martedì 2 dicembre 2008

Il Personaggio Della Settimana: Franceso Totti

Tutto Totti si potrebbe dire per questa settimana. Dopo aver aperto la nuova rubrica proprio per il capitano giallorosso, ho deciso di dedicargli anche l'intervento per dichiarare il personaggio della settimana. La settimana prima decisi di non premiarlo, perché dopo aver portato sfortuna a Nesta - dedicato l'intervento e poi partito per Miami - non volevo fare ulteriori danni...scaramanzia.

Romano di nascita, ma anche di tutto il resto. Il 27 settembre 1976 nasce a Roma l'uomo che diventerà bandiera della società capitolina e lo sarà ancora per anni a venire. Anche perché il ritorno di Totti - oltre al cambio di modulo - si è fatto sentire eccome: da quando è tornato in campo lui la Roma è tornata a vincere e molte azioni chiave portano la sua firma. Adesso pare essere tornato a pieno regime e Spalletti potrà contarci al cento per cento; il dolore fa parte del passato, ora c'è da pensare alla Roma.

La passione del pallone era spasmodica e Totti faceva parte del mondo del calcio sin dalla tenera età di 8 anni, ma sarà cinque anni dopo che farà la scelta della vita, dove alla Lodigiani arrivano offerte di Roma e Lazio, ma Francesco sceglie la prima grazie alla spinta della madre. Chissà che storia sarebbe stata se avesse scelto la strada biancoceleste. Sensi si innamora subito del talento cristallino del giocatore, che esordisce in prima squadra nel 1993 in campionato, sotto la guida di Vujadin Boskov - suo primo allenatore vero. Totti continuerà a giocare anche durante l'era Mazzone, dove riesce a ritagliarsi qualche spazio - 21 presenze - anche se la concorrenza non è delle più deboli - Balbo e Fonseca erano un tandem formidabile (vince anche un argento con l'Italia Under19 all'Europeo di Grecia 1995). Si pensa ad una continua ascesa del giocatore, ma quando sulla panchina giallorossa arriva Carlos Bianchi, si parla addirittura di una possibile cessione del giocatore - alla Sampdoria o all'Ajax per Litmanen. Sensi decise di tenerselo stretto e Bianchi non gradì, quindi l'allenatore argentino mise alle strette il Presidente, facendolo scegliere tra lui ed il giocatore - Sensi inevitabilmente scelse il giocatore ed esonerò il tecnico. Vince anche l'Europeo con l'Italia Under21 dei miracoli ai rigori contro la Spagna.

Ma sarà nel 1997, con l'arrivo di Zedenek Zeman, che promuove un offensivo 4-3-3, che Totti darà il meglio di sé. Lo schema del boemo esalta la forza fisica e visione di gioco del giocatore, che riesce ad abbinare queste qualità naturali ad una sviluppata rapidità di esecuzione, facendone diventare un punto fermo degli schemi giallorossi - tant'è che "Pluto" Aldair gli cede la fascia da capitano nel 1998 e da lì non la mollerà più, diventando anche Guerin d'Oro. Nonostante un'ottima stagione, non viene convocato per partecipare al Mondiale di Francia 1998. Gioca sempre ad alti livelli e quando nel 1999 arriva alla Roma Fabio Capello, il tecnico goriziano lascia intendere che la formazione che allestirà vergerà attorno alle giocate del capitano, il quale ricopre sempre il ruolo da trequartista - o seconda punta - dove può dare il meglio di sé, sfruttando tutte le sue doti da assist man e goleador. La visione di gioco di Totti è incredibile e riesce a mandare in porta i compagni con grande facilità, guadagnandosi il suo primo Oscar del Calcio come Miglior Giovane nel 1999. Replicherà l'anno successivo, aggiudicandosi i premi per Miglior Italiano e Miglior Giocatore in Assoluto. L'anno del 2000 non ha grandi successi e porta soprattutto l'amarezza per il secondo posto ad Euro 2000, dove l'Italia viene sconfitta in finale dalla Francia, ma Totti si rende famoso per il cucchiaio su rigore contro l'Olanda.

Nel 2001 le soddisfazioni più grandi durante la carriera calcistica di Totti, con la conquista del terzo scudetto della società capitolina e della Supercoppa Italiana contro la Fiorentina - vinta per 3-0 con gol di Totti; è nuovamente calciatore italiano dell'anno. I Mondiali del 2002 sono una delusione totale, come per tutta l'Italia. In Serie A, invece, continuano le stagioni positive di Francesco, che nel 2003 riceve altri due Oscar del Calcio: miglior calciatore in assoluto e miglior calciatore italiano, seguiti da un'altra premiazione come miglior calciatore italiano ed il suo secondo Guerin d'Oro nel 2004. A rovinare l'annata ci sarà l'Europeo, dove Totti si rende noto solamente per lo sputo a Poulsen.

Finita l'era Capello, Totti rimane un punto fermo della Roma anche durante il periodo Spalletti e tutt'ora è un cardine della formazione, dove, però, il capitano ricopre il ruolo di centravanti. I suoi contributi sono determinanti per raggiungere i risultati ottenuti - rimanendo, però, sempre un gradino sotto alla concorrente per lo Scudetto, ricoprendo la parte del cane che rincorre la lepre. Tuttavia, nel 2006 ha motivo per potersi glorificare personalmente dopo l'infortunio che lo ha tenuto fermo per molto tempo, poiché in gennaio Pelè in conferenza stampa lo elegge "miglior giocatore al mondo" e poi in estate vincerà il Mondiale con l'Italia di Marcello Lippi, contribuendo attivamente durante il torneo. Una soddisfazione immensa per un campione del calibro di Francesco, che l'anno successivo aggiungerà al proprio Palmarès una Coppa Italia - dopo 4 finali contro l'Inter - e la Supercoppa Italiana, oltre ai titoli di capocannoniere del campionato e la vittoria della Scarpa d'Oro.

Dopo tutti questi successi Totti decide di tutelarsi e sceglie di dare l'addio - non indolore - alla Nazionale. Oltre alle attività calcistiche, Francesco ha sempre partecipato attivamente anche in molte iniziative benefiche, tra le quali spicca la sua nomina ad ambasciatore dell'UNICEF, per cui Totti ha devoluto l'incasso di tre libri da lui pubblicati: due di barzellette sul capitano ed uno sulla storia del calcio. Pubblicherà anche un quarto libro: "La mia vita, i miei gol", ed anche di esso dona l'incasso in beneficenza. E' il giocatore nella storia della Roma con più presenze e gol con la casacca giallorossa ed - al momento - è il miglior cannoniere in attività. E' sempre stato il gladiatore della Roma e lo sarà ancora a lungo:



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