Uomo, campione, leader, capitano, vincente. Queste le parole che si addicono ad un campione del calibro di Alessandro Del Piero, al quale non potevo non fare omaggio questa settimana, anche se c'erano altri pretendenti per la rubrica di migliore della settimana. Tuttavia, Del Piero è il giocatore cha ha sfangato la Juventus dalla crisi, portandola a sei vittorie consecutive tra Coppa e campionato, segnando reeti spettacolari, come quelle contro il Real e la punizione di domenica contro il Chievo. E' una delle ultime bandiere rimaste nel calcio italiano, ma anche lui invecchia, eppure a 34 anni compiuti sta giocando quella che - per ora - è la sua miglior stagione assieme al 1998.Un professionista vero, che ha sempre accettato tutte le decisioni degli allenatori - e che allenatori - senza fare quasimai "pio", mantenendo un "aplmob" perfetto, raramente la sua carriera è stata macchiata con inutili polemiche. Se ha parlato è stato perché sosteneva di poter aiutare la squadra e così ha sempre fatto. Una vita nella Juventus, dopo che al Padova non erano convinti del suo futuro, visto il fisico non certo imponente dell'attaccante nato a Conegliano. Pensare che era stato vicino alla Fiorentina, quando i biancorossi lo volevano scambiare con un Primavera viola - un tale Francesco Flachi - chissà se la sua vita sarebbe stata legata al Franchi come lo è stata per la Vecchia Signora.
Un attaccante, oltre che un fantasista, non un vero numero dieci, ma uno con un bagaglio tecnico talmente ampio che può tirare fuori dal cilindro la giocata giusta per risolvere una partita. La sua specialità, ed ora lo sanno sempre più persone, sono i calci piazzati; su punizione Del Piero ha segnato 36 reti su punizione e dopo le recenti marcature ha una media appena sotto al 36%. I suoi tiri dalla distanza hanno fama internazionale, tanto da guadagnarsi addirittura un nome dedicato al campione italiano: "il gol alla Del Piero", battezzato nel 1996/1997 contro il Borussia Dortmund in Champions League - cioè un tiro a rientrare dal vertice sinistro dell'area di rigore verso l'incrocio dei pali opposto.
Pensre che nelle giovanili del San Vendemiano, la madre di Del Piero voleva farlo giocare in porta perché sudasse di meno, rischiando di ammalarsi con minore probabilità. Sarebbe stato un choc per Sandreani, che lo fa esordire come punta in Serie B a 16 anni nelle fila del Padova, descrivendo il suo gioco come "un'opera d'arte". Alla Juventus arriva nel 1993, e gioca nella Primavera, conquistando subito lo scudetto di categoria e la Coppa Carnevale, ma nello stesso anno esordisce pure in Serie A (12 settembre 1993, Foggia-Juventus 1-1). Per tutta la stagione Del Piero si sdoppia tra Primavera e Serie A, segnando il suo primo gol solamente una settimana dopo l'esordio ufficiale, ed una settimana dopo arriva la sua prima tripletta in carriera.
La stagione successiva porta molti cambiamenti nell'organizzazione della Juventus, con la Triade che si assesta ai vertici e Lippi che siede in panchina. Il giovane Del Piero viene messo sul mercato e stava per finire al Parma, ma l'offerta troppo bassa degli emiliani, ed un incredibile affetto dell'Avvocato Agnelli - da sempre legato a lui - lo ha fatto rimanere un giocatore bianconero. L'occasione per Del Piero arriva quando Baggio si infortuna, e "Pinturicchio" viene chiamato per sostituirlo, giocando più di lui e segnando di più, guidando - assieme a Vialli - la Juventus alla conquista del tricolore e della Coppa Italia. La grande annata di Del Piero - coronata dall'esordio nella Nazionale maggiore - porta alla decisione di vendere Baggio e puntare tutto sul 20enne emergente, il quale ottiene il 10 sulle spalle, con tutto il suo peso. Non c'è problema, il ragazzo dimostra di poter sostenere le responsabilità, ed oltre alla Supercoppa Italiana, arriva anche la Champions League, classificandosi quarto nella classifica per il Pallone d'Oro. Sarà sfortunata la sua prima apparizione in un torneo importante a livello di Nazionale, poiché l'Italia non supera il girone di Euro 1996.
