venerdì 31 ottobre 2008

Amarcord, Ci Siamo Stati Anche Noi: Stefano Eranio

Certe volte di alcuni giocatori te ne scordi quasi, ma se riguardi vecchi album delle figurine, ti saltano fuori dalle pagine ricordi che non puoi cancellare. Stefano Eranio è stato un centrocampista di grande quantità, qualità e cuore per le squadre nelle quali ha giocato.

Genoano di nascita (Genova, 29 dicembre 1966), non poteva che crescere sotto la custodia del Grifone. Non ha la fortuna di esordire in un Genoa vincente, poiché i rossoblù sono in Serie B, ma ha l'opportunità di giocare - nell'arco delle otto stagioni - con alcuni tra i giocatori simbolo di questa società. Assieme a Ruotolo formano un motore dinamico a centrocampo e dai loro piedi partono tutte le iniziative. Eranio era una sorta di geometra in campo, che dettava i tempi delle azioni e poi trovava il pertugio giusto per lanciare il compagno, abbinata ad una discreta corsa. Rischiò grosso per la carriera in un incontro contro il Cesena per una lesione che lo portò a doversi operare ad un rene, ma riuscì a venirne fuori ed a diventare un eccellente esterno destro della mediana. Dopo cinque stagioni di B il Genoa passa in A e per Stefano si spalancano le porte del grande calcio. Assieme a lui ci sono giocatori del calibro di Signorini, Collovati, Skhuravy, Iorio e Aguilera. Non segna moltissimo in carriera, ma i suoi passaggi e contrasti sono determinanti per mantenere il Genoa in Serie A, ed ottenere un ottimo quarto posto nella stagione 1990/1991.

Un talento del genere non sarebbe mai scappato agli occhi di Don Fabio Capello, il quale ne chiede l'acquisto nel suo ultimo Milan con tutti e tre i tulipani. Così, Eranio approda in rossonero nella stagione 1992/1993, lasciando la sua amata Genova, ma con un bel ricordo (213 presenze e 13 reti). Certo, qui è tutta un'altra storia, subito ci si gioca una Coppa ed Eranio mette in bacheca il suo primo trofeo - oltre ad un campionato di Serie B -, cioè la Supercoppa Italiana 1992, ma sarà solamente l'inizio, poiché il resto della stagione porta anche lo Scudetto, ma la delusione della sconfitta in semifinale di Coppa Italia e soprattutto la finale di Coppa Campioni persa contro l'Olimpique di Marsiglia. Al Milan si conferma nel ruolo di esterno destro di centrocampi, mostrandosi un giocatore duttile, divenendo abile nel proporsi e nel presentarsi nell'area di rigore avversaria.

Tuttavia, nonostante la bruciante sconfitta, l'OM viene coinvolto in uno scandalo chiamato Affaire VA-OM, che porta alla squalifica della squadra per giocarsi la Supercoppa UEFA ed Intercontinentale, lasciando il posto al Milan, il quale le perde tutte e due perché sono andati via alcuni elementi e la squadra è un cantiere ancora aperto; ci si può consolare con la vittoria della Supercoppa Italiana. Emergono alcune personalità straniere come Savicevic e Boban - già presenti prima - che assieme agli italiani - Donadoni, Maldini, Albertini - ed alla coppia d'attacco Papin-Van Basten, portano il Milan a vincere il "double", portando a casa sia Champions League - in finale contro il Barcellona - che lo Scudetto. La successiva sarà una stagione amara rispetto alle precedenti, ma la squadra perde qualche elemento competitivo e dopo la vittoria della Supercoppa UEFA ed Italiana, non raggiunge gli altri obiettivi, perdendo in finale di Champions League dall'Ajax - altra scottatura non indifferente, poiché pur essendo stato fondamentale nell'arrivarci, non la giocò per infortunio. Per Eranio ci sarà un'ultima stagione glorioso con Capello in panchina, che porta lo Scudetto 1995/1996, mentre l'ultimo anno di Milan con Sacchi in panchina è tutto da dimenticare e Stefano capisce che è ora di cambiare aria.

A 30 anni - verso fine carriera - vuole provare un'esperienza all'estero, anche se in Italia avrebbe detto ancora la sua. Decide di trasferirsi nel Derby County, dove troverà il connazionale Ciccio Baiano. Eranio prende subito in mano la squadra ed è l'anima del club inglese quando scende in campo, ma spesso è preda di infortuni e gioca solamente spiragli di gara. Sembra tutt'altro che un giocatore finito, facendo la differenza in entrambe le fasi di gioco. Nel 2001 pensa al ritiro, ma il tecnico lo convince a giocare ancora, ma quando poi viene esonerato, allora Eranio decide di appendere le scarpe al chiodo.

Solo temporaneamente comunque, perché arriva un'offerta come secondo allenatore/giocatore da parte della Pro Sesto nel febbraio del 2002 e dove Eranio milita sino a giugno 2003. Da qui parte la sua carriera da allenatore, anche se prima di approdare al Milan - in qualità di tecnico dei Giovanissimi Allievi - si dedica a qualche apparizione in televisione, partecipando come commentatore per i programmi Pressing Champions League e Diretta Stadio. Dalla Nazionale non ha mai avuto grandissime soddisfazioni, convocato per la prima volta da Vicini nel '90 e poi riportato qualche volta da Sacchi, ma nonostante fu decisivo per la qualificazione ai Mondiali del '94, non riuscì ad avere alcuna gloria. Tuttavia, rimane un validissimo centrocampista degli ultimi anni della Serie A ed uno come lui farebbe invidia a molte squadre del nostro campionato!


Articoli Correlati



Nessun commento:

Posta un commento