sabato 13 dicembre 2008

Moggi Ci Racconta I "Suoi" Juventus - Milan

Un uomo che è stato per anni come "protagonista" durante le partite che hanno coinvolto Juventus e Milan e si è prestato ai microfoni del quotidiano "La Stampa" per parlare dei "suoi" Juve-Milan. Partite vere, sentite, dove ci si è sempre giocato qualcosa di importante, che fosse solamente l'orgoglio, oppure punti pesanti, "è stata per anni la sfida scudetto del nostro campionato. Sono sempre state grandi battaglie, per quei novanta minuti ce le davamo di santa ragione e il rapporto amichevole e di grande correttezza fra le due società scompariva per poi ricominciare dal giorno dopo".

Mai grandi polemiche durante queste partite anche se in passato ci sono state delle sviste arbitrali non indifferenti, eppure tutto si chetava in quei cinque minuti dopo la gara, dove dai nemici in campo si torna amici fuori, "alla fine erano i valori in campo a determinare il risultato. Ma quando due club hanno relazioni più che cordiali tutto passa in secondo piano, anche i torti". Sempre grande correttezza, molta stima reciproca tra i due club strisciati, segno di riconoscenza verso un degno avversario e gesta nobili, come "nell’estate del 2005 Buffon s’infortunò nel Trofeo Berlusconi dopo uno scontro fortuito con Kakà, il Milan volle venirci incontro offrendoci in prestito gratuito Abbiati. Furono molto carini, apprezzammo tanto quel gesto".

Sempre strade di mercato diverse che raramente si sono messe sullo stesso binario, solamente qualche scambio, come quello che portò un davids "bollito" a Torino per rilanciarsi. Unico neo: "Però, io non avrei mai ceduto uno come Ibrahimovic alla concorrenza, nè al Milan, nè tantomeno all’Inter". Poi, la rivelazione per un debole per Gattuso, che Moggi provò a portare a Torino quando era a Perugia. Ma non ci riuscii, e riconosco pure che il Milan è stato più bravo. Ed io lo rimpiango".

Quando gli viene chiesto di ricordare un Juve-Milan particolarmente postivo ed uno negativo, Moggi reclama una memoria corta, ma riesce ancora a ricordarsi la sofferenza di "un 3-1, quello del marzo 2004 a Torino", ma non si dimentica assolutamente una delle più belle partite dei bianconeri: "6-1 a San Siro il 6 aprile 1997. Doppiette di Vieri e Jugovic, segnarono anche Zidane e Amoruso. Che spettacolo ragazzi, una Juve straordinaria". Poi una battuta su chi deciderà lo scontro di domani: "Ah, se gioca Ronaldinho, allora decide qualcuno della Juventus...(risata, ndr) No, scherzo. Piuttosto, scommetto su Pato, ammesso che sia in campo, e occhio all’attacco della Juventus. Uno come Amauri può far male sempre, e se Del Piero è in forma son dolori per tutti".


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