Era sempre stato un giovane promettente del panorama calcistico italiano, ma non penso che nessuno avrebbe scommesso così tanto su questa crescita esponenziale di Giorgio Chiellini. Anzi, molti lo davano come giocatore "mediocre", uno dei tanti, invece, con il tempo, il difensore ha guadagnato confidenza nei suoi mezzi e cresce di personalità, divenendo sempre più forte ogni giornata che passa. Sta incarnando il profilo del leader e diventa una pedina sempre più fondamentale per lo scacchiere di Ranieri, fin troppo ottimistico per uno che il ruolo di difensore centrale lo ha avuto per caso.Già, perché Chiellini, nato a Pisa il 14 agosto 1984 esordisce con il Livorno in C1 come terzino sinistro. Assieme a lui gioca anche il fratello gemello, che, però, non ha la stessa "fortuna" ed abilità e si ritira anticipatamente, diventando presto un procuratore calcistico. Riesce nell'impresa della promozione in Serie B, guadagnandosi la convocazione ai Europei U-19 in Lichtenstein del 2003, che l'Italia, puntualmente, vince e la Roma decide di comprarne metà cartellino. La stagione seguente è quella che mette in luce Chiellini, il quale è uno dei protagonisti principali della cavalcata dei labronici per aggiudicarsi la Serie A e sul giocatore piombano gli occhi di molte grandi squadre. Una volta finito il campionato ha anche la possibilità di mettersi ancora più in luce durante le Olimpiadi di Atene 2004, dove la selezione italiana arriva terzo, acquisendo un bronzo. Quando c'è da riscattare il giocatore alle buste sono i toscani a - sorprendentemente - aggiudicarselo, strappandolo ai giallorossi, ma dietro c'è l'operato di Luciano Moggi che, poi, lo acquista a sua volta dal Livorno per portarlo in bianconero.
Approda, quindi nella stagione 2004/2005 nella Juventus, ma la sua permanenza è di qualche giorno, poiché la società torinese decide di girarlo in prestito sempre in toscana, ma nelle fila della Fiorentina. Con i viola Chiellini gioca più che discretamente, guadagnandosi anche una chiamata di Lippi in Nazionale e con le sue 37 presenze - e 3 reti - riesce ad aiutare la squadra gigliata ad ottenere un'insperata salvezza all'ultima giornata. Mentre tutti i tifosi fiorentini si aspettano un riscatto, è nuovamente la Juventus a spuntarla alle buste, riportandolo a Torino.
Durante la prima stagione a Torino trova Fabio Capello, il quale non ne è un grande estimatore come terzino sinistro e lo utilizza più come rimpiazzo che come prima scelta. L'anno successivo la Juventus viene colpita dallo scandalo Calciopoli, ma Chiellini sceglie di rimanere in Serie B per vestire definitivamente i colori bianconeri di cui vuole diventare un simbolo. Nel corso della stagione avvengono diversi infortuni in difesa, soprattutto nel reparto centrale, e Chiellini viene improvvisato per qualche partita in quella zona del campo, mostrandosi più che adatto a calzare le vesta di difensore centrale. Il giocatore ha qualche defezione di attenzione nei primi tempi, ma, colmati quelli, ha una grinta e potenza fisica che sorprendono tutti. Dopo la promozione in Serie A torna a coprire la fascia sinistra, ma, a seguito dell'infortunio di Andrade, Ranieri è costretto a ri-schierarlo come centrale difensivo, ma sarà un'obbligazione felice, poiché Chiellini si rivela uno dei giocatori chiave per l'approdo nella Champions League.
La sua presenza teutonica piace anche a Roberto Donadoni, che lo convoca come difensore centrale per gli Europei del 2008, dove, però, l'Italia non brilla. Tuttavia, si rifà ampiamente durante l'inizio del corso di questa stagione, dove Chiellini pare ulteriormente cresciuto e si "esalta" nelle partite che contano, essendo costantemente uno dei migliori in campo. Anche Lippi ne fa un paletto fisso della Nazionale, tenendolo sempre accanto a Cannavaro al centro della difesa, formando un duo altamente grintoso e dinamico. Chissà che il futuro di Chiellini non riservi ancora molte sorprese assai luminose.

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