Il primato nel girone di Champions è un primato per la società capitolina che nemmeno Fabio Capello riuscì a raggiungere. Inoltre è arrivato con una reazione giusta da un periodo storto e la Champions è stata una medicina parziale. Adesso si può incontrare una squadra più debole, ma non è detto.Il simbolo è, come sempre, Francesco Totti che si inventa alcune giocate sublimi e non fini a loro stesse. Questo è un giocatore che fa girare un'intera squadra e Spalletti lo sa. E' lui a lanciare i compagni, a creare la superiorità, ad infondere la fiducia necessaria agli altri elementi per non soffrire mai l'avversario. Solo ad inizio ripresa la Roma ha avuto una fase di stanca in cui il Bordeaux ha cercato di approfittarne, ma la reazione arriva immediata quando Baptista capisce il movimento di Perrotta, lanciandolo in profondità, il campione del mondo mette una palla nel mezzo per Brighi che segna un'altra volta in Europa. La Roma è virtualmente prima, ma per arrivare al colpo del KO bisogna attendere il minuto 79, quando Menéz serve bene Totti che scatta verso l'area, supera due avversari e tira senza pensarci due volte. L'Olimpico è un tripudio ed ora si torna a pensare al campionato.
Impresa stoica - oltre che stoica - degli uomini di Spalletti che si meritano questo successo grazie alla voglia ed alla determinazione necessarie per ritornare a mettersi in discussione in entrambe le competizioni. Adesso si spera solo di non dover incontrare l'Inter agli ottavi...

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