
Juventus 2-3 Cagliari
Marcatori: Biondini (C) 16', Sissoko (J) 31', Nedved (J) 38', Jeda (C) 54', Matri (C) 78'.
Ammoniti: Chiellini, Del Piero (J) ; Pisano, Agostini, Conti (C).
Non solo singoli, l'essenza del calcio, il gruppo guidato da un uomo con dei valori. E' questo che esprime il Cagliari di Allegri, una squadra che esegue le semplici regole del campo senza strani escamotage tattici o turnover importanti. Schiacciata anche la Juventus, un altro passo importante verso la salvezza che ora è a 6 punti di distanza dopo quelle cinque sconfitte che avevano creato una voragine, ma non tra Cellino ed Allegri. Bene aveva fatto il Presidente "mangia allenatori" a credere nel suo ex pupillo, ed il gesto scaramantico del patron di lanciare la lacrima dopo i gol potrà trovare ancora tanto seguito. Abbattuto, quindi, Ranieri, tradito in alcuni casi dai suoi ragazzi, ma fermato soprattutto da un grande Marchetti che si conferma il portiere rivelazione di questo torneo.
L'uomo più in forma dei bianconeri è Momo Sissoko, che in un anno ha trovato i giusti equilibri nel centrocampo della Juventus e dialoga benissimo con tutti i suoi compagni di squadra, facendo ottimo lavoro sia in copertura che in fase di proposizione. Come sempre, però, per il Cagliari funziona la tecnica di attendere l'attacco avversario per partire in contropiede e punire grazie all'apporto dei centrocampisti. Sarà su un cross di Fini che Biondini batte Marchionni sullo stacco - non certo Golia - e metterà la palla dietro le spalle di Buffon. Cagliari clamorosamente in vantaggio e tutto da giocare. Del Piero sa che deve caricarsi sulle spalle la squadra e suona la carica, ma la Juventus deve fare a meno di Zanetti, costretto ad uscire per l'ennesimo infortunio muscolare. Il cambio graverà sulla Vecchia Signora che subisce un'altra pericolosa iniziativa dei rossoblù, anche se sarà proprio l'uomo migliore della Juve - Sissoko - a trovare il pari con uno stacco imperioso su calcio d'angolo. Il carattere Juve si fa sentire e Nedved raccoglie un pallone vagante: botta di collo che porta in vantaggio i bianconeri. Nella ripresa il Cagliari entra con un altro piglio e ci crede. La rete del pari arriva su un rapido contropiede del Cagliari con Canini che appoggia per Cossu, il numero 7 lancia sul filo del fuorigioco Jeda che riceve e con un tocco sotto anticipa l'uscita di Buffon. La Juventus sa che questo è in risultato che le sta davvero stretto e si riversa in avanti, ma Marchetti si oppone con onore ed efficacia, e su l'ennesimo contropiede sardo sarà il neo entrato Matri a punire Buffon - non impeccabile nell'occasione - e zittire l'Olimpico.
Una Juventus che se ne va a testa bassa, ma deve riconoscere la forza dell'avversario che ha di fronte. Tutti speravano che gli "acquisti" di Buffon e Trezeguet migliorassero la situazione, ma la Juventus pare stanca e fuori quadratura. Ranieri deve essere bravo a riprendere in mano la situazione, oppure tornerà in discussione anche la sua posizione. Chi sa di avere la panchina salda è quel monello di Allegri. Certo, finché non chiama una grande...
Marcatori: Biondini (C) 16', Sissoko (J) 31', Nedved (J) 38', Jeda (C) 54', Matri (C) 78'.
Ammoniti: Chiellini, Del Piero (J) ; Pisano, Agostini, Conti (C).
Non solo singoli, l'essenza del calcio, il gruppo guidato da un uomo con dei valori. E' questo che esprime il Cagliari di Allegri, una squadra che esegue le semplici regole del campo senza strani escamotage tattici o turnover importanti. Schiacciata anche la Juventus, un altro passo importante verso la salvezza che ora è a 6 punti di distanza dopo quelle cinque sconfitte che avevano creato una voragine, ma non tra Cellino ed Allegri. Bene aveva fatto il Presidente "mangia allenatori" a credere nel suo ex pupillo, ed il gesto scaramantico del patron di lanciare la lacrima dopo i gol potrà trovare ancora tanto seguito. Abbattuto, quindi, Ranieri, tradito in alcuni casi dai suoi ragazzi, ma fermato soprattutto da un grande Marchetti che si conferma il portiere rivelazione di questo torneo.
L'uomo più in forma dei bianconeri è Momo Sissoko, che in un anno ha trovato i giusti equilibri nel centrocampo della Juventus e dialoga benissimo con tutti i suoi compagni di squadra, facendo ottimo lavoro sia in copertura che in fase di proposizione. Come sempre, però, per il Cagliari funziona la tecnica di attendere l'attacco avversario per partire in contropiede e punire grazie all'apporto dei centrocampisti. Sarà su un cross di Fini che Biondini batte Marchionni sullo stacco - non certo Golia - e metterà la palla dietro le spalle di Buffon. Cagliari clamorosamente in vantaggio e tutto da giocare. Del Piero sa che deve caricarsi sulle spalle la squadra e suona la carica, ma la Juventus deve fare a meno di Zanetti, costretto ad uscire per l'ennesimo infortunio muscolare. Il cambio graverà sulla Vecchia Signora che subisce un'altra pericolosa iniziativa dei rossoblù, anche se sarà proprio l'uomo migliore della Juve - Sissoko - a trovare il pari con uno stacco imperioso su calcio d'angolo. Il carattere Juve si fa sentire e Nedved raccoglie un pallone vagante: botta di collo che porta in vantaggio i bianconeri. Nella ripresa il Cagliari entra con un altro piglio e ci crede. La rete del pari arriva su un rapido contropiede del Cagliari con Canini che appoggia per Cossu, il numero 7 lancia sul filo del fuorigioco Jeda che riceve e con un tocco sotto anticipa l'uscita di Buffon. La Juventus sa che questo è in risultato che le sta davvero stretto e si riversa in avanti, ma Marchetti si oppone con onore ed efficacia, e su l'ennesimo contropiede sardo sarà il neo entrato Matri a punire Buffon - non impeccabile nell'occasione - e zittire l'Olimpico.
Una Juventus che se ne va a testa bassa, ma deve riconoscere la forza dell'avversario che ha di fronte. Tutti speravano che gli "acquisti" di Buffon e Trezeguet migliorassero la situazione, ma la Juventus pare stanca e fuori quadratura. Ranieri deve essere bravo a riprendere in mano la situazione, oppure tornerà in discussione anche la sua posizione. Chi sa di avere la panchina salda è quel monello di Allegri. Certo, finché non chiama una grande...

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