Ci distacchiamo un attimo dalla Serie A per tornare alla rubrica settimanalmente dedicata a quei calciatori che hanno inciso poco - o niente - con la loro presenza nel nostro campionato. A volte si tratta di campioni inespressi, giocatori finiti o aspettative non rispettate. Sicuramente Iván de la Peña López era un ragazzo di talento quando giocava nelle fila del Barcellona, tanto da guadagnarsi il posto fisso da titolare accanto ad un "monumento" come Guardiola. Anzi, nelle prime apparizioni a 19 anni - nel 1995/1996 - viene addirittura battezzato come successore per il grande "Pep". Alla fine dell'anno partecipa con la rappresentativa spagnola U21 all'Europeo - tenutosi in Spagna - perso in finale con l'Italia ai rigori - dove ne sbaglia uno.Benché la sua prima stagione nel Barcellona fu la migliore a livello realizzativo (7 marcature), le due seguenti furono le più ricche di soddisfazioni e redditizie a livello personale. Il feeling con l'ex tecnico Cruyff era logorato, ma con l'arrivo di Bobby Robson le cose cambiarono e De la Peña ebbe la fortuna di giocare - e con profitto - con il Fenomeno (Ronaldo). Nel 1996/1997 arrivano Coppa di Spagna, Supercoppa di Spagna e Coppa delle Coppe; seguite l'anno successivo da una Supercoppa UEFA, la Liga ed un'altra Coppa di Spagna. E' ovvio che i ragazzi in balugrana hanno attirato le attenzioni di mezzo mondo, ma il Barcellona è una bottega cara e chi vuole comprare deve presentarsi con i giusti attributi.
Attributi che non mancano certo a Cragnotti - o per lo meno non ancora - quando si presenta assieme a Zoff con un'offerta di 30 miliardi di vecchie lire per aggiudicarsi il centrocampista - siamo nel 1998/1999. De la Peña richiede un paio di giorni per pensarci, ma il quinquiennale offerto dai laziali a cinque miliardi e mezzo o stagione pare folle da rifiutare, ed infatti accetterà. Il suo arrivo a Roma viene accolto con un tripudio, poiché era dato come uno dei migliori talenti emergenti del panorama europeo. Arrivò a 22 anni e manco il tempo di presentarsi che con la squadra vinse la Supercoppa Italiana a Torino contro la Juventus e pareva di intravedere un potenziale idolo. Tuttavia, le emozioni andarono lentamente ad affievolirsi, finché non si accorsero che fu comprato un giocatore dotato tecnicamente e con ottima visione di gioco, ma estremamente lento; troppo per affermarsin in Serie A. La Lazio, però, si trovava con un peso notevole al collo, avendo fatto firmare al ragazzo ben 5 anni di contratto! Nonostante tutto arriva in bacheca anche la Coppa delle Copppe di quell'anno, ma dopo appena 14 presenze in campionato - senza reti - De la Peña viene ceduto in prestito all'Olimpique Marsiglia, ma l'annata in Francia è a dir poco fallimentare (12 presenze ed 1 gol), così il giocatore se ne torna a Roma.
La poca visibilità non ne ha sollecitato le attenzioni di mercato, ma il Barcellona pare disposto a riprenderselo in prestito e la Lazio intravede la possibilità di poter rilanciare il giocatore - o per riprenderselo o per cederlo ad un buon prezzo. Succede, però, qualcosa di strano e De la Peña non gioca nemmeno le amichevoli, ed a fine stagione conterà 9 presenze scarne nelle file dei blaugrana con prestazioni assai deludenti. Nessuno capisce dove possa essere finito quel talento così limpido visto nei primi anni al Camp Nou. Dopo questa esperienza è ovvio che nessuno si è più offerto di ingaggiarlo - nemmeno in prestito - e quindi rimane a Roma, dove passerà una stagione in inattività (2001/2002; 1 presenza), mettendo definitivamente il timbro per diventare meteora del nostro calcio.
L'anno seguente viene praticamente spedito via alla seconda squadra di Barcellona, l'Espanyol, dove milita tutt'ora - anche se infortunato ed in attesa di prolungamento del contratto per un anno. Nelle ultime cinque stagioni si è potuto esprimere con continuità e proficuità, mostrando - probabilmente - il miglior calcio della sua carriera. Con la squadra catalana vince la Coppa di Spagna nel 2005/2006 e l'anno successivo trascina i compagni in finale di Coppa UEFA, dove perderà, poi, con il Siviglia ai rigori. Un peccato per De la Peña - ora 32enne (Santander, 6 maggio 1976) - aver vestito solamente 5 volte la maglia della nazionale maggiore e non aver avuto il successo che un talento come il suo poteva ottenere. "El Pelat" è stato un mistero per il calcio italiano e probabilmente - in genere - una promessa non mantenuta.
Questo è un video di qualche minuto sul giocatore ai tempi del Barcellona e della Spagna U21. Se pazienterete nei tratti "noiosi", ci sono più intervalli con grandi giocate che spiegano come fece il Presidente della Lazio - e non solo lui - ad innamorarsene:

Nessun commento:
Posta un commento