sabato 31 gennaio 2009

La Conferenza Stampa Di José Mourinho: il Futuro Dipende Da Balotelli, Voglio La Mentalità Di Catania, Santon E' Bravo, Ibra E' Fantastico!

La vittoria in settimana ha dato nuove motivazioni all'Inter di Mourinho che ora vuol continuare a cavalcare la classifica di Serie A. Dovrà farlo contro un Torino che ha bisogno di punti per risalire la classifica, ma la mentalità è quella giusta. Ci saranno assenti importanti come Muntari ed Adriano per squalifica e Mourinho ha parlato sulle decisioni arbitrali. Vediamo cosa ha detto anche per Balotelli non convocato!

Da allenatore cosa si sente di dire a Balotelli dopo lo stato confusionale visto ieri? "Che è successo ieri?" Ha pianto durante l'allenamento, ci risulta. "Non è vero. Se ha pianto dopo non lo so perché non lo ho visto, ma durante l'allenamento non è vero". Quanto teme la partita contro il Torino visto i problemi di continuità contro le piccole squadre? "Non temo però rispetto. Non penso che il Torino meriti questa posizione difficile in classifica. Mi sembra che i giocatori hanno qualità sufficiente per essere in una situazione completamente diversa. E' importante per loro fare punti. Sicuramente non vengono qua per regalare niente a noi. Tutte le squadre che vengono a San Siro hanno un pensiero difensivo per fermare il gioco dell'Inter e dopo in avanti qualcuno cercherà di fare pericoli e di segnare un gol. Sarà una partita più o meno difficile dipende dal nostro atteggiamento. Mi sembra che nell'ultimo mese è facile per noi capire perché vinciamo, perché perdiamo, perché giochiamo meglio o peggio; è tutto successo nell'ultimo mese ed è facile capire quello che fa la differenza. A Bergamo l'Atalanta ha segnato e vinto ma dal primo minuto si vedeva che la cosa non era positiva, a Catania abbiamo segnato ed era facile capire che la partita sarebbe stata per noi. Questa squadra sa che il campionato non è finito, per noi la figurina Panini di Campione d'Inverno significa poco. Significa solo se alla fine ne fanno un'altra per Campione d'Italia. Mi aspetto una squadra positiva, con voglia, con atteggiamento, con ritmo, con intensità - tutto mostrato nell'ultima partita". Come sta Vieira per la lista Champions? "Sta meglio. Deve tornare martedì e deve tornare direttamente a lavoro con la squadra. E' un ritorno per tornare nel lavoro con la squadra. Se lo fa senza problema sarà importante per tutti".

Come è stato il rapporto con Catania? "Fortunatamente per me ho già un'esperienza di partite in tribuna. La media è di una volta per stagione più o meno, penso 6-7 volte sono stato squalificato e quando sono squalificato preparo la partita meglio di quando sono in panchina esattamente perché non sono in panchina. Mi dedico alla partita in moto più esauriente, ho parlato di due moduli diversi dipendendo da come si metteva la partita e tutti insieme abbiamo fatto una buona preparazione alla partita. Dopo, i giocatori sono stati fantastici a reagire a questa situazione. Dopo mi sembra che si deve parlare perché nel calcio abbiamo la mentalità di parlare delle cose negative. Dobbiamo parlare di Catania e del modo in cui tutto è stato fatto: polizia, sicurezza, direttore tutti di un'educazione e tranquillità impressionante. Mai nessuno mi ha disturbato per un secondo, in tribuna, nel ritorno, assolutamente senza un unico secondo negativo. Educazione, rispetto, facilità per farmi fare il mio lavoro che devo ringraziare chi mi ha dato questa possibilità. Durante la partita dal primo minuto ho capito che avremmo vinto, eravamo entrati con una mentalità fantastica. Con l'espulsione di Muntari 15' difficili per la squadra e per me, dopo metà tempo la squadra ha trovato l'equilibrio ed ha fatto una grande partita. Ero tranquillo perché sembrava partita vinta anche se su 1-0 il risultato è difficile. Dopo la partita ho parlato con Beppe perché la mia prospettiva era diversa, è molto molto molto meglio guardare la partita sopra. La unica difficoltà vuoi dire qualcosa subito e non puoi, ma per l'analisi della partita e capire la partita è molto più facile". Quindi Catania ha fatto capire qualcosa in più sulla crescita. Cosa ti ha fatto capire il pareggio del Milan e la sconfitta della Juventus? "Ma questo è campionato. Il Milan ha pareggiato col Genoa che ha pareggiato a San Siro con l'Inter. La Juve ha perso contro l'Udinese, una squadra molto difficile e per me è normale che loro vincono ed è nella parte importante della classifica. Chissà se hanno finito il momento negativo e a me piace tanto che l'Udinese vince - non per la Juve - ma perché è un esempio per tutti di una squadra in difficoltà con due/tre mesi di risultati negativi. Con una direzione da esempio con tranquillità, fiducia, appoggio al suo allenatore. Non accettano critica, proteggono la squadra, meritavano una cosa così. Sono molto contento per Marino, per i suoi giocatori, ma quello che è un esempio di un gruppo che ha saputo lavorare in difficoltà". Sulla questione scommesse che dice? "Questo è ridicolo. Sulle cose ridicole è inutile parlare. L'Inter non ha bisogno di protezione. L'Inter è famiglia. Club è famiglia e famiglia non ha bisogno di protezione è qualcosa che ha già".

