L'avevo detto in un post precedente, dove prevedevo che alla lunga le panchine delle grandi avrebbero fatto la differenza, ed è, effettivamente, la possibilità di svolgere un efficace turnover - senza levare qualità alla squadra - che permette alle solite tre di continuare a viaggiare in entrambe le competizioni. Non è un segreto che l'Udinese disponga di tre centrocampisti - i titolari - e due rincalzi: Obodo (che Marino non adora) e Tissone - infortunato - oltre ad i vari giovani in rampa di lancio, ma non certo pronti al salto di qualità.Eccoci al drammatico punto del gioco lento, prevedibile e sterile che perseguita l'Udinese dalle ultime cinque partite di Serie A: 1 punto e quattro sconfitte consecutive. Un bottino che parla chiaro, la squadra friulana è in piena crisi. Pozzo assicura che è un fatto strettamente psicologico - e sicuramente principalmente lo è - ma anche qualche ricambio non farebbe male a Marino. Lo evidenzia il fatto che dovendo lasciare Isla ai box - infortunatosi in Nazionale - l'allenatore siculo ha preferito schierare Pasquale - un terzino - in mediana, piuttosto che Obodo. Senza mezzi termini il tecnico sta dicendo alla società che a gennaio vuole un degno sostituto a centrocampo - ed effettivamente arriverà Mattila, ma è sempre un giovane di belle speranze e nulla più.
C'è sicuramente da aggiustare la mentalità della squadra, poiché in campo non c'è più quella sensazione di gruppo che si intravedeva ad inizio stagione, ma tanti giocatori che pensano al proprio interesse, forse, anche a causa dei vari nazionali che si possono essere montati troppo la testa. Felipe incappa nella sfortuna di rientrare titolare e segnare un autogol - che tra l'altro decide l'incontro -, marcando sicuramente la psiche del giocatore che pareva essersi ritrovato. L'Udinese mostra qualche segno delle vecchie abitudini, cioè mancanza di maturità e freddezza dei suoi uomini migliori e lo si era già intravisto nella gara contro la Fiorentina un certo nervosismo. Nervi che sono saltati ieri ad Antonio Di Natale, uno che solitamente non è noto per certe scene, ma per tocchi deliziosi, ed invece è caduto anche lui nella "trappola" delle provocazioni.
Adesso la società si attende qualche mossa "ad effetto" da parte di Marino, il quale - a detta di Pozzo - dispone di tutte le risorse necessarie per cambiare gioco e tentare qualche nuova sortita. Se l'Udinese non riuscisse a raddrizzare in tempi brevi la propria via, non sarebbero più fantasmi del passato ma realtà che continuano a perpetuarsi anche nel presente, rendendo inutili gli sforzi fatti fino a qui.

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