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lunedì 16 febbraio 2009

Esultanze Storiche: L'Aeroplanino Di Vincenzo Montella!

Eccoci ad un'altra esultanza classica del nostro calcio, lanciata proprio da Vincenzo Montella. In molti credono che il talento abbia inaugurato questo gesto ai tempi della Sampdoria, ma, in realtà, il primo areoplanino "decollò" sempre a Marassi, ma gli altri colori di Genova. Infatti, la prima esultanza di questo tipo Montella la eseguì nella stagione 1995/1996, quando militava nel Genoa in Serie B. Un bomber di razza che ha fatto per anni la fortuna delle squadre dove ha giocato, con Sampdoria e Roma che ne ricordano le doti da goleador. Proprio con i colori giallorossi contribuì alla vittoria dello Scudetto della Roma di Capello, nonostante l'affinità con Batistuta non sia delle migliori. Nella Capitale perde in parte il soprannome di "Aeroplanino" in favore del più accattivante "Top Gun", proprio come un caccia che non fallisce mai. Quella di Montella era proprio una mimica di un aeroplano che volava, con lui che correva per il campo a braccia larghe e tese. Oggi questo gesto viene usato spesso da Antonio Di Natale in Serie A, ma il fondatore è lui. Ecco una clip con vari col di Montella, dopo i quali, spesso, esulta con l'aeroplanino:



E voi, quale esultanza volete tra due settimane? Lasciate un commento!

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lunedì 2 febbraio 2009

Esultanze Storiche: La Maglia Sulla Faccia Di Frabrizio Ravanelli

Mitica e storica esultanza di "Penna Bianca". Fu il primo a farla in Italia, il primo a farla all'estero, creando in entrambi i casi un gran clamore. Fabrizio Ravanelli ha dato inizio ad un'epoca dell'esultanza, creando pure scompiglio tra le autorità che hanno dovuto fare chiarezza sul regolamento, insistendo che è un gesto da punire. Tanti sono gli emulatori oggi, però ha iniziato lui in un Napoli - Juventus, dove la partita era bloccata sullo 0-0 e Lippi caricò i suoi uomini dicendo che solo un campione avrebbe sbloccato il risultato e segnò proprio Ravanelli: si tirò la maglia sulla faccia e corse per tutto il campo a braccia larghe "alla cieca". Così nacque l'esultanza dell' "uomo mascherato" che consisteva nel coprirsi la testa con la maglia della squadra, e continuare a correre, con le braccia divaricate. Quando fece questo gesto in Inghilterra non la presero come noi e dopo una tripletta a Livepool in cui Ravanelli ripeté la scena ben tre volte una giornalista chiese alla Federazione di intervenire per proibire quel gesto offensivo verso tifosi e squadra avversaria. Non è stata ascoltata e gli emuli di Ravanelli in Premier League sono proliferati.

Ricordatevi che nelle varie rubriche potete dire voi chi vorreste presente! Scegliete la prossima esultanza lasciando un commento!

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lunedì 19 gennaio 2009

Esultanze Storiche: L'Inchino Del Matador

In tanti hanno provato ad emularlo, ma il suo rimane il gesto originale che ha iniziato questa moda nelle esultanze. Utilizziamo questa nuova puntata delle "Esultanze Storiche" per ricordare quello che è stato un fuoriclasse del calcio cileno ed internazionale. Marcelo Salas si è recentemente ritirato dal calcio giocato all'età di 37 anni, ma vanta una carriera calcistica assai invidiabile, se non fosse per i troppi infortuni patiti. Il gesto dell'inchino verso i tifosi era il suo modo di esultare dopo ogni rete, simulando quello che è la movenza del "matador" una volta che ha finito la sua esibizione con il toro. Innumerevoli gli avversari "matati" da Salas. Per leggere di più su questo grandissimo giocatore, vai all'articolo in "Amarcord, ci siamo stati anche noi" che puoi trovare facilmente cliccando qui.

Spero di aver accontentato l'utente fedele che mi aveva chiesto questo intervento. Ricordatevi che nelle varie rubriche potete dire voi chi vorreste presente! Scegliete la prossima esultanza lasciando un commento!

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lunedì 5 gennaio 2009

Esultanze Storiche: il Salto Mortale Di Miroslav Klose

Di gente che fa le capriole ce ne sono tanti e spettacolari - che prima o poi menzioneremo - ma è difficile pensare che un giocatore con il fisico di Miroslav Klose riesca a compiere tale gesto atletico. Eppure, sin dalla Bundesliga del 2000 il giocatore tedesco - di origini polacche - ci ha abituati a vederlo impegnato in salti mortali pericolosissimi dopo le sue reti.

