giovedì 16 ottobre 2008

Giovani Veterani

Ieri sera ne è stata la prova lampante che in Italia ci sono talenti che non vengono sfruttati per il loro intero potenziale. Si denota, però, che non sia solamente una "mancanza di fiducia", ma in molti casi si tratta di una presunzione degli allenatori. Ci sono tecnici che si sono fossilizzati su un singolo modulo, ed i giocatori devono adattarsi ai ruoli prestabiliti. Io capisco che sulle ragioni contrattuali, le società si devono mettere in punta di piedi per non farsi raggirare dagli "impiegati", ma quando si tratta di scendere in campo lo trovo poco coerente che un allenatore non plasmi i propri ideali attorno a quello che ha disposizione, tentando, invece, di creare il viceversa, ossia che i giocatori si adattino al suo pensiero del calcio.

Prendo come esempio le prestazioni di tre ragazzi, tutti impegnati nelle nazionali - nelle proprie categorie - durante la serata di ieri. Hanno tutti e tre svariati denominatori comuni, come la tattica, tecnica, giovane età, senso di responsabilità, maturità, ma hanno anche la triste caratteristica comune di giocare fuori ruolo all'interno dei propri club. Molto spesso viene usata la scusante di non riuscire a trovargli sufficiente spazio e quindi si devono sacrificare in altre posizioni se vogliono ritagliarsi un posto da protagonisti; questo, però, non è una cosa positiva, anzi, porta a degli sprechi di talento.

Si analizzi ad esempio la situazione di Aquilani, il più "anziano" dei tre che io ho considerato. Alberto ha un senso tattico ed una rapidità di passaggio che pochi centrocampisti moderni hanno, poiché ormai hanno perso la cosiddetta "classe" per fare spazio a doti strettamente agonistiche. Il giocatore nativo - e giocatore - di Roma si trova spesso a ricoprire il ruolo di trequartista nelle sue ultime apparizioni con la maglia giallorossa. E' vero che Spalletti disponeva di uomini contati e che quindi doveva chiamare i suoi a dei sacrifici, ma è altrettanto vero che l'infermeria si sta svuotando ed ora che tornerà in campo Pizarro, mica vorrà lasciare Aquilani in panchina speriamo! Tutto questo nasce dall'incaponimento del tecnico della Roma, che vuole per forza proseguire con l modulo usato nelle passate due stagioni, invece di provare varianti tattiche diverse - e meno prevedibili - riuscendo così ad esaltare le qualità di tutti e tre i suoi centrocampisti chiave, i quali, sono bravi sia negli inserimenti che nelle verticalizzazioni, rendendo il loro gioco più efficace se partono da lontano ed hanno la possibilità di creare trame di gioco. Se guardiamo la partita contro la Reggina, dove ha goduto di una posizione più consona per quelle che sono le sue caratteristiche naturali, Aquilani ha saputo dare il meglio di sé e siglare un gol, proprio come è accaduto nella partita di ieri sera.

All'interno della stessa partita è brillata pure un'altra stella, ma della formazione opposta, cioè Stevan Jovetic. Il talento cristallino di questo "baby", mescolato alla definita maturità e senso di responsabilità - acquisito sia nel Partizan che nel Montenegro - rendono questo giocatore estroso un elemento già pronto per i massimi palcoscenici. Non c'è bisogno, quindi, di quel periodi di "svezzamento", al quale Prandelli tiene in maniera quasi morbosa. Questo è un fuoriclasse e ieri sera lo ha dimostrato con colpo di fantasia e Genio - proprio come il suo mentore, Savicevic. Pure lui - come Aquilani - soffre del medesimo problema, cioè non viene utilizzato nel ruolo adatto, combinato assieme al fatto che non ha moltissimi spazi. Certo, arrivare nella Fiorentina ed esigere un posto da titolare immediato non è possibile - oggi giorno - ed il ragazzo ne è consapevole e continua a considerare la scelta viola una corretta, ma non bisogna dormire sugli allori e Prandelli dovrà capire presto che questo è un talento che non si può sprecare. Lasciandogli più spazio di ideare e muoversi, cioè non rendendolo vincolato al compitino di esterno offensivo nel 4-3-3 della Fiorentina, il ragazzo vale il prezzo del biglietto. Sembrano giocate elementari quelle che fa, ma solo i suoi movimenti sono tutti pensati e studiati prima di essere effettuati. I paragoni che gli sono stati fatti non sono poi tanto azzardati.

Sulla stessa nota - anche se sta qualche gradino sopra - viaggia pure il nostro Balotelli, che da ieri ha varcato definitivamente la riga "fenomeno". Ciò che colpisce di più di quest ragazzo - oltre alle evidenti doti tecniche ed alla prestanza fisica - è la notevole dose di maturità che ha. La freddezza e la responsabilità con cui guida la squadra - essendo un leader silenzioso - è invidiabile. Mi ricordo solo di un giocatore nell'Inter al quale veniva consentito tutto, ed a cui venivano concessi tutti i calci piazzati, e questo era Ronaldo. Ora, non facciamo paragoni scomodi, perché per arrivare ad avere la F maiuscola in fenomeno ce ne vuole, però i numeri questo qui li ha tutti. Le prime volte si poteva pensare ad un caso - visto che allo stesso tempo esplose il disaparecido Paloschi - ma ormai non si può più credere che questo sia un bluff. I due gol di ieri sera, realizzati con una tale facilità rispetto ad il loro coefficente di difficoltà, sono l'ennesima prova che Balotelli ha le potenzialità di sfondare. Come Jovetic, anche lui è destinato spesso a ricoprire il ruolo di esterno offensivo, ma dove rende il meglio di sé è nel ruolo di prima punta, ma con Adri-Ibra bisogna sapersi accontentare; si, ma per quanto? Real Madrid e Chelsea sono ovviamente alla finestra, e l'Inter deve iniziare a pensare a cosa fare del suo fenomeno, perché il tempo passa e non aspetta certo Mourinho.

Io non posso avere la presunzione di fare l'allenatore, poiché sono semplicemente uno che guarda il calcio in modo obbiettivo, ma i fatti che ho constatato con questo intervento mi paiono più che evidenti. Onestamente, di talenti sprecati ne ho visti a bizzeffe, e pure di talenti scappati all'estero per rendere al massimo - Giuseppe Rossi docet. Mi dispiacerebbe ora veder andare via quelli che sono tre giocatori dal futuro già scritto perché i loro rispettivi allenatori - in preda al proprio ego - non possono essere più flessibili nel trovarli una posizione adatta. Sono il futuro di questo sport e come tale: valorizziamoli!


Articoli Correlati



Nessun commento:

Posta un commento