in area ne fa fuori altri due e con un colpo sotto scavalca il portiere mettendo in rete. Golazo e ciao ciao Ecuador. Dopo un anno e poco più esordisce inPrimera Divisiòn contro il Boca Juniors. Un mese dopo la maglia granata numero 14 è già nella formazione iniziale.

La sua squadra del cuore è il Boca ed il suo idolo Riquelme, ma non hanno niente in comune sul campo da gioco, mentre sono tante le similitudini con "el Pocho" Lavezzi. Ha una rapidità di esecuzione e dribbling fuori dal comune e fa un movimento senza palla eccezionale, scaricando - come Lavezzi - tutta la sua potenza sul campo nonostante il fisico minuto. Inoltre, riesce a supplire anche al neo che solitamente viene trovato a questi giocatori quando si decide di portarli in Europa, poiché Salvio resiste benissimo al contatto fisico e non si fa impietosire dagli avversari più grandi di lui. E' più un esterno da 4-3-3 o una seconda punta, capace di mettere davanti alla porta i compagni con una facilità estrema e dotato di un bagaglio tecnico incredibile - doppio passo specialità di casa.

Non c'è motivo per non pensare ad un suo prossimo arrivo in Europa, magari in Serie A, dove il Napoli ha da tempo messo gli occhi su di lui, ma la Roma sarebbe già qualche passo avanti e potrebbe formalizzare un'offerta già per la prossima stagione. Il sogno di tutte le squadre è crearsi il proprio Messi sin dalle giovanili, ma per questo vale la pena spendere, visto che quando avrà raggiunto la piena maturazione diventerà un giocatore molto completo. Aspettiamo di vederlo al prossimo Mondiale Under 20, intanto, godetevi questa chicca:


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sabato 6 dicembre 2008

Scopriamo Un Talento: Franco "Joyita" Zuculini

Avevo promesso due nuove rubriche per questa settimana ed ecco la seconda! Ogni sabato mi impegnerò per parlarvi di un talento tra i migliori prospetti del calcio mondiale, così che tutti saprete già le informazioni necessarie quando ne sentirete parlare sui giornali e - magari - quando calcheranno i campi della Serie A. Non c'è molto da dire su questo centrocampista estremamente promettente che ultimamente viene inserito regolarmente nelle notizie di mercato dei tabloid sportivi più titolati di tutta Europa. Franco Zuculini è - probabilmente - uno dei migliori prospetti provenienti dall'Argentina e non è un caso che sulle sue tracce ci sono già Manchester United, Liverpool, Real Madrid, Barcellona, Juventus, Fiorentina, Udinese - insomma, le solite note. L'interesse spietato nasce anche perché - oltre alle doti calcistiche - ricopre un ruolo cruciale del calcio moderno, cioè quel mediano che copre le spalle al regista davanti alla difesa. L'uomo da cui possono partire molte azioni, ma che sa spezzare il gioco avversario in maniera intelligente e - se serve - anche con le cattive. E poi - soprattutto - ha un passaporto italiano!

Come tutti i giovani argentini la prima strada da tentare è quella del calcio per non finire a fare lavori molto meno redditizi. Il carattere determinato di questo ragazzo - riflesso anche nel campo - hanno reso questa strada percorribile, rendendolo - alla tenera età di 18 anni - l'idolo indiscusso dei tifosi. Gioca quasi quanto Ibrahimovic all'Inter e Llop - tecnico del Racing Club - non si può permettere di toglierlo dal campo. Dopo Mascherano, quindi, nasce un nuovo "volante" e Zuculini viene prontamente paragonato allo "Jefecito" (piccolo capo) del Liverpool - sperando di non "deludere" come i precedenti Gago e Banega. L'obiettivo è lavorare sul fisico del giocatore che ancora è leggero per un campionato europeo, ma "se non ce l'hai nelle gambe ce l'hai nella testa", ed è proprio grazie al carattere ed al temperamento che Zucu lotta con la grinta del mediano. Un destro naturale con ottima visione di gioco ed una reattività muscolare elevatissima. Da piccolino voleva essere come Batistuta per segnare tanto, ma di gol in carriera per ora el "Joyita" ne ha siglato solamente uno - ma bello - ed il ruolo che ricopre è perfetto per le sue caratteristiche.

Inoltre, ha anche un marchio di fabbrica proprio, una giocata particolare: si chiama "la Cabezona" e si tratta di un tackle sul pallone… con la testa, un tuffo kamikaze rasoterra che lascia disorientati gli avversari. "Chi ha la Boba, chi ha la Viva, io ho la Cabezona" - per chi dubitasse del coraggio del giocatore - "I miei compagni di squadra dicono che sono matto, ma io lo faccio ormai da anni".

Come abbiamo già detto, ci sono una valanga di offerte per il giocatore, soprattutto è sfida aperta tra Juventus ed Udinese - le prime a mettere gli occhi sul giocatore. Tuttavia, Zuculini smorza gli entusiasmi degli speranzosi: "Oggi sono al Racing e penso solo a far bene qui: il Racing è tutta la mia vita, desidererei restare qui per altri tre-quattro anni per provare a vincere qualcosa". Il giocatore è contento di stare al Racing, ma la società è in difficoltà economica da tempo e per un'offerta attorno ai 10 milioni di dollari potrebbe vacillare. Le italiane, però, sono note per non spendere queste cifre su giocatori così giovani, ma per il giocatore più entusiasmante dell'Apertura 2008, uno sforzo potrebbe essere fatto. Anche perché presto sarà tra i top 5 nel suo ruolo a livello mondiale. A quanto pare, però, anche il fratello Bruno - che gioca nello stesso ruolo - è sulla buona strada ed avrebbe più fisico di suo fratello, che accoppiata questi Zuculini!

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