mercoledì 18 febbraio 2009

Il Personaggio Della Settimana: Cristiano Doni

A Bergamo è considerato un eroe. Del Neri ha fatto di lui il perno dei suoi schemi e fa giocare l'Atalanta in base alle sue caratteristiche tecniche, ma anche chi è arrivato prima di lui ha sfruttato le indubbie doti di Doni come regista e come leader. Quando è assente la squadra perde una gran parte del suo potenziale, e lo evidenziano i numeri, con l'Atalanta vincente solamente a Cagliari senza il capitano in questa stagione. Non è solo il grimaldello della tattica, ma anche il punto di riferimento di gioco e psicologico per i compagni che dànno sempre la palla a lui per creare qualcosa di utile. Anche domenica Doni ha fatto la differenza contro la Roma. Lui nella Capitale ci è nato, però ci ha passato solamente tre anni della sua giovinezza, mentre calcisticamente è cresciuto a Verona.

L'esordio in un campionato professionista avviene nella stagione 1992/1993 nelle fila del Rimini in C2, dove gioca 31 gare e segna 6 reti, evidenziando le sue doti di coatruzione del gioco ed anche in marcatura. La stagione successiva si trasferisce in C1 nelle fila della Pistoiese dove passa una stagione simile alla precedente. Il passaggio in migliori palcoscenici arriva la stagione seguente militando in C1 nel Bologna e poi in Serie B avendo conquistato la promozione. Tuttavia, il rapporto con Ulivieri è conflittuale per l'atteggiamento da "padre padrone" del tecnico ed il carattere già esuberante del campioncino in erba. Doni capii che la società non avrebbe puntato su di lui nella massima serie e decise di "retrocedere" facendosi un campionato da protagonista nel Brescia di Edoardo Reja. La serie cadetta è un ottimo trampolino di lancio per il trequartista che con le rondinelle centrò la promozione in Serie A. Doni chiese che il Bologna - proprietario dell'intero cartellino - cedesse metà di esso alla società lombarda, così da poter fare un'altra stagione da protagonista in un club che ha creduto in lui.

Purtroppo Reja venne esonerato dopo dieci giornate e da lì fu un susseguirsi di cambiamenti in panchina e la stagione di Doni fu di alti e bassi senza avere la continuità mostrata negli anni precedenti. Risultato? Un'inevitabile retrocessione nonostante il potenziale della rosa di raggiungere la salvezza. La rottura tra Doni ed il Brescia è inevitabile e quando nel 1998 si fanno avanti gli acerrimi nemici dell'Atalanta ed il giocatore non esitò ad accettare la proposta nonostante militassero in Serie B. Nel club nerazzurro ha una rinascita esponenziale, migliorando le sue prestazioni ogni anno che passava e ricoprendo più ruoli oltre a quello di trequartista. Si adatta a fare il centrocampista di sinistra ed anche la seconda punta - in caso di necessità pure la prima - riuscendo a totalizzare addirittura 16 gol nel 2001/2002. E' inevitabile la convocazione da parte di Trapattoni per i Mondiali di 2002, ma l'esperienza è nettamente negativa, come per tutta la selezione azzurra. L'anno seguente fu deludente anche nell'Atalanta e nonostante le 10 reti di Doni, la squadra orobica retrocesse ed il giocatore sentì che era l'ora di cambiare, che fosse arrivata la fine di un ciclo.

Infatti, decise di accettare l'offerta dell'ambiziosa Sampdoria e si legò al club genoano per due stagioni, ma il rendimento fu basso e condizionato da una serie di infortuni perpetui e recidivi alle caviglie, alcuni che hanno avuto bisogno di operazioni e le prestazioni non furono mai continue. Fu la vera delusione della carriera di Doni, che per riniziare decise di trasferirsi all'estero, accettando l'offerta dell'ex allenatore dell'Inter Hector Cuper al Mallorca. Dopo l'esperienza spagnola nell'agosto del 2006 torna all'Atalanta, il suo ritorno a Bergamo viene salutato con grande entusiasmo dai tifosi nerazzurri. Doni". Nel campionato 2006-2007 pur avendo saltato le prime 5 partite per infortunio e le ultime 5 a causa di un intervento chirurgico ad un'ernia inguinale, ha segnato 13 gol giocando da trequartista alle spalle di una sola punta, Riccardo Zampagna o Nicola Ventola. Viene riconfermato nella rosa atalantina anche nella stagione 2007-2008; in campionato è uno dei punti fermi dell'Atalanta e mette a segno complessivamente 12 gol. Il 4 maggio 2008 nella partita di campionato contro il Livorno vinta per 3-2, Doni, con il suo gol numero diventa il miglior marcatore in Serie A della squadra bergamasca, superando Adriano Bassetto. Il 21 maggio del 2008 viene annunciato da parte dell'Atalanta il rinnovo del contratto di Doni fino al 2010, e il calciatore dichiara di voler concludere la carriera con la società nerazzurra. E' diventato ormai il simbolo di questa squadre e si augura di esserlo ancora per molto tempo, esultando a testa alta come ha sempre fatto:


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