
Sono bastate 24 gare di campionato per iniziare a decretare la squadre Campione d'Italia, quando, ad inizio stagione tutti stavano esultando per un campionato più equilibrato, dove anche alcune "outsider" potevano avere la loro storia. Tante le società che parevano poter competere secondo i giornalisti, a partire dall'avvio sprint di Udinese e Lazio che aveva ingannato i più, per finire con il Napoli che aveva tanto entusiasmato prima di cadere a picco. Fatto sta che a giocarsela erano rimaste in tre, le solite tre, ma ormai pare che siano le strisce verticali di colore nerazzurro a spuntarla un'altra volta.
Non c'è mai stato un vero e proprio aggancio, ma rimanere a -6 lasciava qualche speranza a Juventus e Milan che adesso guardano dal basso e salutano quello che era il reale obiettivo stagionale. Per la Juventus c'è, comunque, la consolazione di essere ancora in corsa per la Champions League e di poter superare un altro turno contro il Chelsea per tornare a fare la voce grossa anche in Europa. Tuttavia, per il Milan si è trasformata in una stagione disfattista. Una sola la giornata in cui i rossoneri sono rimasti solitari alla vetta nell'annata che li doveva vedere vincere - dopo tanto tempo - il tricolore.
Adesso al Milan sono rimaste solamente le briciole. Una Coppa UEFA da potersi giocare per dimenticare il derby e gli episodi che hanno condizionato un'intera stagione. L'infortunio infinito di Nesta che preoccupa in ottica futura e la stagione finita per Borriello hanno ridotto le scelte ad Ancelotti che può puntare sui soliti uomini senza alcuna variante al proprio gioco. Bene in Europa, male in una gara a tappe come lo Scudetto. Ma potrebbe preoccupare anche il futuro in campionato: la Fiorentina recupera terreno, mentre Genoa e Roma non molleranno fino all'ultima giornata per giocarsi la Champions League. Quello che sembrava essere un punto forte fino ad ora - la difesa - è tornato a fare acqua da tutte le parti, dove il solo Abbiati continua a respingere gli attacchi altrui. Un campionato che ai nasti di partenza doveva durare 38 giornate, si è accorciato di ben 14 di esse.
Non c'è mai stato un vero e proprio aggancio, ma rimanere a -6 lasciava qualche speranza a Juventus e Milan che adesso guardano dal basso e salutano quello che era il reale obiettivo stagionale. Per la Juventus c'è, comunque, la consolazione di essere ancora in corsa per la Champions League e di poter superare un altro turno contro il Chelsea per tornare a fare la voce grossa anche in Europa. Tuttavia, per il Milan si è trasformata in una stagione disfattista. Una sola la giornata in cui i rossoneri sono rimasti solitari alla vetta nell'annata che li doveva vedere vincere - dopo tanto tempo - il tricolore.
Adesso al Milan sono rimaste solamente le briciole. Una Coppa UEFA da potersi giocare per dimenticare il derby e gli episodi che hanno condizionato un'intera stagione. L'infortunio infinito di Nesta che preoccupa in ottica futura e la stagione finita per Borriello hanno ridotto le scelte ad Ancelotti che può puntare sui soliti uomini senza alcuna variante al proprio gioco. Bene in Europa, male in una gara a tappe come lo Scudetto. Ma potrebbe preoccupare anche il futuro in campionato: la Fiorentina recupera terreno, mentre Genoa e Roma non molleranno fino all'ultima giornata per giocarsi la Champions League. Quello che sembrava essere un punto forte fino ad ora - la difesa - è tornato a fare acqua da tutte le parti, dove il solo Abbiati continua a respingere gli attacchi altrui. Un campionato che ai nasti di partenza doveva durare 38 giornate, si è accorciato di ben 14 di esse.

Non vedo come le altre possano impensierire l'Inter. Non ne hanno proprio la possibilità, troppo grande il divario tecnico e fisico
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