Come si fa ad essere il leader della difesa dell'Eintracht Francoforte, giocare 246 partite di fila in Bundesliga, vincere un trofeo Nazionale, essere considerato l'erede di Matthaus ed arrivare secondo ad un Europeo per finire nell'anonimato? Chiedetelo a Manfred Binz! Proprio così, questo difensore teutonico ha guidato con grande autorevolezza la difesa della squadra di Francoforte dal 1985 al 1996, vincendo una Supercoppa di Germania nel 1988. Il secondo posto all'Europeo fa parte del suo curriculum, ma durante l'edizione in questione venne criticato per diversi suoi errori a distanza di poco tempo che di fatto lo allontanarono dal grande giro. Nel 1996, complice il suo difficile rapporto con l’allenatore della squadra, accettò l’offerta del Brescia. Il Presidente Corioni sentiva di aver fatto un affare irripetibile. Il giocatore era considerato di livello superiore alla Serie B, ed il suo valore aggiunto avrebbe consentito il salto nella massima serie con meno sforzo. l'ex Nazionale tedesco parte da titolare assoluto (e ci mancherebbe altro!) e disputa un'ottima stagione, culminata con la promozione in serie A dei lombardi seppure al termine di un campionato molto equilibrato e combattuto. Binz si riscopre anche discreto goleador: va a segno alla quinta giornata contro il Cesena (1-1), alla sesta di ritorno contro il Cosenza (2-0), e all'ultima di campionato nella festa-promozione contro il Venezia. In Serie A, però, le cose cambiano, e la rivoluzione in panchina che vede fuori Reja e dentro Materazzi non aiuta Binz, il quale si ritrova adesso ai margini della squadra. Tra problemi con la società, familiari ed un'offerta impossibile da rifiutare da parte dei neo campioni di Europa del Borussia Dortmund, Binz decide di tornare in Germania durante la sessione invernale del mercato, concludendo così la sua esperienza in Italia. Il suo approccio con la Serie A non fu positivo – era lento ed impacciato, quasi appesantito - quindi trattenerlo controvoglia sarebbe equivalso a una lunga serie di brutte figure. Tuttavia, a Dortmund non riesce a trovare spazio e allora, pur di giocare, scende nella Serie B tedesca. Nel 2003 chiude la sua carriera nella sezione dilettantistica dell’Eintracht, per poi diventare l’anno successivo il vice-presidente della squadra del Kickers Offenbach. Una delle tante carriere che promettono tanto e concludono poco!

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