venerdì 7 novembre 2008

Amarcord, Ci Siamo Stati Anche Noi: Faustino Hernán Asprilla Hinestroza

Gli italiani se lo ricordano per molti motivi Faustino Asprilla. Molti, magari, per le prestazioni calcistiche - e non - che offriva il giocatore, altri, magari, perché lo hanno avuto nel portafogli sulla scheda telefonica con la maglia del Parma. Tuttavia, il giocatore colombiano di Tuluà (10 novembre 1969) è stato un calciatore di livello mondiale che ha calcato il palcoscenico della Serie A, ed internazionale, con profitto. E' stato un attaccante di grande talento, che faceva del movimento e la rapidità le sue migliori doti. Inoltre, riusciva ad abbinare la tecnica ad un fiuto del gol non indifferente che lo rendevano frizzante e concreto, proprio come piace ai tifosi. A volte pareva clauticante in campo e poi tirava fuori uno scatto rabbioso che lo rendeva imprendibile ed imprevedibile per gli avversari.

Gli inizi del giocatore sono nel suo Paese natale, dove dall'Escuela Carlos Sarmiento Lora viene ceduto al Cùcuta Deportivo, dove inizia la carriera da professionista. Nel 1988 esordisce segnando due gol e la sua prima stagione si conclude con 17 reti in 36 partite, attirando l'attenzione di club più importanti nella Colombia, tra i quali il Nacionàl Medellìn, dove Asprilla si trasferisce e gioca per 3 stagioni, mettendo sempre più in evidenza il suo istinto da bomber (78 presenze con 35 reti).Il giocatore viene convocato dalla selezione colombiana per disputare le Olimpiadi di Barcellona 1992, con cui si mette ulteriormente in mostra.

Molti club che osservavano i campionati sudamericani erano concentrati in Brasile ed Argentina, ma era difficile che questo ragazzo prodigio passasse inosservato, ed il club italiano del Parma mise gli occhi su di lui e decise di portarselo in Emilia. Quella parmense è una realtà recente che era appena approdata in A poche stagioni prima dell'arrivo di Faustino e si stava godendo i primi successi nella massima serie. Ci mise poco ad ambientarsi questo giovane colombiano, diventando
presto un punto fisso della squadra, agendo nel ruolo di seconda punta, dietro al prolifico Melli. I tifosi del Parma riuscirono ad apprezzare anche il suo talento sui calci da fermo e fu proprio con una prodezza balistica di Asprilla che i gialloblù vinsero contro il Milan a San Siro. Il Parma si impone anche a livello europeo e trascinato dai gol dei propri attaccanti, vince la Coppa delle Coppe, ma Faustino non disputò la finale, perché dopo un misterioso viaggio in Colombia, si procurò un infortunio alla gamba che non seppe spiegare, ed anche se recuperato per la partita, Scala decise di non farlo scendere in campo; fu la prima "Asprillata".Dopo la prima stagione in gialloblù, Asprilla vola in Ecuador, dove gioca la Coppa América con la Colombia, vincendo un dignitoso bronzo.

La seconda stagione nelle fila del Parma parte subito con la Supercoppa UEFA conquistata ed una convocazione garantita per i Mondiali di USA 1994, dove della Colombia, però, si ricorderà soprattutto l'assassinio del difensore Escobar. Asprilla, come tutti i colombiani, rimane molto colpito dalla scena, ma prosegue comunque la sua carriera ed onora i colori del Parma, portando la squadra alla vittoria della sua prima Coppa UEFA. Asprilla partecipa anche alla Coppa América 1995 in Uruguay, dove guadagna il suo secondo bronzo consecutivo nella competizione. Purtroppo, il giocatore viene coinvolto in molti scandali di gossip e giudiziari - anche con spari di pistola fuori da dei night club, ed il Parma è costretto a trovargli una nuova sistemazione. Dopo tre stagioni "Tino" (79 presenze e 25 gol), viene ceduto dalla proprietà che lo vende per circa 8 milioni di sterline al Newcastle.

Il club inglese puntava alla vittoria del titolo, ma sciupò tutto malamente, facendosi raggiungere dal Manchester United. Pure il secondo anno si chiuderà dietro al Manchester, mancando nuovamente l'obiettivo Premier ed il giocatore è colpito da numerosi infortuni che non lo fanno rendere al meglio, collezionando in tutto 38 presenze e 16 gol nelle due stagioni. Tuttavia, grazie all'esperienza inglese riuscì a partecipare alla Champions League ed ad affermarsi ulteriormente come calciatore.

Asprilla non voleva più rimanere in Inghilterra e dopo aver disputato la Coppa América del 1997 torna dai ducali del Parma che lo accolgono a braccia aperte, pagandolo circa 15 miliardi di vecchie Lire. Il giocatore, però, non rende come ai "vecchi tempi" e dopo una stagione e mezzo in gialloblù - che porta la Coppa UEFA 1999 - lascia definitivamente l'Italia. Tra le due stagioni parteciperà a Francia 1998 con la Nazionale colombiana, ma senza alcuna fortuna.

Faustino lascia anche l'Europa e se ne torna in Sudamerica, dove prima di tornare in Colombia, decide di passare qualche anno di carriera in Brasile, giocando per una stagione a testa in Palmeiras e Fluminense, partecipando anche alla Coppa América del 2000, per poi dimostrare di non essere più in grado di utilizzare le sue caratteristiche migliori per essere vincente. Comunque, decide di volersi giocare ancora qualche anno per guadagnare altri soldi e firma con l'Atlante in Messico, prima di tornarsene in Colombia e ripercorrere i suoi passi iniziali. Disputa, infatti, una stagione con il Nacionàl Medellìn, per poi trasferirsi in Cile all'Universitad. Tino è un nomade e decide di provare anche il Campeonato Argentino, dove milita nell'Estudiantes de La Plata nel 2002/2003.

Quella fu la fine dell'Asprilla calciatore, del quale, poi, si sentì solamente parlare per fatti esterni dal calcio. Ad esempio, nel 2003 si presentò agli allenamenti dell'Universitad de Chile e sparò due colpi di pistola in aria per spronare i ragazzi a dare il massimo. Oppure, quando nello stesso anno doveva firmare per il Darlington - squadra inglese di un suo amico - e poi scappò dal ritiro senza mai fare ritorno.

L'annuncio ufficiale dell'abbandono dal calcio giocato "Tino" lo darà nel 2005, chiudendo una carriera illustre con 331 partite e 112 gol da professionista. Nel suo Paese viene considerato uno dei migliori di tutti i tempi e l'unico ad essersi affermato in maniera decisa in Europa. Senza i problemi di carattere e qualche infortunio di troppo avrebbe sicuramente fatto anche di più, ma il rendimento è stato comunque di ottimo livello. Adesso si occupa di scuole calcio per i bambini in Colombia, speriamo che almeno lì la pistola la tenga in tasca!



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