Dovrà fare a meno di Muntari ed ha lanciato, però, Santon che ha stupito anche per la sua personalità. Pensa di poterlo far giocare a centrocampo domani? "Lui può giocare a centrocampo. Può portare velocità ed inserimento. Ha una corsa facile, naturale. Non solo perché è giovane, anche per la sua fisicità. In una squadra come la nostra che gioca con due attaccanti se possiamo avere uno o due in più che da dietro arrivano ci fa bene. Però lui sta giocando terzino sinistro ed ha bisogno di stabilità in questo nuovo ruolo. Non emozionale perché questo dipende da tante altre cose che sono sue, il bambino è bravo e per un allenatore è facile giocare con un giocatore di 18 anni. E' facile quando il giocatore è un uomo, perché dentro il campo non c'è carta d'identità, uno di 18 o 36 hanno la stessa palla e giocano sullo stesso campo. Dentro al campo sono tutti uguali. In questo senso risponde molto bene è felice di giocare, è anche felice di stare zitto ed è felice del suo allenatore. E' molto felice di giocare in questo "low profile" e lo lasciamo andare così. Spero che Inter ed Italia possono avere un giocatore in più". L'espulsione di Muntari è un provvedimento emotivo più che tecnico, ha il timore che ce ne siano altri come se volessero farvi scontare la svista di Siena? "Noi non sappiamo questo. Era una partita in tasca anche con solo 1-0, ma era assolutamente sotto il nostro controllo, a parte quei 15' hanno dimostrato che se segnano il risultato non è lo stesso. Abbiamo tutti visto chi decide la squalifica, hai capito che è una decisione sbagliata. L'arbitro non è lontano e lo ha fatto in un modo diretto ed obiettivo che io da lontano - che ero a 100 metri - ho pensato subito: è un rosso meritato. Io ho pensato subito: questo ha perso la testa, ha fatto un'entrata criminale e lo volevo ammazzare. Dopo ho visto ed è una decisione molto sbagliata che poteva cambiare la partita. Dopo, prova tv per 3 partite ad Adriano, se l'arbitro ha sbagliato - che può sbagliare - che problema c'è a dire questo rosso lo facciamo diventare giallo ed il giocatore può giocare. Qual'è il problema di poter dire questo. Anche all'andata un rosso senza giustificazione e chissà se viene giudicato come Muntari di cinque anni fa che non è più. La mia è una squadra disciplinata non come dicono i cartellini, però, va bene, vediamo il futuro, con un arbitro di qualità non voglio criticare."

Contro il Torino all'andata giocò con il 4-3-3 è possibile vederlo anche domani? "No, non voglio rispondere se sarà 4-4-2 e 4-3-3. Dopo mi chiedete di nuovo se posso giocare in più modi, non le rispondo". Su Balotelli come si può superare questa situazione? "Per me un giocatore è un giocatore. Per me anche se ci sono giocatori con più storia, meno storia, più anni di club, meno anni. Per me sono tutti uguali, nessuno di noi è più importante del club. Il club primo e dopo noi. Sono giocatori perché all'ora di arrivare allo stipendio non c'è differenza per quanta età hai, allora devi avere responsabilità in campo e fuori uguali per tutti. Per me sono tutti uguali. Se Mario è un giocatore giovane che tutti si aspettano tanto, io sono uno in più".

Come battuta, Santon è "low-profile", Balotelli? "Balotelli è un bravo ragazzo che qualcuno lo vuole "high-profile" e lui non è preparato per questo nel campo, molto meno lo sarà fuori dal campo. Chissà Santon è un ragazzo fortunato e Mario sfortunato. La mentalità di Santon lo aiuta e quella di Mario lo pregiudica, ma è un bravo ragazzo, ma se qualcuno pensa che esiste questo problema per me non è un piacere a me fa male, però lui capirà. Un giorno lui capirà chi gli vuole bene, chi lo vuole aiutare, chi non lo vuole aiutare. Io voglio che capisca chi lo farà diventare un grande giocatore ed un grande uomo".

