Torniamo nella capitale per ripescare un altro bidone storica della Roma. Stavolta si tratta di un centrocampista serbo che arrivò nell'estate del 1998 nella Capitale. Ivan Tomic (Belgrado 1° gennaio 1976) è arrivato in Italia come uno dei migliori talenti slavi in circolazione, tant'è che veniva considerato dal Presidente Sensi l'alternativa al colpo Stankovic alla Lazio - seguito dalla Roma, ma comprato dai biancocelesti la stagione prima.Effettivamente, Tomic sembrava un buon prospetto: vincitore di 3 campionati e due coppe di jugoslavia, considerato come un talento cristallino in Serbia. Le sue geometrie, abbinata ad un'eccellente tenuta atletica dovevano rinforzare la mediana giallorossa che cercava un uomo di qualità e quantità. Inoltre, in 82 presenze era riuscito a segnare anche 24 gol, molte volte sfruttando un notevole tiro dalla distanza, dotato di rara potenza. Sensi non resiste e vede in lui tutte le caratteristiche dell'antagonista Stankovic e lo porta a Roma per 18 miliardi di Lire ed il solito contratto quinquiennale - proprio come Fabio Junior. La volontà non mancava a Tomic, che si presentò ai tifosi come un giocatore che avrebbe dimostrato il suo valore e che non era certo uno scarto. Risultato? Missione fallita. Tutte le qualità viste in Serbia, non si videro e di Stankovic non faceva nemmeno l'ombra. Giocò veramente poco - e male - con solo 9 presenze nella sua prima stagione. Diventa subito oggetto misterioso - molto costoso - che è vincolato alla società per un lungo termine. Tuttavia, il giocatore non ha desistito e voleva giocarsi le sue carte a Roma, rimanendo nella Capitale la stagione seguente, dove Tomic gioca la bellezza di 16 minuti.
Non c'è ombra di dubbio che Tomic debba cambiare aria ed arriva - inevitabilmente - il prestito in Spagna, precisamente nella fila dell'Alavès. Effettivamente, in Spagna gioca meglio e si intravedono le qualità di cui si parlò in passato, con la società spagnola che arriva - addirittura - in finale di Coppa UEFA contro il Celtic - persa poi dall'Alavès. A Roma si sa che sono superstiziosi e proprio nella stagione in cui Tomic era assente - la "magica" vinse lo scudetto - una cosa che compromise ancora di più il proseguire della carriera del serbo a Roma. Tuttavia, il giocatore è rimasto per onorare il contratto siglato con la società di Sensi - pagato in maniera onorevole - e se ne andò solo nel 2003, dopo aver raccolto appena 5 presenze in tutto.
Ivan decide di tornare in Spagna, accettando l'offerta del Rayo Vallecano, dove, però, non si ripete l'esperienza felice dell'Alavès, con il serbo che scende in campo appena 5 gare, tanto da convincerlo a far le valige per il mesto ritorno a casa, al Partizan, dove ha chiuso la carriera nel 2007, ad appena 31 anni, diventandone il Direttore Sportivo. Un altro bidone della gestione Sensi, alla prossima puntata con le meteore del calcio italiano! E se avete qualcuno che volete qui, non esitate a chiedere!

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