L'anno successivo porta ancora gioie per il giovane Del Piero, il quale conquista la Supercoppa Europea e la Supercoppa Intercontinentale - che fa esplodere la sua popolarità - segnando il gol partita contro il River Plate. Ma la stagione non finisce lì, la Juventus conquista il secondo scudetto dell'era Del Piero, ma stavolta perde in finale la Champions League, venendo sconfitto per 3-1 dal Borussia Dortumund - dove nasce il famoso "gol alla Del Piero". La stagione 1997/1998 è l'apoteosi del giocatore, che chiude con 32 gol stagionali, vincendo il titolo di capocannoniere della Champions (10 marcature), portando nuovamente lo Scudetto a Torino ai dànni dell'Inter e la Supercoppa Italiana, ma perde nuovamente la finale di Champions League, stavolta contro il Real Madrid. Dopo il Mondiale - infelice - di Francia 1998, Del Piero si procura un infortunio durante Udinese-Juventus in Serie A. Il risultato sarà la lesione dei legamenti crociati posteriori ed anteriori del ginocchio sinistro, tenendo fuori il giocatore per 9 mesi, praticamente una stagione intera. Sembra essere l'episodio che possa marcare definitivamente una carriera fino ad allora ricca di successi.
Il ritorno in campo nell'anno successivo non lo vede rendere al top, ma la Juventus lo vuole rilanciare e gli dà completa fiducia. Farà discutere - non poco - la sua convocazione ad Euro 2000, dove l'Italia perderà amaramente in finale contro la Francia campione del mondo. Anche la stagione successiva è piuttosto sottotono rispetto al giocatore che aveva imparato a deliziare il Delle Alpi e molti lo conisderano già un giocatore "bollito", ma nel girone di ritorno riesce a far intravedere la sua classe indiscutibile, grazie anche ad Ancelotti che ci ha rimesso la faccia pur di insistere sul giocatore. Nel 2001/2002 torna Marcello Lippi e torna anche lo Scudetto, con Del Piero che forma la coppia d'attacco più prolifica d'Europa assieme a David Trezeguet - 40 gol in due. Nella seconda gestione Lippi vince - in tutto - due Supercoppe Italiane e due Scudetti, sfiorando solamente la Champions League. Partecipa anche ai Tornei dei Mondiali nippo-coreani del 2002 ed agli Europei del 2004, ma tutti sappiamo come è andata a finire...Nonostante questo, Pelè lo include nella FIFA 100.
Nel 2004/2005 arrivano Capello ed Ibrahimovic alla Juventus che - chi per un verso e chi per un altro - gli limitano lo spazio a disposizione, giocando praticamente "part time". Tuttavia, nelle due stagioni di Don Fabio, arrivano due scudetti, i quali vengono, però, revocati dallo scandalo Calcipoli, con la seguente retrocessione della Juventus in Serie B. Qui, Del Piero è posto ad un bivio della propria carriera, ma la scelta di rimanere ed indossare i colori bianconeri anche nella serie cadetta gli rende molto onore. Tant'è che Del Piero vince un Mondiale con l'Italia nel 2006, segnando anche una rete nel quarto di finale contro la Germania. In Serie B le reti di Alex annullano la penalizzazione e trascinano la Juventus all'immediata promozione, con tanto di titolo di capocannoniere per Del Piero e Golden Foot. Titolo che l'attaccante guadagnerà anche in Serie A l'anno successivo - 21 reti - portando la Juve al terzo posto e nuovamente a giocarsi la Champions League.
Il resto è storia recente che tutti sappiamo. In bianconero detiene tre record importanti: delle presenze in assoluto (564), dei gol totali (246) e delle reti nelle competizioni europee (46), ma Del Piero non è solo calcio ed è anche ambasciatore UNICEF è pure testimonial per l'AIC per incentivare la ricerca contro il cancro. Un uomo con la U maiuscola che si è sempre guadagnato il rispetto di ogni tifoseria. Il sogno nel cassetto sono il Pallone d'Oro ed i Mondiali 2010, sognare è sempre lecito se ti chiami Del Piero.
Non posso non mettere un video con più magie possibili di questo straordinario giocatore, mancano le ultime perle, ma altrimenti è completo:

Finalmente grazie a questo fantastico video di questo fantastico calciatore postato in questo fantastico blog, ho potuto ammirare l'inchino del Bernabeu! Grazie Brando..
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