sabato 6 dicembre 2008

Cassano A Tutto Spiano

In un'intervista pre-derby ai microfoni di Sky. Parla da vero leader Antonio Cassano per questo derby, carichissimo e suona la carica. "Abbiamo perso una partita, ma ora siamo pronti per vincere contro quelli là" - ovviamente riferito al Genoa. "E loro devono sapere che noi siamo più forti di loro, ad orecchie tese, noi siamo più forti! Guarda bene la mia faccia quando lo dico (al giornalista)". L'attaccante della Sampdoria supera il passato, pensa al presente e strizza l'occhio al futuro. Il derby di domani sera avrà un Cassano "caricato a pallettoni, perché dobbiamo dimostrare la nostra superiorità". "Noi domani saremo in 26.000 e loro in 11.000. Non voglio sentire loro uralre. Se urlano, dobbiamo urlare il doppio, non voglio sentirli parlare, voglio una bolgia, ovviamente senza andare oltre il limite". " Ho sempre segnato nei derby, a Bari, a Roma, a Madrid; mi manca questo, quindi sono avvertiti. Sono sempre stato l'idolo dei tifosi dopo i derby, a parte a Madrid, dove però ho fatto gol". "Loro sono più forti dell'anno scorso, perché hanno un attaccante che, anche se gioca al Genoa, per me è tra i primi 5 attaccanti al mondo". Non ha paura di niente Cassano che può fare anche la sua autocritica: "penso che il mio rendimento sia abbastanza buono. Se faccio una partita di merda (testuale) lo riconosco, ma ultimamente penso che gioco bene". "A Genoa si vive per il derby dalla mattina alla sera, ma tutti i tifosi che incontro a giro hanno sempre grandissimo rispetto, a differenza di altri posti in cui sono stato, dove a volte si andava oltre il limite. Tutti i genoani mi rispettano, si vede che capiscono di calcio". C'è qualche amico nel Genoa? "Beh, amico...Amico per me è una parola importante. Tanti ragazzi che conosco, ma amici...no, no".

Giusto il Pallone d'Oro a Cristiano Ronaldo? "Si meritato del tutto, ma per me Messi è 3 gradini sopra". Cassano dove sta? "Eh, Cassano è all'inizio della scalinata e le deve fare tutte. Io con il 50-60% del mio talento sto bene così. Ho la testa malata, anzi avevo la testa malata, ora sono un pò esaurito".

Qualcuno si è arrabbiato per il libro? "Mah, penso una marea di gente. Ma vorrei dire una parola...ma sono cavoli loro...io dico le mie verità. Dico quello che penso. Dico quello che mi pare e piace". Ti aspettavi di entrare prima nella classifica dei libri che in quella di Lippi? "Ma penso di si, perché con tutti i danni che ho fatto nella mia vita questo libro avrebbe fatto sicuramente clamore. Ma con le convocazioni...ci penserà Lippi se mi vuole chiamare. Comunque, a Bari si dice: c'è puzza di bruciato, e quando c'è puzza di bruciato, penso che non ci sarò in Nazionale. Dico che finché c'è questo allenatore non ci andrò in Nazionale, ma lui è sempre stato onesto e chiaro con me". "Lui non mi chiamerà mai. Ormai le storie le vedo molto prima degli altri, ma va bene così. Io sono italiano, barese e italiano. Nella vita non devi vincere un Mondiale per essere soddisfatto, io ho già avuto tanto e sono molto soddisfatto"


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