La sua carriera inizia proprio nella fila del Vasco, dove sboccia il talento cristallino di Edmundo, rapido attaccante dotato di rapidità e dribbling fulmineo con cui arrivava in porta per finalizzare. Dopo due anni di buone prestazioni ed un Campionato Carioca si trasferisce al Palmeiras, dove nel giro di altre due stagioni arrivano una caterva di trofei: 2 Campionato Paulista, 2 Campeonato Brasileiro e 1 Torneo di Rio-San Paolo. Nel 1994 si guadagna il soprannome di O'Animal, visto che in una partita contro il Sao Paolo Edmundo effettua una scivolata brutta su un avversario che gli guadagna l'ammonizione, ma poi si dirige verso la panchina del Sao Paolo e mena tre persone: prese a schiaffi il primo, mandò in ko il secondo e tirò un calcio nei "gioielli" al terzo; il motivo? Stavano offendendo sua madre. Parteciperà anche alla Copa América 1993 - eliminato ai Quarti - e nel 1995 protagonista, ma perdente in finale contro gli ospitanti dell'Uruguay. Poi, decide di cambiare ancora, ma passa una stagione abbastanza anonima tra Flamengo e Corinthians, per poi tornare al Vasco nel 1996, tornando ai suoi livelli e trascinando la squadra brasiliana alla vittoria del Campeonato Brasileiro nel 1997. Nel 1997 vince anche la Copa América con il Brasile - una selezione devastante che asfalta tutti gli avversari che deve affrontare.
Questa competizione internazionale gli guadagna l'attenzione di alcuni club europei, poiché il brasiliano è - effettivamente - un fuoriclasse. Vittorio Cecchi Gori vede in lui la spalla perfetta per Gabriel Omar Batistuta e decide di formare questa coppia sudamericana di assoluto valore, guadagnandosi la convocazione per il Mondiale di Francia 1998, dove, però, assapora l'amarezza del secondo posto. La sua prima stagione è positiva, ma nel 1999 si rende protagonista di un episodio che condizionò la rincorsa al tricolore da parte della Fiorentina - complice anche l'assenza per infortunio di Batigol. Edmundo aveva una clausola nel suo contretto che gli consentiva di assistere al Carnevale di Rio e, nonostante il momento delicato, se ne andò in Brasile per godersi la festa. Ovviamente, la città non prese bene questo gesto e - ancora meno - la società, che decise di cederlo al Vasco al termine dell'annata calcistica. Tuttavia, O'Animal rimane uno dei giocatori ricordati con più affetto dalla tifoseria viola.
Il suo ritorno in Brasile non è felice, anche perché Edmundo viene accusato da varie associazioni che proteggono i diritti sugli animali, poiché venne accusato di tenere un circo nel suo giardino per festeggiare suo figlio, ed una scimmia della "truppa" era stata ubriacata a forza di superalcolici. Le foto che girarono non aiutarono la carriera del giocatore, che rimbalzò dal Vasco al Santos, ma nel 2001 arriva una chiamata inaspettata dal Napoli. La squadra partenopea cercava un attaccante, un fuoriclasse, per poter raggiungere il sogno della Coppa UEFA, quindi pensarono proprio ad Edmundo. Il brasiliano, invece, di fortuna ne fece poca, poiché si infortunò all'esordio contro l'Udinese e rientrò solamente a sprazzi, senza dare il contributo necessario per la permanenza in A del club che retrocede. E' inevitabile la cessione della punta che - dopo una breve pausa al Cruzeiro - si trasferisce nella J-League, firmando con il Tokyo Verdy, passando anche dagli Urawa Reds - senza presenza - prima di tornare al Vasco.
La nuova esperienza a "casa" non è felice, perché al Vasco c'è già Romario - eterno nemico di Edmundo - e non c'è spazio per entrambi i giocatori, quindi, O'Animal, decide di andarsene ed accetta l'offerta della Fluminense. Il ritiro sembra alle porte, ma Edmundo firmerà la stagione dopo con la Figuerense e riuscirà ad evitare la retrocessione del club paulista. Infine, fa ritorno al Palmeiras e poi ora al Vasco. Se Edmundo avesse fatto le stesse cose che sapeva fare con i piedi con il cervello, sarebbe certamente ancora più gloriosa la sua carriera, ma in Brasile - ed in Italia - viene comunque ricordato come un grande giocatore.
Ecco una video clip dei gol segnati da Edmundo durante la sua permanenza a Firenze:

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