domenica 19 ottobre 2008

Giornata - Come Sempre - Piena Di Sorprese

Si è conclusa la settima giornata di campionato e come sempre il reparto degli eventi di cui parlare è ben fornito. Alcune partite hanno avuto degli esiti meno prevedibili, ma è stata una giornata di grande calcio che prosegue nel migliore dei modi lo spettacolo che era stato offerto ieri e si spera possa continuare su questa linea anche stasera.

Sicuramente i tifosi laziali non si aspettavano di subire ben tre gol in meno di mezz'ora e giocarsi in così poco tempo un'intera partita - non certo la stagione, anche se guardare tutti dall'alto faceva sicuramente piacere. I giocatori laziali sembravano confusi e non riuscivano a trovare le distanze giuste per costruire del buon gioco, mentre il Bologna è sembrato sicuramente più motivato e carico di quello visto precedentemente, anche se perde smalto nel secondo tempo, in cui subisce l'offensiva laziale. Carizzo aveva detto che ci avrebbe pensato lui oggi, ma i gol che ha subito lo hanno visto impossibilitato ad intervenire. Perfetta la punizione di Volpi, preciso il secondo gol di Di Vaio e fantastico il gesto - sempre di Di Vaio - per il colpo del ko. La Lazio è al tappeto e non si rialza, dove il problema più grande sono le poche sortite dei tre là davanti, richiedendo l'intervento del redivivo Rocchi, a cui bastano 6' per trovare una rete anche se rocambolesca. Dopo sono solamente tiri dalla distanza ed iniziative all'arrembaggio da parte dei biancocelesti, ma Antonioli - finalmente con una buona prestazione - salva il punteggio ed il Bologna può rialzare la testa ed Arrigoni può vivere una situazione più tranquilla. Bello il gesto dei giocatori che dopo il gol vanno a festeggiare il proprio tecnico, segno che capiscono il momento di pressione che stava vivendo.

Stava per combinare una disfatta anche l'Udinese sul campo del Lecce - dove i salentini non perdono ancora -, ma rispetto alla sconfitta laziale - seppur i giallorossi hanno fatto una buona partita - le responsabilità dei gol sono tutte bianconere. Nel primo tempo Coda disimpegna malissimo, lasciando la strada spianata a Tiribocchi, il quale, però, si allunga troppo il pallone, ma Handanovic - ancora più clamorosamente - lo manca in uscita ed il "Tir" lo deposita in fondo al sacco ed è 1-0. Il raddoppio arriva nel secondo tempo, quando Giacomazzi devia di testa un angolo di Caserta, che poi va a sbattere su Domizzi ed è autogol - sfortunata in questo caso l'Udinese. C'è qualcosa che non va nei friulani ed allora Marino corre alla soluzione Sanchez, che inserisce al posto di Pepe, cercando di vivacizzare la manovra offensiva. Sarà proprio il Nino Meravilla a siglare il gol che riapre la partita per l'Udinese, sfruttando al meglio un ottimo pallone di Floro Flores che basta toccare in rete. Da lì in poi sarà solo Udinese che ci prova più volte ma trova un ottimo Benussi, il quale - complice la difesa - concede qualcosa sul secondo gol dei bianconeri, che nasce da una punizione battuta male da D'Agostino sulla quale nessuno interviene e finisce in gol, portando il risultato sul pari. Un pareggio che sa di amaro per Beretta, che con il Lecce si porta a pari della Juventus, mentre l'Udinese raccoglie e porta a casa un punto per rimanere nei quartieri alti.

C'è invece chi fa il "tonfo", ma non a causa di una brutta prestazione, quanto per colpa degli episodi. A volte le espulsioni pesano più di quanto si possa pensare e lo sa bene il Palermo che concede il derby al Catania - imbattuto questa stagione al Massimino. Il primo tempo è quasi tutto rosanero, con svariate occasioni - notevole il colpo di tacco volante di Cavani, parato egregiamente da un ottimo Bizzarri - , ma al concludersi della prima frazione Carrozzieri si fa espellere ingenuamente per doppia ammonizione e da lì la partita per i rosanero è tutta in salita. Ballardini sostituirà Miccoli per inserire Tedesco ed il folletto del Salento avrà qualcosa da dire al proprio allenatore. Come ci si può immaginare a fare la partita è il Catania, che si trova in superiorità numerica e riesce a sfruttare bene gli spazi. Zenga ci vede bene ed inserisce Llama, il quale contribuirà alla prima rete, mettendo al centro un ottimo cross sul quale interviene benissimo Martinez che di testa mette in gol - con Amelia che "va a farfalle". Il punto esclamativo dopo la parola fine lo mette Mascara nel finale trasformando un rigore fischiato a causa di un fallo di mano da parte di Migliaccio. Zenga continua a sorridere e per ora è proprio il suo Catania a guidare la classifica. Piccolo stop, invece, per il Palermo, ma ci può stare in una partita che ha qualcosa di diverso rispetto ad altre.