Tuttavia, l'esultanza di Klose non nasce improvvisata. Lui la ginnastica da ragazzo la ha fatta a livello agonistico veramente e si era allenato molto in questo genere di gesto atletico. Il motivo per fare il salto mortale dopo le reti nasce da una scommessa fatta con un amico quando ancora non giocava nel calcio che conta, Klose racconta: "quando ero ancora nel calcio giovanile avevo un compagno di squadra che si chiamava Michael Awe. Dopo ogni rete effettuava una serie di capriole pazzesche e sapendo che non sarei riuscito ad imitarlo mi prendeva sempre in giro. Io, però, gli promisi che se sarei arrivato al calcio professionistico avrei esultato esibendomi in una capriola. Avevamo scommesso 20 marchi". Detto fatto e Klose si è intascato la vincita. Adesso non effettua più questo gesto con regolarità anche perché pericoloso, riservandolo come dice lui: "Solo per le reti importanti, come con l' Ecuador".

Spero di aver accontentato l'utente che aveva richiesto questa esultanza. Ricordatevi che nelle varie rubriche potete dire voi chi vorreste presente! Scegliete la prossima esultanza lasciando un commento! Intanto vi lascio il video dove si possono ammirare le gesta di Klose ed intravedere anche le sue capriole.


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lunedì 22 dicembre 2008

Esultanze Storiche: La Robot Dance Di Peter Crouch

Bene, eccoci di nuovo con l'appuntamento ad oltranza con le "esultanze storiche". Intanto, faccio una premessa e mi scuso con i miei utenti, lettori e non, perché oggi sono stato poco disponibile per vari motivi, ma capite che questa è un'attività oltre a studio e lavoro. Spero che rimarrete comunque tutti sintonizzati su questo blog che ha pochi mesi di vita ma sta prendendo un buon passo.

L'altra puntata vedeva la posa da "cecchino" di Andy Van der Meyde, mentre questa volta voglio parlare di un giocatore che in Serie A non ha militato - e difficilmente ci potrà militare. Peter Crouch è un giocatore che molti possono vedere come antiestetico, però ha sempre saputo il fatto suo e, nonostante le critiche, è riuscito a segnare gol pesanti ed a ritagliarsi uno spazio da protagonista in Premier ed in Nazionale. Purtroppo, con l'arrivo di Torres, ha vissuto un periodo buio al Liverpool e Benitez ha dato il consenso alla cessione dello spilungone britannico, che ora cerca nuova fortuna nelle fila del Portsmouth, ma non riesce ad essere sufficientemente determinante per i Pompeys.

Ormai è uscito anche dal giro della Nazionale, ma una volta era anche punto di riferimento dei leoni d'Inghilterra. Si giocava molto sulle palle alte e le sponde preziose del centravanti, ma, evidentemente, Capello non lo concepisce come facevano altri allenatori. Tuttavia, Peter Crouch ha avuto la sua gloria con la maglia inglese, partecipando anche al Mondiale del 2006. E' proprio durante una partita di qualificazione che Crouch darà il meglio di sé, esibendosi in una particolare danza dopo la terza rete inglese all'Ungheria. Il "pennellone" si esibisce in quella che ormai è nota come la "robot dance", la quale diventa un vero e proprio marchio di fabbrica del giocatore. E' diventato talmente "idolizzato" per questo gesto da far creare delle magliette apposta da parte dei rivenditori. Divertitevi nel vedere questo video dove Crouch ci mostra tutte le sue doti da ballerino:



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martedì 9 dicembre 2008

Esultanze Storiche: il "Cecchino" Di Andy Van der Meyde

Non si fermano più le rubriche nuove presenti in questo blog. Ho deciso di alternare il lunedì, con una tornata dedicata a "il giocatore e la giocata" ed un'altra per parlare delle "esultanze storiche". Molto spesso, infatti, i giocatori di calcio vengono ricordati per delle esultanze particolari ed innovative - se ci pensate per 5 minuti riuscirete ad farne uscire fuori almeno una ventina. Magari sono giocatori ricordati poco per altri meriti calcistici, ma con un particolare modo di esultare hanno conquistato un'intera tifoseria.

Uno di questi era Andy Van der Meyde, ala esplosiva all'Ajax, meno incisivo all'Inter, ma giocatore di discreta classe. Dopo i suoi gol usava mettersi inginocchiato e fingeva di impugnare un fucile per sparare. Con questo stava ad indicare che lui era un "cecchino", quello che non sbaglia mai quando c'è da segnare. E voi quale esultanza vorreste rivedere la prossima volta? Mandatemi una email, oppure commentate sul post con la vostra richiesta. Dai che sono momenti belli da ricordare per chi è appassionato del mondo calcistico.

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