In questo momento Santon è il titolare oppure Maxwell sarà riproposto titolare? "Maxwell è un grande giocatore, ma sta vivendo un momento poco positivo. Di solito sono solo esigenti con i giocatori che hanno qualità e da lui mi aspetto sempre che giochi a livello altissimo. Ha avuto due settimane che non mi è piaciuto. Lui è intelligente, veramente intelligente, sa che deve fare di più. E' stato fuori due partite, zitto, ha giocato bene a Catania ed è stato zitto. Tornerà in squadra perché questo è uno che ha testa".

Questo Torino potrà salvarsi o no? Se si perché o se no perché? Il Torino ha chiesto Obinna, potrà partire ed essere utile per il Torino? "No, Torino si può salvare. Ci sono nella parte alta tre per il titolo, tre/quattro per la Champions, tre/quattro per la UEFA, ugualmente si può salvare. Con la sua storia, con la sua tradizione, se perde a San Siro domani vorrei vincesse sempre. Mi piace che il Torino che con la sua storia e tradizione rimane nella A. Lo può fare perché la sua squadra non è peggio delle altre squadre che sono là per la stessa lotta. Di Obinna non so niente, del mercato non parlo, non voglio parlare. Siamo 29, siamo troppi, vediamo quando chiude la finestra di mercato".

Le prime partite in Italia era sorpreso da queste squadre che giocano in modo chiuso per affrontare la sua squadra, ora ha capito cosa deve fare? Nel modo che schiera la squadra è una questione di modulo o il modo dei giocatori di pensare la partita? "No, io ho capito questo subito, che non è facile. E' più facile nella Premier contro una piccola che arriva giocare una partita senza paura di perdere, senza paura di fare un gioco aperto è molto più facile. Si può fare facilmente un 4-1 un 5-2, qua è più difficile. Per me è importante che la squadra ora giochi con l'atteggiamento che giochi con la mentalità di vincere. Se dai la possibilità di ritmi bassi, aggressivitià bassa, lasci il tuo orologio andare e la fiducia a loro e arriva il minuti 45', poi arriva più pressione e non è facile. Bisogna gicoare dal 1' con intensità e giocare tutta la partita con lo stesso ritmo. Arriva sicuramente un momento che l'avversario non ti può fermare perché noi siamo sicuramente superiore". E la squadra di Catania può fare bene domani? "Beh, Muntari non gioca. Adriano che è in crescita non gioca. Però la squadra che ha giocato a Catania ha fatto bene con 10, se possiamo giocare con 11 abbiamo più possibilità".

Domani sono 100 presenze per Ibrahimovic con l'Inter, ha avuto un rendimento da un gol a partita, secondo lei ha fatto ancora un passo in avanti rispetto allo scorso anno? Se si, in cosa è migliorato? Nel momento difficile per Adriano lei disse che doveva fare una lunga strada, quanta è lunga la strada che deve fare Balotelli? "Ibra è fantastico. Non ho parole, non ho molto da dire. Il giocatore lo sapevamo chi è. Io prima di arrivare qua non conoscevo la persona, il professionista, solo l'uomo in campo. Per me è fantastico, anche con la sua personalità che è difficile. Può non essere un compagno facile, un avversario facile, ma vuole vincere tutto, le partitelle, domani, con la Juve, con il Milan, vuole vincere tutto. E per me questo è facile perché vuoi essere motivato e vincere sempre. Questo per me è fantastico. Lavora per la squadra senza palla in fase difensiva, vedevo la squadra e lui non si fermava mai fino alla fine. E' un giocatore fantastico e voglio che a livello internazionale possa essere riconosciuto con qualcosa che veramente merita. Il giocatore con me è facile ed è difficile lavorare con me. Io posso dire che è molto facile e molto difficile. Molto facile per uno e molto difficile per l'altro. Facile per chi vuole vincere e aiutare la squadra, chi lavora tutti i giorni. Molto difficile per chi pensa di essere re del mondo, per chi non vuole lavorare, per chi non rispetta, per chi pensa che le cose sono dovute. Per me è molto facile e molto difficile. E per questo è molto facile per Mario tornare con noi o molto difficile, dipende da lui".

Il ritardo sul quarto d'ora di ritardo, che opinione si è fatto della vicenda? "Non conosco bene, ma se sono tutti insieme in questa lotta è perché è giusta questa protesta. Non conosco bene le ragioni perché è successo. Un anno è un anno, vuol dire che meriti di essere squalificato. Se c'era il dubbio, è incredibile. Ma se c'era anche un minimo di dubbio, per un giocatore è un grandissimo dramma. Mi dispiace. Cosa possiamo fare con questi quindici minuti non lo so, ma ovviamente io sono con questa cosa".


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