C'è un'altra squadra che se ne intende di quanto possano fare male le espulsione ed è la Sampdoria di Mazzarri. Le vittorie proprio non vogliono arrivare, ed è inevitabile pensare che l'allenatore rischi la panchina anche se le attuenuanti in suo favore si possono trovare. Non è una partita brillante quella del primo tempo, con la Samp che - addirittura - gioca meglio del Milan, ma il match rimane sostanzialmente in equilibrio. Sarà al 55' che la partita cambia, cioè quando Lucchini viene mandato fuori per doppia ammonizione - per un fallo di mano che ci sta, ma non da ammonizione - e viene concesso un rigore per il Milan che Ronaldinho trasforma con l'aiuto del palo. Sale in cattedra l'asso brasiliano che duetta bene con Kakà - entrato nella ripresa - creando dieci minuti più tardi un'azione bellissima da centrocampo che si conclude con un gran gol di Dinho che chiude la partita. Ci prova ancora Ronnie da varie posizioni, ma non riesce a trovare il terzo gol personale, mentre il terzo della partita porta la firma dell'eterno Inzaghi, il quale finalizza un'azione a dir poco splendida dei rossoneri e si porta a 139 gol in Serie A. Una mazzata per la Sampdoria, grasso che cola per il Milan. Vedremo quello che penseranno di fare a Genova, ma qualche decisione va presa, mentre a Milano siamo sicuri che l'aria è finalmente più serena.

Chi continua a dettare legge in casa è il Genoa di Gasperini. Stavolta non è Milito l'autore del gol che concede la vittoria ai danni del Sien - anche se l'argentino è stato assoluto protagonista tra i suoi, con vari tentativi in porta ed una buona dose di sfortuna; ci saranno altre occasioni. Buono il rientro in campo di Thiago Motta, che il tecnico rossoblù manda in campo dopo il forfait di Milanetto a pochi minuti giocati. L'autore della rete che varrà i tre punti è Biava, il quale interviene con buona scelta di tempo, anche se Curci pare in netto ritardo. Il Siena non punge nel primo tempo, ma entra con più verve nella ripresa e la partita si rende molto più divertente dopo un palo clamoroso colpito da Galloppa - sicuramente tra i migliori dei suoi. Anche con le numerose assenze il Genoa non perde colpi e vince meritatamente, sommando altri tre punti in classifica; se portasse qualche risultato anche fuori da Marassi, la strada per un campionato sorprendente sarebbe spianata. La cosa che mi fa pensare di più è che non si senta assolutamente la mancanza di Borriello a Genova, segno che anche gli elementi chiave sono sostituibili se si sa "pescare" bene. Per i toscani niente è perduto, basta rialzare la testa e pensare al prossimo incontro, le possibilità di salvarsi ci sono.

Pareggio indolore tra Atalanta e Chievo, con Del Neri che non riesce ad andare oltre il pari contro il suo passato e tanti suoi ex giocatori. Addirittura, la partita si era messa in salita per gli orobici, che erano andati sotto a fine primo tempo grazie ad una rete di Mantovani; prima in Serie A per lui. Nella ripresa è l'Atalanta a spingere sull'acceleratore, anche se Doni litiga con qualche compagno e c'è qualche screzio interno, alla fine arriva il bel gol di Ferreira Pinto a legittimare il risultato.

Infine, si schioda dall'ultimo posto il Cagliari, lasciando la Reggina a quota 2 e salendo a 4, trovando la prima vittoria stagionale a Torino. Eppure i granata erano partiti meglio, con un'offensiva tambureggiante nel corso del primo tempo, mentre i sardi si affidavano ai miracoli di Marchetti ed agli sprechi altrui per rimanere a galla. Non si sa cosa abbia detto Allegri ai suoi nella ripresa, ma ha funzionato, perché si è rivisto il Cagliari che ha figurato ottimamente contro il Milan prima della sosta. Non c'è stata storia per il Torino che non ha quasi più visto il pallino del gioco, lasciando spazi alle iniziative sarde. Sereni fa il possibile, ma non può niente quando si trova a tu per tu con Acquafresca con una gran fame di gol. L'attaccante che anno scorso ha salvato il Cagliari si è finalmente sbloccato, grazie anche ad un gran passaggio - e gran partita - del compagno Michele Fini. Tornano tempi Allegri in Sardegna, burrasca irrefrenabile a Torino - da ambedue le parti.


Articoli Correlati



Nessun commento:

Posta un commento