giovedì 11 dicembre 2008

Gli Irrinunciabili

Ci sono sempre dei giocatori più fondamentali di altri all'interno di una squadra di calcio, anche se uno degli elementi che solitamente fa la differenza è la compattezza del gruppo e l'armonia all'interno dello spogliatoio. Comunque, anche in questa Serie A, si sono delineate delle individualità - alcune già note - che hanno - e stanno - trascinato le loro squadre nell'ottenere risultati. Non solamente con i gol, anche con i propri guantoni o con il fiato certe volte i giocatori sono indispensabili e gli allenatori si trovano in difficoltà a levarli dal campo.

Quando si tratta di punte è facile fare il punto. Zlatan Ibrahimovic non ha riposato mai in questo campionato e gli è stato risparmiato solo un tempo in Champions League, altrimenti lo svedese è sempre stato presente, ma i suoi gol - e le sue giocate - sono state determinanti per la prima posizione dell'Inter in campionato. Così come sono fondamentali i gol di Marco Di Vaio, anche se la punta del Bologna è stato sfortunato perché le reti hanno fruttato pochi punti alla sua squadra. Come dimenticare tutte le reti di Milito, senza il quale il Genoa non sarebbe lì, visto anche il resto del lavoro che opera oltre che metterla sempre dentro. Così come Lavezzi, che spesso di è dispensato a fare anche l'assist-man più che il goleador, ma il Napoli dipende certamente dal fenomeno argentino. Ma non solo nomi illustri, perché il rilancio del Catania - oltre che da Mascara - passa per i piedi di Michele Paolucci, che con i suoi 4 gol ha portato 8 punti alla formazione di Zenga - tutte reti decisive. Ma come dimenticare Amaurì: dopo l'infortunio di Trezeguet i bianconeri si erano preparati all'harakiri, ma il brasiliano non si è fatto aspettare ed ha segnato a raffica e gol pesanti. Esattamente come quelli di Gilardino, perno dell'offensiva viola, senza il quale dove sarebbe questa Fiorentina?

Ci sono, poi, quei giocatori senza i quali la squadra proprio non gira e si tratta in primisi di Francesco Totti, che da quando è tornato fa volare i giallorossi. Uno che fa la differenza nel suo piccolo è Cristiano Doni, del quale l'Atalanta non può proprio fare a meno e quando è mancato la squadra nerazzurra non ha costruito gioco articolato ed ha subito tantissimo. Così come le frequenti flessioni di questa stagione del metronomo Ledesma hanno causato l'andamento altalenante della Lazio - proprio come i gol di Zàrate, che se arrivassero con la stessa frequenza delle giocate lo potrebbero già sancire come capocannoniere. Da quando Ciccio Cozza è tornato a giocare, la Reggina è diventata una squadra ostica da affrontare, poiché la sua presenza è fondamentale nell'economia del gioco. La stagione negativa della Samp? Non basta solo Cassano, sono venuti a mancare dei pilastri come Palombo e Campagnaro, essenziale per dirigere i rispettivi reparti.

Proprio come fa Giorgio Chiellini alla Juventus, che si prende sempre più i titoli di leader ed è certamente un giocatore di grande carattere e - probabilmente - il miglior difensore italiano in circolazione dopo Cannavaro; di lui Ranieri non può proprio fare a meno. Ma c'è un fenomeno che non tutti osservano da vicino ed è la difesa del Siena che prende pochissimi gol e molto del merito va a Portanova, che con una grande stagione non sta facendo rimpiangere il più deludente Loria. Difendono anche i pali le bandiere di alcune squadre, perché benché abbia subito parecchi gol, Matteo Sereni ha sempre limitato i dànni alla porta del Toro, mentre uno come Sebastian Frey con i suoi miracoli porta sempre 12-15 punti a stagione. Esistono, effettivamente, dei giocatori di cui non puoi fare a meno.


Articoli Correlati



Nessun commento:

Posta un commento